Hai un vecchio sito web polveroso che necessita di un serio restyling? Oppure pensi che un nuovo look per il tuo sito web sia l’unico modo per ottenere più traffico, lead e entrate?

Fortunatamente per te, hai un amico che ha fatto decine di master in web design. Il suo portfolio è pieno di siti web moderni che corrispondono a ciò che stai cercando. Il tuo nuovo sito è online, ma il traffico che stavi aspettando non arriva mai …

Se questo ti suona familiare, probabilmente sei stato preso dall’eccitazione di un nuovo sito web e non ti sei concentrato sulla SEO: succede spesso (quasi sempre).

Un nuovo sito web spesso aiuta a risolvere i problemi che ne hanno ostacolato la crescita, è un’opportunità per migliorare il tuo sito web, senza perdere tutto il lavoro che ti ha permesso di creare un pubblico organico.

Ci capitano spesso esperienze infelici su perdite di traffico a causa di una migrazione o un restyling fatto male, ma questo si può (e si deve) evitare quando il restyling del sito web è debitamente pianificato. Per evitare potenziali problemi durante il restyling del tuo sito web, ecco una lista di controllo per la migrazione a un nuovo sito web, tenendo presente la SEO.

Mappa la nuova struttura del sito

Mappa la struttura del sito prima del restyling di un sito web

Una restyling del sito è un’opportunità per ottimizzare tutto, inclusa la struttura degli URL del tuo sito ed è anche il momento di considerare le modifiche al formato degli slug URL, come:

  • www o no www?
  • Con lo slash finale o senza?

Le tue categorie, nel tempo, sono diventate troppo numerose e talvolta quasi simili? È tempo di riorganizzare anche tutto questo.

Le nuove strutture URL ti costringeranno a impostare redirect dai vecchi URL a quelli nuovi. Fortunatamente, non tutti gli URL dovranno essere modificati.

Quando si modifica l’architettura di un sito web, i motori di ricerca devono imparare nuovamente a conoscere la sua struttura. Naturalmente, ci vorrà del tempo per affinchè Google aggiorni l’ indicizzazione del tuo sito con i nuovi dettagli della sua architettura, ma ne vale la pena.

HTTP vs HTTPS

Da quando Google ha annunciato HTTPS come uno dei fattori di ranking, avere un sito sicuro con un certificato SSL è diventato una condizione non facoltativa se si desidera occupare la prima pagina dei motori di ricerca. Se il tuo sito web è uno degli ultimi siti HTTP rimasti, è giunto il momento di mettere in sicurezza i tuoi dati e quelli dei tuoi utenti.

Non c’è solo un vantaggio in termini di posizionamento perchè i tuoi visitatori si sentiranno più sicuri quando inseriranno le loro informazioni personali. 

Google elaborerà una migrazione a HTTPS molto più velocemente di una migrazione a una nuova architettura del sito. Può scansionare e aggiornare rapidamente l’indice del tuo sito, poiché non c’è molta differenza dal tuo vecchio sito non HTTPS.

Decidi cosa migrare

Se il tuo sito ha diversi anni di vita, potresti aver creato molte pagine, alcune di loro potrebbero aver dato buoni risultati, altre molto meno: forse dovrebbero essere eliminate?

Mantenere solo le pagine con il miglior posizionamento sarà decisivo per le prestazioni organiche del tuo nuovo sito. Il metodo può essere un pò aggressivo, ma anche questo significa cambiare …

Ecco i modi principali per determinare quali elementi di contenuto migrare:

Backlinks

Il tuo posizionamento è in parte determinato dal numero di backlink ottenuti dal tuo sito. Sono il motore del successo del tuo sito e se li elimini, il tuo sito perderà traffico.

Il primo passo è esaminare tutti i link in entrata e vedere dove stanno apuntano quei collegamenti. Usa strumenti come Majestic o Ahrefs per estrarre i tuoi dati sui backlink e iniziare a compliare il tuo elenco di pagine da conservare.

Traffico del sito web

Anche senza backlink che puntano direttamente a una pagina, il sito può comunque attrarre traffico organico. Devi rivedere le pagine del traffico organico degli ultimi 12 mesi e organizzarle per popolarità.

Evidenzierà anche le pagine che hanno poco o nessun traffico organico: puoi lasciarle fuori. Tutto il resto si unirà all’elenco delle pagine prioritarie da pubblicare sul nuovo sito.

Posizionamenti per parole chiave

Se una pagina si posiziona davvero bene per una parola chiave pertinente, è necessario pubblicarla sul nuovo sito.

