L’hosting è il servizio che mette a disposizione l’infrastruttura necessaria per pubblicare un sito o un’applicazione e renderli accessibili attraverso Internet.
Quando apri un sito nel browser, i contenuti che visualizzi devono trovarsi su sistemi in grado di ricevere la richiesta e restituire file, dati e pagine. Il servizio di hosting fornisce proprio queste risorse: a seconda della soluzione utilizzata possono comprendere spazio di archiviazione, capacità di elaborazione, memoria, database, banda e strumenti di gestione.
In questa guida vediamo cosa significa hosting, a cosa serve e come funziona, chiarendo anche la differenza tra hosting, server, dominio, DNS e provider.
Se invece conosci già questi concetti e devi decidere quale soluzione utilizzare per il tuo progetto, trovi una guida separata su come scegliere l’hosting.
Cos’è un hosting
Un hosting è un servizio attraverso il quale un provider mette a disposizione risorse informatiche utilizzabili per ospitare un sito web o un’applicazione.
Un sito è composto da diversi elementi: file HTML, CSS e JavaScript, immagini, codice applicativo e, nei progetti dinamici, dati conservati in uno o più database. Queste risorse devono trovarsi su sistemi raggiungibili attraverso la rete.
AWS definisce il web hosting come un servizio che conserva siti e applicazioni web e li rende accessibili agli utenti, mentre il provider gestisce l’infrastruttura sulla quale vengono archiviati ed eseguiti. (AWS)
Hosting: significato e traduzione del termine
La parola inglese hosting deriva dal verbo to host, che significa ospitare.
Nel contesto di Internet, quindi, il significato di hosting può essere ricondotto all’idea di ospitare risorse digitali su un sistema collegato alla rete.
Quando si parla di web hosting o hosting web, il riferimento è più specificamente all’infrastruttura utilizzata per rendere disponibili siti e applicazioni web.
Il termine viene spesso associato allo “spazio web”, ma questa definizione è incompleta. Un servizio hosting moderno può fornire non soltanto spazio per i file, ma anche CPU, RAM, database, strumenti di amministrazione, sistemi di backup, account email e altre funzionalità.
Per questo è più corretto considerare l’hosting come un insieme di risorse e servizi infrastrutturali, non semplicemente come una cartella remota nella quale caricare un sito.
A cosa serve l’hosting
L’hosting serve innanzitutto a rendere disponibili online le risorse necessarie al funzionamento di un sito.
Quando il servizio è attivo, l’infrastruttura può ricevere le richieste degli utenti e fornire i contenuti richiesti.
A seconda del progetto può essere utilizzata per:
- conservare file e immagini;
- eseguire codice;
- interrogare database;
- gestire richieste HTTP e HTTPS;
- mettere a disposizione risorse computazionali;
- ospitare caselle email o altri servizi associati;
- fornire strumenti di gestione, backup e sicurezza.
Non tutti i piani includono le stesse funzionalità. La composizione del servizio dipende dal provider e dal tipo di hosting.
Come funziona un hosting
Per capire come funziona un hosting conviene osservare cosa accade quando una persona visita un sito web.
Il processo reale può essere molto più articolato, soprattutto nelle infrastrutture distribuite, ma il modello di base è abbastanza semplice:
dominio → DNS → infrastruttura hosting → applicazione/server → risposta → browser
Il browser parte da un indirizzo leggibile, individua attraverso il DNS dove deve inviare la richiesta e contatta i sistemi che possono restituire il contenuto.
Cosa succede quando visiti un sito web
Supponiamo che un utente inserisca nel browser:
www.esempio.it
Il nome del sito deve essere associato alle informazioni necessarie per raggiungere l’infrastruttura che lo ospita.
Il browser può quindi stabilire una connessione, inviare una richiesta e ricevere una risposta dal sistema che gestisce il sito.
Se viene richiesta una risorsa statica, il server può restituire direttamente un file.
Se invece il sito utilizza un CMS o un’applicazione dinamica, il processo può richiedere l’esecuzione di codice, la lettura di dati e la generazione della pagina prima che la risposta venga inviata al browser.
