Se stai cercando Google My Business, il servizio esiste ancora, ma oggi ha un altro nome: Google Business Profile, in italiano Profilo dell’attività su Google.

Non si tratta quindi di un nuovo prodotto che ha sostituito Google My Business. È l’evoluzione dello stesso sistema con cui negozi, professionisti e attività locali possono gestire la propria presenza nella Ricerca Google e su Google Maps.

Google ha ufficialmente abbandonato il nome Google My Business e oggi invita le piccole attività a gestire il proprio profilo direttamente dalla Ricerca Google e da Maps. Google ha spiegato ufficialmente il cambio di nome da Google My Business a Profilo dell’attività

La distinzione è importante perché sul web continuano a circolare guide, tutorial e servizi che parlano di “scheda Google My Business”, “GMB” o semplicemente “Google Business”. Sono espressioni ancora comprensibili e molto cercate, ma il nome attuale del prodotto è Google Business Profile.

Questa guida chiarisce cosa è cambiato, chi può creare un profilo, come verificarlo, quali elementi conviene realmente ottimizzare e soprattutto quali fattori Google dichiara di utilizzare per il posizionamento locale, separandoli dai molti miti che continuano a circolare sulla Local SEO.

Google My Business è diventato Google Business Profile: cosa è cambiato

Il cambiamento più evidente riguarda il nome, ma anche il modo in cui il profilo viene gestito.

Con Google My Business molti utenti erano abituati a entrare in un pannello dedicato. Oggi, per una normale attività locale, gran parte della gestione avviene direttamente cercando la propria attività su Google oppure tramite Google Maps. La piattaforma dedicata rimane particolarmente utile per chi gestisce più sedi.

La funzione fondamentale, però, è rimasta la stessa: consentire all’attività di controllare e aggiornare le informazioni che Google può mostrare agli utenti nella Ricerca e su Maps. Consulta la guida ufficiale per iniziare a utilizzare Profilo dell’attività su Google

Evoluzione da Google My Business a Google Business Profile e gestione tramite Ricerca Google e Maps
TermineCosa significa
Google My BusinessNome precedente del servizio
GMBVecchio acronimo di Google My Business
Google BusinessEspressione abbreviata usata comunemente, ma non è il nome ufficiale completo
Google Business ProfileNome ufficiale inglese
Profilo dell’attività su GoogleNome utilizzato nella documentazione italiana di Google

Il nome ufficiale oggi: Profilo dell’attività su Google

Google usa nella documentazione italiana la formula Profilo dell’attività su Google. In inglese trovi invece Google Business Profile, spesso abbreviato in GBP.

Per questo motivo ha senso continuare a parlare anche di Google My Business quando si risponde a utenti che cercano ancora quel termine, ma il contenuto deve chiarire immediatamente la denominazione attuale.

Cambiare semplicemente ogni occorrenza di “Google My Business” in “Google Business”, al contrario, sarebbe impreciso: “Google Business” è una formulazione diffusa nelle ricerche, non la denominazione ufficiale completa del prodotto.

Dove si gestisce oggi il profilo: Ricerca Google e Google Maps

Sul computer puoi gestire il profilo direttamente dalla Ricerca Google dopo aver effettuato l’accesso con l’Account Google associato all’attività. Su smartphone puoi utilizzare anche Google Maps.

Dal profilo puoi modificare, quando disponibili per la tua categoria e il tuo tipo di attività, elementi come:

  • nome e categoria;
  • indirizzo o area coperta dal servizio;
  • numero di telefono;
  • sito web;
  • orari normali e speciali;
  • servizi e prodotti;
  • foto e video;
  • post e offerte;
  • recensioni;
  • link di prenotazione o altre azioni;
  • alcuni collegamenti ai profili social.
Mockup fotorealistico della gestione di un Google Business Profile da computer e smartphone

Non tutte le funzioni sono disponibili indistintamente per qualsiasi attività, paese o categoria. Questo è un punto da tenere presente soprattutto quando si seguono tutorial trovati online: l’interfaccia visualizzata da un’altra azienda può non coincidere perfettamente con la tua.

