Se ricordi Vimeo soprattutto come “l’alternativa a YouTube per filmmaker”, serve un aggiornamento. Quella descrizione spiega una parte della sua storia, ma racconta male il servizio di oggi, soprattutto se lo utilizzi dall’Italia.

Vimeo è diventato soprattutto una piattaforma per creare, ospitare, gestire, condividere e incorporare video, con strumenti dedicati a privacy, player, collaborazione, analytics, live streaming e utilizzo professionale dei contenuti.

C’è poi una differenza geografica importante: nell’Unione Europea Vimeo non offre più la stessa esperienza di scoperta pubblica disponibile in altre regioni. E mentre il prodotto cambia, stanno cambiando anche piani, limiti e servizi collegati: Vimeo On Demand, per esempio, è entrato nella fase finale della sua dismissione.

Vediamo quindi cos’è Vimeo oggi, come funziona davvero, quanto costa, cosa cambia rispetto a YouTube e in quali situazioni può avere senso usarlo.

Cos’è Vimeo oggi e a cosa serve

Vimeo è una piattaforma video che permette di caricare contenuti, organizzarli in una libreria, controllarne la visibilità e distribuirli attraverso pagine Vimeo, link diretti oppure player incorporati in altri siti.

Il punto è proprio questo: il video non deve necessariamente vivere “dentro Vimeo” per essere utile.

Puoi utilizzare la piattaforma come infrastruttura dietro un sito aziendale, un portfolio, una pagina prodotto, un corso, una presentazione riservata o un ambiente in cui un team deve revisionare contenuti. In questi casi Vimeo non viene scelto principalmente perché dispone di un pubblico interno, ma perché permette di controllare meglio come il video viene presentato e distribuito.

Se il tuo obiettivo è confrontare Vimeo con servizi che risolvono lo stesso problema di infrastruttura, nella guida alle piattaforme di video hosting trovi il confronto più ampio. Qui, invece, ci concentriamo su Vimeo come prodotto.

Non è più soltanto una community per filmmaker

Per anni Vimeo è stato associato a cortometraggi, filmmaker, creativi e portfolio audiovisivi. Questa identità non è sparita completamente, ma oggi descrive solo una parte del servizio.

La piattaforma mette sempre più al centro:

  • hosting e gestione dei file video;
  • player incorporabile;
  • privacy e controllo degli accessi;
  • collaborazione e review;
  • analytics;
  • webinar e live streaming nei piani che li prevedono;
  • strumenti di creazione ed editing;
  • alcune funzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Questo cambia anche il modo corretto di confrontare Vimeo con YouTube.

YouTube integra hosting, ricerca, raccomandazioni, community e un enorme pubblico interno. Vimeo tende invece a diventare più interessante quando hai già un sito, un pubblico, un cliente, un team o un ambiente di distribuzione e vuoi maggiore controllo sul video.

Cosa cambia per chi usa Vimeo dall’Italia

Per un utente italiano c’è una differenza che molte guide continuano a ignorare.

Vimeo ha modificato l’esperienza di Vimeo.com nell’Unione Europea e nel Regno Unito. Secondo la documentazione ufficiale sulle modifiche in UE e UK, la piattaforma non organizza e promuove più su Vimeo.com i singoli video caricati dagli utenti come avviene in altre regioni.

In particolare, dall’UE:

  • la ricerca su Vimeo è limitata ai contenuti della propria Video Library;
  • Channels, Groups e Categories non sono più accessibili come superfici pubbliche di discovery;
  • Staff Picks e altre raccolte curate non sono più disponibili nello stesso modo;
  • My Feed e For Hire non sono accessibili;
  • i propri video non vengono scoperti attraverso una ricerca site-wide su Vimeo.com.

Rimangono invece disponibili modalità fondamentali per un utilizzo professionale: link diretti, condivisione ed embed su siti web e social network.

È una distinzione decisiva. Se pubblichi dall’Italia pensando che Vimeo debba portarti un pubblico organico interno nello stesso modo di YouTube, stai chiedendo alla piattaforma una cosa che oggi non rappresenta più il suo punto forte in Europa.

Come funziona Vimeo

Il modello operativo è abbastanza semplice:

crei o prepari il video → lo carichi → lo gestisci nella libreria → scegli privacy e distribuzione → lo condividi o incorpori → analizzi come viene utilizzato.

Vimeo include anche strumenti di creazione ed editing, ma hosting ed editing restano due fasi diverse del processo. Se devi ancora trasformare riprese, audio e materiali grezzi in un contenuto finito, il passaggio precedente è l’editing video.

Una volta pronto il contenuto, Vimeo diventa l’ambiente in cui amministrarlo e distribuirlo.

Dal file al player: upload, libreria e gestione

Dopo il caricamento, il video entra nella libreria dell’account. Da qui puoi intervenire su informazioni, organizzazione, impostazioni di condivisione e altre funzioni disponibili nel tuo piano.

Per un singolo creator questo significa avere un archivio centralizzato. Per un team il vantaggio può essere più organizzativo: file, versioni, feedback e distribuzione rimangono collegati allo stesso ambiente invece di passare continuamente fra servizi differenti.

La logica è diversa dall’upload “pubblico per forza”.