È questo meccanismo che consente di visualizzare un sito senza che l’utente debba sapere su quale macchina fisica, virtuale o infrastruttura cloud siano conservate le risorse.
Cosa viene ospitato: file, codice, immagini e database
Un hosting può conservare o rendere disponibili numerosi componenti.
In un semplice sito statico trovi normalmente file HTML, CSS, JavaScript, immagini, documenti e altre risorse.
Un sito dinamico può aggiungere:
- codice lato server;
- database;
- file caricati dagli utenti;
- configurazioni;
- cache;
- log;
- processi applicativi.
WordPress, per esempio, non è composto soltanto dalle pagine che vedi nel browser. Utilizza file PHP e un database per conservare contenuti, impostazioni e altre informazioni.
Questo è anche il motivo per cui “quanto spazio disco offre l’hosting?” non descrive da solo la capacità del servizio: l’esecuzione di un’applicazione può richiedere anche memoria, CPU e altre risorse.
Hosting, server, dominio e DNS: cosa cambia
Hosting, server, dominio e DNS appartengono allo stesso percorso tecnico, ma non indicano la stessa cosa.
| Elemento | Funzione |
|---|---|
| Hosting | Servizio che mette a disposizione le risorse necessarie al sito |
| Server | Sistema che riceve richieste e fornisce risorse o servizi ai client |
| Dominio | Nome utilizzato dagli utenti per raggiungere una risorsa online |
| DNS | Sistema che permette di associare i nomi di dominio alle informazioni necessarie per raggiungere i servizi |
Capire queste differenze evita uno degli equivoci più comuni: registrare un dominio e acquistare un hosting sono due operazioni differenti, anche quando vengono vendute dallo stesso provider.
Hosting e server non sono la stessa cosa
Un server è un sistema hardware o software che fornisce risorse o servizi ad altri sistemi, chiamati client.
L’hosting è invece il servizio attraverso il quale ottieni accesso alle risorse necessarie per pubblicare il sito.
Un piano hosting può utilizzare un server fisico condiviso da più clienti, una macchina virtuale, un server dedicato oppure un’architettura distribuita.
Dire che un sito “è su un server” descrive quindi una parte dell’infrastruttura. Dire che utilizza un servizio di hosting descrive il rapporto attraverso il quale quelle risorse vengono messe a disposizione.
Hosting e dominio svolgono funzioni diverse
Il dominio Internet fornisce il nome con il quale gli utenti possono raggiungere il sito.
L’hosting fornisce invece l’infrastruttura sulla quale si trovano o vengono eseguite le risorse.
In termini molto semplificati:
dominio = indirizzo
hosting = servizio infrastrutturale
AWS distingue allo stesso modo i due elementi: il web hosting mette a disposizione una macchina o un ambiente raggiungibile su Internet, mentre il dominio fornisce l’indirizzo utilizzato per trovarlo. (AWS)
I due servizi possono essere acquistati dalla stessa azienda, ma non è obbligatorio.
Puoi registrare il dominio presso un registrar e utilizzare l’hosting di un altro provider.
Dove entra in gioco il DNS
Il DNS, Domain Name System, permette di collegare nomi comprensibili alle informazioni tecniche necessarie per raggiungere i servizi disponibili sulla rete.
Quando utilizzi un dominio, quindi, il DNS contribuisce a indirizzare le richieste verso l’infrastruttura corretta.
IBM descrive il DNS come il sistema attraverso il quale i nomi leggibili vengono associati agli indirizzi necessari per raggiungere un sito.
Questo permette anche di cambiare infrastruttura mantenendo lo stesso dominio: modificando opportunamente la configurazione DNS, il nome può iniziare a indirizzare gli utenti verso il nuovo servizio.
Cos’è un hosting provider
Un hosting provider è l’azienda o il soggetto che fornisce il servizio di hosting.
Il provider gestisce direttamente o attraverso infrastrutture proprie e di terzi i sistemi sui quali vengono allocate le risorse necessarie ai clienti.