Cos’è Google Business Profile e a cosa serve

Google Business Profile è un servizio senza costi aggiuntivi con cui un’attività idonea può gestire come viene presentata su Google Search e Google Maps.

Il profilo può mostrare informazioni immediatamente utili a una persona che sta valutando un’attività: dove si trova, quando è aperta, come contattarla, quali servizi offre, che aspetto ha il locale e cosa ne pensano altri clienti. La pagina ufficiale di Google Business Profile descrive funzioni e possibilità del servizio

Il valore del profilo è particolarmente evidente nelle ricerche con intento locale. Se una persona cerca, per esempio, “fisioterapista vicino a me”, “ristorante Ancona” o “elettricista aperto ora”, Google può mostrare risultati locali e profili di attività pertinenti.

Il profilo è quindi una componente importante della strategia di Local SEO, ma non coincide con tutta la Local SEO. Il sito web, la reputazione, i contenuti, i link e la presenza dell’attività sul web continuano ad avere un ruolo distinto.

Chi può creare un profilo dell’attività

Un errore frequente è pensare che qualsiasi azienda possa aprire una scheda.

Google stabilisce invece criteri di idoneità precisi. In generale, il profilo è destinato alle attività che entrano in contatto di persona con i clienti, presso una sede fisica oppure raggiungendoli in una determinata area.

Un’attività esclusivamente online, senza sede visitabile e senza contatto di persona con i clienti, normalmente non è idonea a un normale Google Business Profile. Consulta le linee guida ufficiali sull’idoneità delle attività

Questo distingue, per esempio, un idraulico che raggiunge i clienti a domicilio da un ecommerce puro: il primo può rientrare tra le attività al domicilio del cliente, mentre il secondo non diventa idoneo semplicemente perché vende prodotti in una determinata città.

Dove compare: Ricerca Google e Google Maps

Una volta creato, rivendicato e verificato, il profilo può comparire nella Ricerca Google e su Google Maps.

La visibilità non è però garantita per qualsiasi query né in una posizione specifica. Google utilizza algoritmi per decidere quali risultati locali mostrare a ciascun utente.

È quindi sbagliato pensare:

“Ho creato il profilo, quindi devo comparire tra i primi tre risultati.”

La creazione del profilo ti rende idoneo a gestire la presenza locale; il posizionamento dipende da molti altri elementi.

Google Business Profile è gratuito?

Sì. La creazione e la gestione del normale Profilo dell’attività su Google non prevedono costi.

Google può naturalmente proporre servizi pubblicitari separati, come Google Ads, ma non devi acquistare pubblicità per creare la scheda o per poter comparire nei risultati locali. Google specifica inoltre che non è possibile pagare o richiedere un posizionamento organico locale migliore.

Come creare, rivendicare e verificare un profilo Google Business

Prima di creare una nuova scheda, controlla se Google possiede già informazioni sulla tua attività.

Una delle situazioni più comuni è infatti questa: il profilo esiste già su Maps, ma non è ancora stato rivendicato dal proprietario.

Creare un nuovo profilo o rivendicarne uno esistente

La procedura corretta parte dal controllo dell’attività nella Ricerca Google o su Maps.

Se non esiste alcun profilo, puoi aggiungerlo. Se il profilo esiste ma non è stato rivendicato, puoi richiederne la gestione. Se invece risulta già verificato da un’altra persona, Google mette a disposizione una procedura per richiederne la proprietà.

Google spiega qui come aggiungere o rivendicare un Profilo dell’attività.

Evita soprattutto di creare un secondo profilo identico solo perché non riesci ad accedere al primo. I duplicati possono generare problemi nella gestione e nella visualizzazione delle informazioni.

Come funziona oggi la verifica dell’attività

La verifica serve a confermare che sei autorizzato a rappresentare l’attività.

Qui c’è una differenza importante rispetto a molte vecchie guide su Google My Business: non puoi scegliere liberamente qualsiasi metodo di verifica.

