Google Bard non esiste più come prodotto separato: dall’8 febbraio 2024 Google lo ha rinominato Gemini. Se stai cercando Bard per utilizzare oggi l’assistente AI di Google, il prodotto corretto è quindi Gemini. Anche il vecchio indirizzo bard.google.com porta attualmente a Gemini.

Il cambio di nome, però, non è stato soltanto cosmetico. Nel corso del 2023 Bard era già passato attraverso diverse evoluzioni tecnologiche: nacque utilizzando una versione ottimizzata di LaMDA, passò a PaLM 2 e, nel dicembre dello stesso anno, iniziò a utilizzare Gemini Pro. Quando Google abbandonò il nome Bard nel febbraio 2024, Gemini era quindi già diventato parte centrale della tecnologia alla base del prodotto.

Se vuoi utilizzare l’assistente nella sua forma attuale — chat, Deep Research, Canvas, Live, Gems, immagini, integrazioni Google e piani disponibili — trovi tutto nella nostra guida completa a Google Gemini.

Google Bard esiste ancora?

No. Bard non esiste più come prodotto autonomo. Dal febbraio 2024 si chiama Gemini.

Google lo ha comunicato ufficialmente l’8 febbraio 2024, spiegando che la missione di Bard era offrire alle persone accesso diretto ai propri modelli AI e che Gemini rappresentava ormai la famiglia di modelli centrale del progetto. Per questo il servizio sarebbe stato conosciuto semplicemente come Gemini.

Non devi quindi cercare un nuovo servizio che abbia “sostituito” Bard nel senso tradizionale del termine. La continuità del prodotto è Gemini.

Bard è diventato Gemini l’8 febbraio 2024

Il passaggio ufficiale avvenne insieme a una trasformazione più ampia dell’offerta Google.

Con il rebrand arrivarono infatti il nome Gemini per l’esperienza web, Gemini Advanced e l’espansione dell’esperienza mobile. Google presentò esplicitamente la scelta come un modo per far coincidere meglio il nome del prodotto con la tecnologia che ormai ne costituiva il nucleo.

Questo dettaglio aiuta a capire perché alcune vecchie guide continuano a parlare contemporaneamente di Bard, Gemini e Gemini Advanced: descrivono fasi diverse dello stesso percorso.

Cosa succede oggi se cerchi Google Bard

Il vecchio dominio di Bard reindirizza attualmente a Gemini, confermando anche dal punto di vista operativo che non esiste più una destinazione separata.

Se quindi vuoi utilizzare oggi quello che un tempo si chiamava Bard, puoi aprire direttamente Google Gemini.

Il nome Bard resta utile soprattutto per capire la storia del prodotto e per interpretare documentazione, articoli, tutorial e video pubblicati fra il 2023 e l’inizio del 2024.

Da Bard a Gemini: le tappe principali

La transizione è più facile da capire se non la riduciamo alla sola data del rebrand.

Il servizio cambiò tecnologia più volte nel giro di meno di un anno. Quando diventò Gemini, era già molto diverso dall’esperimento lanciato inizialmente da Google.

Timeline dell'evoluzione di Google Bard da LaMDA e PaLM 2 fino a Gemini Pro e Gemini
Bard è arrivato al nome Gemini dopo una serie di cambiamenti tecnologici: LaMDA, PaLM 2, Gemini Pro e infine il rebrand del prodotto.

Febbraio e marzo 2023: Google presenta e apre Bard

Google annunciò pubblicamente Bard il 6 febbraio 2023 come nuovo servizio sperimentale di AI conversazionale.

Il 21 marzo 2023 iniziò poi ad aprirne l’accesso agli utenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Google lo descriveva ancora esplicitamente come un esperimento iniziale attraverso cui collaborare con l’AI generativa.

All’inizio utilizzava una versione leggera e ottimizzata di LaMDA, il modello conversazionale che Google aveva sviluppato negli anni precedenti.

Era quindi un prodotto molto diverso dall’attuale ecosistema Gemini.

Maggio 2023: Bard passa a PaLM 2

La prima grande trasformazione arrivò poche settimane dopo.

Durante Google I/O del 10 maggio 2023, Google annunciò che Bard funzionava ormai completamente su PaLM 2, la nuova generazione di modello linguistico presentata nello stesso periodo.

Questo è importante soprattutto quando leggi vecchie guide.

Se trovi ancora scritto che:

“Bard usa PaLM 2”

stai leggendo una descrizione che poteva essere corretta nel 2023, ma non descrive più il prodotto corrente.

PaLM 2 appartiene alla storia del servizio, non è la tecnologia con cui identificare oggi Gemini.

Luglio 2023: Bard arriva in Italia e in italiano

Il 13 luglio 2023 Google estese Bard a gran parte del mondo, includendo anche Italia e lingua italiana.