Il suo compito non consiste quindi semplicemente nel “vendere spazio”.
A seconda dell’offerta può occuparsi anche di configurazione dell’infrastruttura, networking, monitoraggio, aggiornamenti, backup, sicurezza, pannelli di gestione e assistenza tecnica.
IBM indica fra le risorse comunemente fornite dai web host storage, capacità computazionale, banda, sicurezza, backup e supporto, oltre ad altri servizi che variano da un piano all’altro.
Cosa mette a disposizione il provider
La configurazione cambia molto tra un servizio e l’altro, ma generalmente il cliente riceve accesso a una determinata quantità o classe di risorse.
Possono comprendere:
- spazio di archiviazione;
- CPU;
- memoria RAM;
- trasferimento dati;
- database;
- accesso ai file;
- strumenti di amministrazione;
- sistemi di monitoraggio.
La quantità di controllo disponibile dipende dal tipo di servizio.
Su un hosting condiviso molte configurazioni vengono gestite centralmente dal provider. Su un VPS o su altre infrastrutture più configurabili il cliente può avere invece un controllo maggiore.
Quali servizi possono essere inclusi oltre allo spazio web
Un piano hosting può comprendere anche servizi che non fanno parte in senso stretto dello spazio utilizzato dal sito.
Per esempio:
- account email;
- certificati SSL/TLS;
- backup;
- staging;
- DNS;
- strumenti di caching;
- CDN;
- sistemi di sicurezza;
- migrazione;
- supporto tecnico.
AWS elenca fra le caratteristiche comunemente offerte dai servizi hosting anche spazio, trasferimento dati, email e altre funzionalità di supporto, pur specificando che i pacchetti variano.
La presenza di una funzione non implica comunque che sia configurata nello stesso modo presso tutti i provider. “Backup incluso”, per esempio, può significare politiche di frequenza, conservazione e ripristino molto diverse.
Allo stesso modo, la presenza di un certificato SSL/TLS permette di utilizzare HTTPS, ma non rende automaticamente sicura l’intera applicazione.
Esempi di hosting
Esistono diversi modi per mettere a disposizione le risorse necessarie a un sito.
I termini hosting condiviso, VPS, server dedicato e cloud hosting descrivono alcuni dei modelli più comuni.
Qui servono come esempi per capire cosa può significare concretamente “hosting”. Se devi confrontarli per scegliere una soluzione, la guida dedicata è come scegliere l’hosting per il tuo sito.
Hosting condiviso
Nell’hosting condiviso più clienti utilizzano risorse appartenenti alla stessa infrastruttura.
Il provider gestisce normalmente una parte consistente dell’ambiente e assegna ai diversi account le risorse previste dai rispettivi piani.
La condivisione permette di semplificare la gestione e distribuire i costi dell’infrastruttura fra più clienti.
Non significa però che tutti i piani condivisi funzionino allo stesso modo: sistemi di isolamento, limiti e risorse possono variare significativamente.
VPS
Un VPS, Virtual Private Server, è un ambiente virtualizzato che fornisce al cliente una macchina virtuale separata logicamente dalle altre presenti sul sistema fisico.
Rispetto al classico hosting condiviso può offrire maggiore controllo sull’ambiente e una definizione più precisa delle risorse assegnate.
Il server fisico sottostante può comunque essere condiviso da più macchine virtuali.
Se vuoi approfondire il funzionamento della virtualizzazione e la differenza rispetto alle altre soluzioni, trovi la guida dedicata al VPS hosting.
Server dedicato
Nel caso di un server dedicato, una macchina fisica viene destinata al cliente secondo le caratteristiche del servizio acquistato.
Questo consente di utilizzare l’hardware senza condividerlo con altri clienti nello stesso modo di un ambiente shared.
La presenza di risorse fisiche dedicate non determina però automaticamente prestazioni, sicurezza o affidabilità superiori in qualunque scenario: configurazione, gestione, software e dimensionamento continuano a fare la differenza.
Cloud hosting
l cloud hosting utilizza infrastrutture basate sul modello del cloud computing per fornire capacità di elaborazione, storage e altre risorse applicate all’hosting di siti e applicazioni.