Google determina automaticamente le opzioni disponibili in base a elementi come tipo di attività, informazioni pubbliche, regione e orari. In alcuni casi può chiedere più di una verifica.

Tra i metodi che possono essere proposti rientrano:

  • registrazione video;
  • telefono o SMS;
  • email;
  • videochiamata in diretta;
  • posta.

Non significa che vedrai sempre tutte queste opzioni.

La procedura ufficiale di verifica Google chiarisce quali metodi possono essere disponibili.

Questo rende superato il vecchio consiglio secondo cui una scheda si verifica normalmente “tramite cartolina”: la posta esiste ancora come possibilità, ma non è disponibile per tutte le attività e non è una scelta garantita.

Proprietari, gestori e gestione di più sedi

Se un’agenzia, un collaboratore o un dipendente deve aiutarti a gestire il profilo, non condividere semplicemente password e credenziali personali.

Google permette di assegnare ruoli differenti.

Il proprietario mantiene il controllo completo e può gestire gli accessi. Un gestore può svolgere molte attività quotidiane, come modificare informazioni, pubblicare post e rispondere alle recensioni, ma non possiede tutti i privilegi del proprietario. Consulta le differenze ufficiali tra proprietari e gestori

Per un’azienda è una buona pratica mantenere internamente la proprietà principale e assegnare a consulenti o agenzie soltanto l’accesso necessario.

Come ottimizzare Google Business Profile senza inseguire miti SEO

Ottimizzare un profilo non significa riempire ogni campo di keyword o pubblicare contenuti solo per “mandare segnali all’algoritmo”.

L’obiettivo principale è fornire a Google e agli utenti informazioni accurate, complete e rappresentative dell’attività reale.

Nome, categoria, indirizzo, area di servizio e contatti

Il nome dell’attività deve corrispondere al nome reale con cui l’azienda è conosciuta e rappresentata nel mondo reale.

Aggiungere al nome formule come:

“Rossi Idraulica | Miglior idraulico economico Milano 24 ore”

quando non fanno parte del nome effettivo dell’attività non è una tecnica di ottimizzazione consigliabile: viola le linee guida di Google e può causare problemi al profilo.

Le linee guida ufficiali per rappresentare un’attività su Google chiedono esplicitamente di utilizzare il nome reale e di inserire altre informazioni, come servizi, orari o area geografica, nei campi appropriati.

È lo stesso principio che vale per il keyword stuffing in ambito SEO: ripetere parole chiave fuori contesto non rende automaticamente una risorsa più pertinente.

Particolare attenzione va data anche alla categoria primaria. Deve descrivere ciò che l’attività è realmente, non essere scelta soltanto perché contiene una keyword interessante.

Per indirizzo e area coperta dal servizio la precisione è ancora più importante. Se sei un’attività al domicilio del cliente e non ricevi clienti presso il tuo indirizzo, Google prevede la possibilità di nasconderlo e specificare le aree effettivamente servite.

Orari, attributi, servizi, prodotti, foto e video

Un profilo completo aiuta il cliente a capire rapidamente se l’attività risponde alla sua esigenza.

Conviene quindi mantenere aggiornati gli elementi realmente pertinenti:

  • orari normali e orari speciali;
  • telefono;
  • sito web;
  • categorie;
  • servizi;
  • eventuali prodotti;
  • attributi disponibili;
  • immagini rappresentative;
  • video quando utili.

La qualità qui non significa “aggiungere più campi possibile”. Significa non lasciare informazioni importanti inesatte o obsolete.

Una foto dell’ingresso può aiutare una persona a riconoscere il locale. Una foto reale di un prodotto o di un ambiente può ridurre l’incertezza prima della visita. Un orario festivo corretto può evitare un viaggio a vuoto.

Questo è valore per l’utente prima ancora che SEO.

Recensioni: come ottenerle e come rispondere

Le recensioni sono uno degli elementi più visibili del profilo e hanno sia una funzione reputazionale sia una relazione documentata con la visibilità locale.