L’espansione portò il servizio in oltre 40 lingue e lo rese disponibile anche nel resto dell’Europa. Nello stesso aggiornamento arrivarono funzioni come risposte vocali, gestione delle conversazioni, condivisione delle chat e ulteriori capacità legate alle immagini.

Per molti utenti italiani, quindi, Bard comincia realmente a esistere come prodotto utilizzabile nell’estate 2023, anche se il progetto era stato annunciato diversi mesi prima.

Dicembre 2023: Gemini Pro entra in Bard

Il punto di svolta che prepara il rebrand arriva il 6 dicembre 2023.

Google presenta ufficialmente la prima generazione Gemini e contemporaneamente annuncia che Bard inizierà a utilizzare una versione specificamente adattata di Gemini Pro. Google definì questo cambiamento il più importante aggiornamento del servizio fino a quel momento.

Da dicembre 2023:

Bard è ancora il nome del prodotto, mentre Gemini è già la famiglia di modelli che comincia ad alimentarlo.

Google aveva inoltre anticipato una futura esperienza chiamata Bard Advanced, prevista con accesso ai modelli più avanzati della famiglia Gemini.

Quel nome, però, avrebbe avuto vita molto breve.

Febbraio 2024: il nome Bard viene abbandonato

Due mesi dopo Google completa la transizione.

L’8 febbraio 2024, Bard viene rinominato Gemini e Bard Advanced diventa Gemini Advanced.

A quel punto la separazione nominale fra:

Bard = prodotto
e
Gemini = tecnologia

non aveva più molto senso nella strategia Google.

Il nome Gemini comincia a rappresentare contemporaneamente la famiglia tecnologica e l’ecosistema di prodotti che la utilizza.

Ed è proprio questa sovrapposizione che ancora oggi può creare confusione.

Perché Google ha cambiato il nome Bard in Gemini

La spiegazione ufficiale di Google è abbastanza diretta: Bard era stato creato per permettere alle persone di accedere ai modelli AI di Google e Gemini era diventata la famiglia di modelli più importante alla base dell’esperienza.

Il cambio di nome allineava quindi meglio prodotto e tecnologia.

Non serve aggiungere ipotesi su marketing, posizionamento competitivo o presunte ragioni nascoste quando Google stessa ha spiegato la logica della scelta.

Gemini era già dentro Bard prima del rebrand

Questo è probabilmente il passaggio più importante per capire tutta la transizione.

Il servizio non è stato spento il 7 febbraio e sostituito il giorno successivo da un software completamente indipendente.

Gemini era già entrato in Bard nel dicembre 2023.

Con Gemini Pro, Google aveva iniziato a modificare il motore sottostante mentre il prodotto continuava ancora a portare il vecchio nome.

Il rebrand di febbraio completa quindi un processo che era già iniziato tecnologicamente.

Possiamo rappresentarlo così:

Bard con LaMDA → Bard con PaLM 2 → Bard con Gemini Pro → Gemini

Non significa che ogni fase sia identica alla precedente. Significa che esiste una continuità di prodotto attraverso successive evoluzioni tecnologiche.

Il cambio di nome ha unificato prodotto e famiglia tecnologica

Con il rebrand il termine Gemini assume quindi due significati collegati ma distinti.

Può indicare:

  • il prodotto consumer con cui interagisci;
  • la famiglia di modelli AI sviluppata da Google.

Questa distinzione è ancora più importante oggi, perché l’ecosistema Gemini si è ampliato ben oltre la semplice chat.

Se vuoi capire la parte tecnologica, le diverse versioni dei modelli e la relazione con API e piattaforme, trovi la spiegazione nel nostro approfondimento sui modelli Gemini AI.

Bard e Gemini sono la stessa cosa?

Sì, se parliamo della continuità del prodotto. No, se intendi dire che il Gemini attuale è identico al Bard del 2023.

Questa è la distinzione che evita quasi tutti gli equivoci.

Bard è il predecessore diretto dell’attuale app Gemini. Ma durante la transizione sono cambiati i modelli, le capacità, l’integrazione con altri prodotti Google e il modo in cui Google organizza l’intero ecosistema AI.

Dire semplicemente “Bard è stato rinominato Gemini” è corretto.

Dire “è cambiato soltanto il nome” sarebbe invece troppo riduttivo.

Cosa è rimasto in continuità

Il concetto centrale è rimasto riconoscibile: un assistente AI di Google con cui interagire attraverso il linguaggio naturale.

Anche la progressione del prodotto è continua. Google stessa, nel presentare il rebrand, parla di Bard come del modo con cui gli utenti avevano fino a quel momento sperimentato direttamente i modelli più capaci dell’azienda.