Utilizza i tracker di parole chiave per monitorare le fluttuazioni dopo la migrazione. Se le cose vanno male, un tracker ti aiuterà a identificare cosa è successo.

A seconda del numero di parole chiave targetizzate, seleziona quelle che rappresentano obiettivi importanti e abilita il monitoraggio prima della migrazione.

Audit dei contenuti

Non tutti i contenuti possono dare risultati positivi di posizionamento organico. Ci saranno pagine che non si svilupperanno sui motori di ricerca ma che avranno comunque un valore sul tuo sito. Se hai un sito di e-commerce, ad esempio, non eliminerai di certo un prodotto perché non è posizionato.

Se segui il blog di Creativemotions da tempo, sai che molti contenuti sono stati creati nel tempo. Naturalmente non tutti si posizionano allo stesso modo. Se questo blog dovesse migrare, i contenuti verrebbero probabilmente ridotti. Non che certi post non ci piacciano, ma diciamo che potrebbero non interessare più molte persone. D’altra parte, certi articoli vecchi in termini di pubblicazione conterranno invece consigli che sono sempre utili.

Crea un elenco dei redirect

elenco dei redirect da fare per un restyling del sito

I redirect sono la parte più importante di questo elenco di controllo. Se i vecchi URL non reindirizzano correttamente al nuovo sito, il traffico organico ne risentirà notevolmente.

I redirect assicureranno che i segnali di posizionamento organici vengano trasferiti dai vecchi URL a quelli nuovi e impediranno alle pagine interessate di precipitare nelle SERP.

La mancata impostazione dei redirect invierà i motori di ricerca e i bot utente a errori 404 , il che può avere conseguenze negative.

Mappa le tue pagine indicando le pagine più pertinenti ed evita di prendere il percorso più semplice inviando tutto alla home page. Google ha dichiarato che l’invio di tutte le pagine alla home page verrà trattato come un errore soft 404.

Se non hai pagine pertinenti, reindirizza alla pagina della categoria principale.

Il D-day è arrivato

Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato: mostrerai il tuo nuovo sito e inizierai a raccogliere i frutti del tuo lavoro, ma il lavoro è appena iniziato!

  • Il giorno della migrazione, controlla tutti gli URL importanti per assicurarti che conducano alla pagina corretta e verifica la presenza di link interrotti . Se hai accesso a un sito clonato, puoi saltare questo passaggio facendo tutto in anticipo.

L’impostazione di redirect può causare catene di redirect. La rimozione di redirect non necessari ridurrà la latenza e migliorerà la velocità di caricamento della pagina . Una catena di redirect è una serie di reindirizzamenti che passano da un URL all’altro, costringendo visitatori e motori di ricerca ad attendere fino a quando non ci saranno più redirect per raggiungere la pagina prevista. A volte formano persino un loop di redirect, senza mai raggiungere la pagina di destinazione.

  • Controlla i tuoi metadati per assicurarti che tutto sia stato trasferito correttamente. I tag title , le meta descriptions i tag Hx, tutto deve essere al proprio posto. Se non sono stati trasferiti correttamente o se si è passati a un nuovo CMS che ha diversi formati di metadati per impostazione predefinita, il posizionamento delle parole chiave può essere influenzata negativamente e questo è ciò che devi assolutamente evitare !
  • Assicurati che il monitoraggio analytics sia funzionante. La nuova struttura del sito potrebbe richiedere l’aggiornamento di obiettivi ed eventi. I dati di analytics sono importanti per individuare e risolvere eventuali problemi relativi alla migrazione.
  • Se modifichi il tuo nome di dominio, richiedi il nuovo dominio nella search console e utilizza lo strumento di modifica dell’indirizzo per avvisare Google. Invia la tua Sitemap aggiornata a Google per facilitare il processo di individuazione e indicizzazione. L’aggiornamento dell’indice richiederà tempo, ma l’invio della nuova Sitemap accelererà il processo.
  • Infine, controlla i tag canonical per vedere se sono aggiornati in base alla nuova struttura URL. Controlla anche le pagine che non hanno canonical e aggiungili.

Conclusione

Come hai visto, migrare un sito web in ottica SEO non è cosi semplice. Per eseguire correttamente la migrazione del tuo sito web, devi disporre di un piano concreto ed eseguirlo con estrema precisione. Se non sei sicuro di quello che devi fare, puoi anche rivolgerti a un professionista contattandoci o richiedendoun preventivo completamente gratuito. Ti risponderemo entro 24 ore.

Buon lavoro!