Google afferma che numero di recensioni e valutazioni positive possono contribuire al posizionamento locale. Questo non significa però che esista una soglia universale di recensioni necessaria per entrare nel Local Pack.

Puoi chiedere ai clienti reali di recensire l’attività e Google mette a disposizione anche un link o un codice QR dedicato.

Consulta la procedura ufficiale per creare il link o il QR code delle recensioni.

Quello che non devi fare è offrire sconti, prodotti o altri incentivi in cambio di recensioni positive o della modifica/rimozione di recensioni negative. Google considera queste pratiche coinvolgimento fasullo.

Per approfondire il tema reputazionale oltre il singolo profilo Google puoi consultare anche la nostra guida sulla gestione della reputazione online.

Post, offerte e aggiornamenti: utilità reale e limiti SEO

Google Business Profile permette di pubblicare aggiornamenti, offerte ed eventi.

I post possono essere utili per comunicare un’informazione recente, promuovere un evento o mostrare un’offerta direttamente alle persone che stanno visualizzando il profilo. Google documenta qui come creare e gestire i post.

Quello che non possiamo affermare è:

“Pubblica ogni settimana perché Google premia i profili attivi facendoli salire nel Local Pack.”

Google non documenta una relazione causale di questo tipo.

I post vanno quindi trattati principalmente come strumento di comunicazione e conversione, non come una formula automatica per aumentare il ranking.

Come funziona il posizionamento locale su Google

Questa è probabilmente la parte più importante di tutta la guida.

Google dichiara che i risultati locali si basano principalmente su tre elementi:

FattoreSignificato pratico
PertinenzaQuanto il profilo corrisponde a ciò che l’utente sta cercando
DistanzaQuanto l’attività è distante dalla posizione rilevante per quella ricerca
Evidenza / notorietàQuanto l’attività è conosciuta e riconosciuta

Questi tre fattori sono indicati direttamente nella documentazione ufficiale sul ranking locale.

Pertinenza, distanza ed evidenza come principali fattori dei risultati locali Google
Google indica pertinenza, distanza ed evidenza come principali criteri dei risultati locali.

Pertinenza: quanto il profilo corrisponde alla ricerca

La pertinenza indica quanto bene il profilo dell’attività corrisponde a ciò che la persona sta cercando.

Ecco perché informazioni dettagliate e corrette sono importanti: aiutano Google a comprendere meglio che tipo di attività gestisci e quali esigenze puoi soddisfare.

La categoria principale, i servizi offerti e le altre informazioni devono quindi descrivere fedelmente l’attività.

Non serve trasformare ogni campo in un contenitore di keyword.

Distanza: il ruolo della posizione dell’utente

La distanza è un elemento che spesso viene sottovalutato quando si confrontano due profili.

La stessa azienda può apparire in posizioni differenti per utenti diversi perché cambia la posizione da cui viene effettuata la ricerca.

Se la persona non specifica esplicitamente un luogo, Google utilizza le informazioni di cui dispone sulla sua posizione.

Questo spiega anche perché controllare il proprio ranking cercando continuamente la stessa parola chiave dal proprio ufficio può fornire una fotografia molto parziale della visibilità locale.

Evidenza e popolarità dell’attività

Nella documentazione italiana Google utilizza il termine evidenza; il concetto corrisponde alla prominence, cioè a quanto un’attività è conosciuta.

Google cita, tra gli elementi associati a questa dimensione, informazioni disponibili sul web, link e recensioni.

Qui emerge il rapporto tra Google Business Profile e il resto della strategia digitale: il profilo non vive isolato.

Un’attività con un sito autorevole, una reputazione consolidata e segnali coerenti sul web offre a Google più contesto di una scheda gestita come se fosse un ecosistema indipendente.

Cosa Google non dice: nessun punteggio segreto e nessuna garanzia di Local Pack

È utile distinguere ciò che Google documenta da ciò che può emergere da studi, test SEO o osservazioni di settore.

Google non pubblica la formula completa dell’algoritmo locale e specifica che non esiste un modo per richiedere o acquistare un posizionamento organico migliore.