Per chi utilizzava il vecchio servizio, Gemini rappresenta quindi il naturale seguito dell’esperienza.

Cosa è cambiato materialmente

Il Gemini attuale non dovrebbe però essere spiegato attraverso la vecchia lista di funzioni di Bard.

Dal 2024 in avanti l’ecosistema ha continuato ad aggiungere nuovi modelli, modalità di interazione, strumenti, integrazioni e livelli di accesso.

Per questo una vecchia guida “come usare Bard” non dovrebbe essere semplicemente aggiornata sostituendo ogni occorrenza del vecchio nome con Gemini.

L’intero prodotto è cambiato abbastanza da meritare una guida corrente autonoma.

È esattamente il motivo per cui manteniamo questa pagina come ricostruzione storica e deleghiamo l’utilizzo attuale alla guida specifica su Gemini.

Google Bard, app Gemini e modelli Gemini: non confonderli

Oggi conviene tenere separate tre entità.

Google Bard
È il vecchio nome del prodotto consumer, usato dal 2023 fino all’8 febbraio 2024.

App Gemini
È l’esperienza consumer corrente attraverso cui puoi utilizzare l’assistente di Google.

Modelli Gemini
Sono la famiglia di modelli AI che può alimentare prodotti, applicazioni, API e altri servizi Google.

La relazione quindi non è:

Bard contro Gemini.

È piuttosto:

Bard → diventa app Gemini → utilizza modelli della famiglia Gemini.

Questa distinzione diventa particolarmente utile quando leggi una notizia su un nuovo modello Gemini: la disponibilità di un modello a livello tecnico non significa necessariamente che ogni utente dell’app lo stia già utilizzando nello stesso modo.

Come usare oggi quello che prima si chiamava Google Bard

Se il tuo obiettivo è semplicemente utilizzare Bard, non devi cercare una vecchia versione del servizio.

Devi utilizzare Gemini.

Per utilizzare l’assistente apri Google Gemini

Il punto di accesso corrente è Google Gemini.

Il vecchio dominio bard.google.com viene già reindirizzato alla stessa destinazione.

Non consiglierei quindi di seguire vecchi tutorial che mostrano procedure, menu o funzionalità specifiche del vecchio servizio: rischieresti di applicare istruzioni costruite per un prodotto che nel frattempo è cambiato materialmente.

Per funzioni, piano gratuito e abbonamenti usa la guida Gemini

Se vuoi capire:

  • come iniziare una conversazione;
  • come formulare un prompt;
  • cosa puoi usare gratuitamente;
  • Deep Research;
  • Canvas;
  • Gems;
  • Gemini Live;
  • generazione di immagini e video;
  • integrazioni con Gmail e Drive;
  • differenze fra i piani disponibili;

il contenuto corretto è la nostra guida pratica a Google Gemini.

Questa pagina rimane invece intenzionalmente focalizzata sulla transizione storica e terminologica.

Google Bard era gratuito?

Bard nacque come esperimento accessibile agli utenti senza un abbonamento dedicato, inizialmente attraverso un rollout limitato e successivamente con una distribuzione geografica più ampia.

Ma usare oggi quella risposta per spiegare quanto costa Gemini sarebbe fuorviante.

Nel passaggio al nuovo prodotto Google ha progressivamente costruito un’offerta con esperienza gratuita e livelli a pagamento, che è cambiata più volte dal 2024 in poi.

Quindi, se la tua domanda reale è:

“Posso usare oggi gratuitamente quello che prima si chiamava Bard?”

la risposta è sì, Gemini dispone ancora di un livello gratuito, ma funzioni, limiti e piani correnti vanno verificati sulla guida Gemini aggiornata, non sulla struttura commerciale del 2023.

Questo evita un errore frequente: trovare una vecchia pagina su Bard e usarla per dedurre condizioni commerciali di un prodotto che nel frattempo è stato completamente riorganizzato.

Conclusione

Se sei arrivato qui cercando Google Bard, la risposta essenziale è semplice: Bard è diventato Gemini l’8 febbraio 2024. Non devi trovare un clone, un’alternativa Google o una vecchia applicazione da installare.

Quello che vale la pena ricordare è il percorso.

Il servizio nasce nel 2023 come esperimento di AI conversazionale, passa da LaMDA a PaLM 2, integra Gemini Pro nel dicembre dello stesso anno e infine assume il nome Gemini. Questa sequenza spiega perché vecchie guide e vecchi screenshot sembrano parlare di prodotti differenti quando, in realtà, documentano fasi successive della stessa evoluzione.

Da qui i prossimi passi sono due:

se vuoi usare l’assistente oggi, passa alla guida completa a Google Gemini;

se vuoi capire la tecnologia che funziona dietro all’ecosistema, approfondisci la famiglia di modelli Gemini AI.