Invece di pensare necessariamente a un singolo server fisico come centro del sistema, l’applicazione può utilizzare risorse virtualizzate o distribuite su un’infrastruttura più ampia.
Questo modello può offrire possibilità di elasticità e distribuzione differenti dall’hosting tradizionale, ma la configurazione concreta dipende dalla piattaforma utilizzata.
Per approfondire il modello trovi la guida dedicata al cloud hosting.
Web hosting e hosting sono la stessa cosa?
Nel linguaggio comune relativo ai siti web, hosting e web hosting vengono utilizzati quasi sempre per indicare lo stesso servizio.
Anche l’espressione italiana hosting web viene usata con lo stesso significato.
Esiste però una piccola distinzione terminologica utile.
“Hosting” è un termine più generale: tecnicamente puoi ospitare anche applicazioni, dati o altri servizi che non corrispondono necessariamente a un classico sito web.
“Web hosting” specifica invece che l’infrastruttura viene utilizzata per pubblicare e rendere accessibili risorse web.
Per un normale sito aziendale, blog o ecommerce, quindi, quando un provider parla semplicemente di “hosting” sta normalmente facendo riferimento a un servizio di web hosting.
Cosa significa acquistare un servizio di hosting
Acquistare un servizio di hosting significa ottenere il diritto di utilizzare determinate risorse e servizi secondo le condizioni stabilite dal provider.
Non stai necessariamente acquistando un server fisico.
Su un piano condiviso stai utilizzando una parte delle risorse di un ambiente comune. Su un VPS disponi di un ambiente virtuale. Su un dedicato utilizzi una macchina fisica riservata secondo il contratto. Nel cloud puoi invece consumare o prenotare risorse secondo modelli differenti.
Per questo due prodotti chiamati entrambi “hosting” possono essere molto diversi fra loro.
Il piano può definire:
| Componente | Cosa può indicare |
|---|---|
| Storage | Spazio disponibile per file, database, email o altre risorse |
| CPU | Capacità di elaborazione assegnata o disponibile |
| RAM | Memoria utilizzabile dai processi |
| Traffico/banda | Condizioni applicate al trasferimento dei dati |
| Database | Numero, dimensioni o risorse disponibili |
| Caselle o servizi di posta compresi | |
| Backup | Modalità con cui vengono create e conservate copie dei dati |
| Supporto | Perimetro dell’assistenza fornita dal provider |
| Gestione | Attività infrastrutturali svolte direttamente dal provider |
Questi valori non devono essere presenti tutti in ogni offerta e non sono necessariamente espressi nello stesso modo.
Il concetto importante, in una guida dedicata al significato dell’hosting, è questo: l’hosting non identifica una singola tecnologia o una singola configurazione.
È il servizio attraverso il quale vengono rese disponibili le risorse necessarie a pubblicare ed eseguire un progetto online.
Quando devi passare dalla definizione alla decisione, entrano invece in gioco requisiti, workload, risorse, costi e livello di gestione. Sono aspetti che approfondiamo separatamente nella guida su come scegliere l’hosting.
Conclusione
L’hosting è il servizio che mette a disposizione l’infrastruttura necessaria per conservare, eseguire e rendere accessibili le risorse di un sito o di un’applicazione web.
Il termine deriva dall’inglese to host, “ospitare”, ma nella pratica indica molto più del semplice spazio nel quale vengono salvati i file.
Un servizio hosting può comprendere server fisici o virtuali, storage, CPU, memoria, database, networking e numerose funzionalità aggiuntive gestite dal provider.
Dominio, DNS e server fanno parte dello stesso ecosistema, ma svolgono funzioni differenti: il dominio fornisce un nome, il DNS aiuta a indirizzare le richieste e l’infrastruttura hosting mette a disposizione i sistemi che possono rispondere.
Capire queste differenze è il primo passo. Il successivo non consiste nel cercare il provider con più funzioni, ma nel capire quale infrastruttura corrisponde alle esigenze del progetto.