Di conseguenza, affermazioni come:

  • “cinque recensioni al mese ti mantengono nel Local Pack”;
  • “una foto alla settimana aumenta il ranking”;
  • “rispondere entro ventiquattro ore genera un boost”;
  • “ogni aggiornamento aumenta il punteggio interno della scheda”;
  • “inserire keyword nei post ti farà salire”;

non possono essere presentate come regole ufficiali di Google.

Possono esistere correlazioni, test e strategie utili, ma una correlazione osservata non è automaticamente un fattore di ranking confermato.

Rendimento di Google Business Profile: quali dati controllare

Google mette a disposizione un’area Rendimento per i profili verificati.

I dati aiutano a capire come gli utenti trovano il profilo e cosa fanno dopo averlo visualizzato. Consulta la documentazione ufficiale sul rendimento del profilo.

È una fonte molto più utile di una semplice ricerca manuale del proprio nome perché permette di analizzare l’interazione reale con il profilo.

Mockup dell’area Rendimento di Google Business Profile con metriche di interazione

Ricerche, visualizzazioni e interazioni

Tra le informazioni che possono essere disponibili trovi:

  • visualizzazioni;
  • termini di ricerca utilizzati per trovare l’attività;
  • interazioni con il profilo;
  • altre metriche specifiche in base alla categoria.

Google specifica che non tutte le metriche sono disponibili per tutte le attività.

La vecchia espressione “Google My Business Insights” può quindi comparire ancora in vecchi tutorial, ma oggi è più corretto parlare di rendimento del profilo.

Chiamate, clic al sito, indicazioni stradali e altre conversioni

In base alle funzionalità disponibili per la tua attività puoi monitorare azioni che hanno un valore molto più vicino al business rispetto alla semplice impression:

  • chiamate;
  • richieste di indicazioni stradali;
  • clic verso il sito;
  • prenotazioni;
  • altre interazioni disponibili.

Sono metriche da interpretare nel contesto.

Un aumento delle visualizzazioni è positivo solo se corrisponde a una maggiore esposizione utile; una crescita delle chiamate o delle richieste di indicazioni può invece rappresentare un segnale più vicino a un risultato commerciale.

Come interpretare i dati senza confondere correlazione e causalità

Immagina di aggiornare contemporaneamente categoria, foto, servizi, sito e descrizione e vedere più chiamate il mese successivo.

Puoi dire che il profilo ha ottenuto risultati migliori dopo l’intervento.

Non puoi però concludere automaticamente:

“Le nuove foto hanno aumentato le chiamate.”

Hai cambiato più variabili insieme e, nel frattempo, potrebbero essere cambiate domanda, stagionalità, concorrenza e posizione media nelle ricerche.

Questo approccio evita di trasformare ogni variazione positiva in una falsa “tecnica di ranking”.

Errori che possono limitare o mettere a rischio il profilo

Una scheda ben ottimizzata non è quella che forza più elementi possibili. È quella che rappresenta l’attività reale con precisione.

Keyword nel nome, informazioni non rappresentative e profili duplicati

Tra gli errori da evitare ci sono:

  • aggiungere keyword o località al nome quando non fanno parte del nome reale;
  • creare più profili per la stessa attività senza una reale sede distinta;
  • utilizzare indirizzi non idonei;
  • creare sedi virtuali soltanto per comparire in più città;
  • inserire categorie che non descrivono realmente l’attività;
  • utilizzare dati di contatto non riconducibili alla singola attività;
  • creare un nuovo profilo quando quello corretto esiste già.

Le linee guida Google specificano che normalmente dovrebbe esistere un solo profilo per attività e richiedono che indirizzo e area coperta dal servizio rappresentino correttamente la realtà.

Categorie, indirizzi e informazioni inaccurate

La categoria non serve per indicare tutto ciò che vendi.

Google suggerisce di scegliere il minor numero possibile di categorie necessarie a descrivere l’attività principale e di utilizzare categorie specifiche e rappresentative.

Lo stesso vale per l’indirizzo.

Un professionista che lavora da casa ma raggiunge i clienti non dovrebbe mostrare automaticamente l’abitazione come negozio aperto al pubblico. In questi casi può essere appropriata la configurazione come attività al domicilio del cliente.

Problemi di verifica, sospensione e ricorso

Se il profilo viola le linee guida può essere limitato, disattivato o sospeso.

La prima cosa da fare non è aprire una nuova scheda sostitutiva, ma individuare il possibile problema, correggere le informazioni e utilizzare gli strumenti messi a disposizione da Google per la verifica o il ricorso.

Prima di intervenire, controlla in particolare nome, indirizzo, area di servizio, categoria, sito, numero di telefono e idoneità della sede.

Google Business Profile e Local SEO: come si integra con il sito web

Uno degli errori più comuni è considerare il profilo Google come sostituto completo del sito.

Sono due asset differenti.

Profilo Google e sito hanno ruoli diversi ma complementari

Il profilo intercetta soprattutto il momento della ricerca locale e permette all’utente di ottenere informazioni o compiere azioni immediate.

Il sito può invece sviluppare molto più in profondità:

  • servizi;
  • prodotti;
  • casi reali;
  • portfolio;
  • contenuti informativi;
  • condizioni;
  • aree realmente servite;
  • moduli di contatto;
  • ecommerce;
  • informazioni sul brand.

Google Search Central consiglia inoltre ai proprietari di attività di fornire informazioni coerenti sull’azienda e di rivendicare la propria presenza locale. Consulta le indicazioni Google Search Central sulle informazioni aziendali

Per questo una strategia Local SEO completa dovrebbe far lavorare insieme sito, Google Business Profile e reputazione, non scegliere uno solo dei tre.

Landing page locali, contenuti e segnali territoriali utili

Se possiedi realmente più sedi, può avere senso creare pagine specifiche per ciascuna sede con informazioni uniche: indirizzo, team, servizi disponibili, contatti, immagini e caratteristiche locali.

Lo stesso principio può essere applicato con maggiore cautela alle aree servite quando esiste un contenuto realmente utile e distinto.

Quello che non conviene fare è creare decine di pagine quasi identiche cambiando soltanto il nome della città.

Se vuoi approfondire l’intero sistema oltre il singolo profilo, trovi una guida dedicata alla Local SEO e al funzionamento della ricerca locale.

Perché le doorway page locali non sono una scorciatoia SEO

Una pagina per “servizio + città” ha senso quando quella pagina soddisfa realmente un’esigenza distinta.

Se invece vengono create decine di URL quasi identici soltanto per intercettare ricerche geografiche, il risultato può essere contenuto ripetitivo, povero e costruito più per il motore di ricerca che per la persona.

La regola pratica è semplice:

una nuova pagina locale deve esistere perché ha qualcosa di concreto da dire su quella sede, quel servizio o quell’area, non perché esiste una keyword.

Google Business Profile non è una formula magica, ma un asset locale da gestire bene

Google My Business non è scomparso: ha cambiato nome ed è diventato Google Business Profile, o Profilo dell’attività su Google nella terminologia italiana.

La parte davvero importante, però, non è il rebranding.

È capire che il profilo funziona quando rappresenta correttamente un’attività reale, rende semplici le decisioni del cliente e viene integrato con una strategia Local SEO più ampia.

Per lavorare bene sul profilo:

  • verifica e rivendica l’attività corretta;
  • usa il nome reale;
  • scegli categorie pertinenti;
  • mantieni aggiornati indirizzo, area di servizio, telefono e orari;
  • mostra foto utili e realistiche;
  • chiedi recensioni autentiche senza incentivi;
  • usa post e offerte per comunicare con i clienti, non come trucco di ranking;
  • controlla il rendimento;
  • collega il profilo a un sito web realmente utile;
  • valuta i risultati considerando pertinenza, distanza ed evidenza, senza affidarti a formule SEO non dimostrate.

Se il problema non è soltanto configurare la scheda ma costruire una strategia completa tra sito, visibilità organica e ricerca locale, puoi approfondire il nostro servizio di consulenza SEO.