Un video può servire a una pagina del sito senza essere pensato come contenuto da scoprire su Vimeo. Può essere destinato a un cliente, incorporato in una landing page, condiviso con un gruppo ristretto o utilizzato internamente.

Questa separazione fra hosting del video e luogo in cui il pubblico lo guarda è uno dei concetti più importanti per capire Vimeo.

Embed e player: perché Vimeo viene usato nei siti web

Un embed permette di mostrare in una pagina un video ospitato altrove senza caricare direttamente il pesante file multimediale sul server del sito.

Con Vimeo il player incorporabile è quindi una parte centrale del prodotto.

A seconda del piano puoi disporre di livelli differenti di personalizzazione e controllo: branding del player, strumenti di interazione, privacy legata all’embed e altre opzioni pensate per fare in modo che il video si integri meglio nel contesto in cui viene mostrato.

Questo approccio è particolarmente interessante quando il video deve sembrare parte dell’esperienza del sito invece di essere soltanto una finestra verso una piattaforma esterna.

Non significa che Vimeo sia automaticamente la scelta migliore per ogni embed. Significa che player e distribuzione controllata sono criteri su cui Vimeo investe molto più del tipico servizio gratuito di pubblicazione video.

Privacy: pubblico, non in elenco, password, embed only e privato

Uno dei punti più utili di Vimeo è la possibilità di scegliere con una certa precisione chi può vedere un contenuto e dove può essere mostrato.

La documentazione ufficiale sulla privacy dei video distingue diverse modalità.

Public rende il video pubblico.

Unlisted, disponibile sui piani a pagamento, permette di condividerlo attraverso un link che include un identificatore specifico senza renderlo normalmente individuabile nella ricerca.

Password richiede una password al visualizzatore ed è disponibile sui piani a pagamento.

Embed only è particolarmente interessante per siti, portfolio e progetti aziendali: il video può essere incorporato in altri siti, ma non viene presentato come normale pagina video pubblica su Vimeo.com. Anche questa modalità richiede un piano a pagamento.

Private limita invece la visione al proprietario e ai membri autorizzati del team.

Su determinati piani e configurazioni esistono controlli ancora più granulari, compresa la possibilità di limitare gli embed a domini specifici.

La differenza pratica è evidente: se devi pubblicare un trailer destinato a tutti, una modalità pubblica può essere sufficiente; se stai distribuendo una demo commerciale, un video per clienti o materiale formativo, la privacy diventa parte dell’architettura del contenuto, non una casella da selezionare all’ultimo momento.

Analytics, collaborazione e funzioni AI

Vimeo dispone di analytics con profondità variabile in base al piano e di strumenti pensati per il lavoro collaborativo.

Questo può essere utile, per esempio, quando un video deve passare attraverso approvazioni prima della pubblicazione: invece di scambiarsi file e commenti separati, un team può lavorare intorno alla stessa risorsa.

Anche l’intelligenza artificiale è ormai entrata nel prodotto, ma conviene leggerla nel contesto corretto.

La documentazione di Vimeo AI include funzioni come generazione di dettagli del video, capitoli, domande e risposte sul contenuto e traduzione dei sottotitoli. Funzioni più avanzate, come alcuni strumenti di traduzione audio o generazione di highlight, possono essere legate a piani Enterprise o a specifiche configurazioni.

Quindi “Vimeo AI” non è un prodotto separato che sostituisce il resto della piattaforma. È un insieme di strumenti che entra nel workflow di gestione e distribuzione del video, con disponibilità che dipende dal piano e dall’account.

Vimeo è gratis? Piani, limiti e prezzi

Sì, Vimeo dispone ancora di un piano gratuito. Il problema è capire quanto puoi realmente farci.

Per gli account Free creati dopo il 17 giugno 2024, Vimeo indica un limite di 1 GB complessivo per tutta la vita dell’account. Non si tratta quindi di 1 GB che si rinnova ogni mese o ogni settimana.

La pagina ufficiale dedicata a Vimeo Free precisa inoltre che gli account creati prima di quella data possono avere limiti differenti.

È un cambiamento importante rispetto alle vecchie guide che parlano ancora di 500 MB alla settimana e 5 GB complessivi.

Il piano Free: cosa puoi fare e il limite di 1 GB

Il piano gratuito serve soprattutto per capire il prodotto e gestire un utilizzo molto contenuto.

Comprende, fra le altre cose, un singolo seat, strumenti di base, embed, analytics essenziali e la possibilità di caricare o creare contenuti fino al limite disponibile.

Il vero limite non è tanto l’assenza totale di funzioni, quanto la quantità di video che puoi sostenere nel tempo.

Un solo file in alta qualità può consumare una parte rilevante di 1 GB. Se Vimeo deve diventare l’infrastruttura video stabile di un sito, di un portfolio o di un progetto aziendale, il passaggio a un piano a pagamento può quindi arrivare rapidamente.

Starter, Standard, Advanced ed Enterprise

Qui serve una precisazione importante: l’offerta Vimeo è attualmente in transizione e le sue stesse pagine ufficiali non mostrano sempre valori perfettamente uniformi.

Al 22 settembre 2026, diverse superfici ufficiali presentano ancora la famiglia Free, Starter, Standard, Advanced ed Enterprise. Le indicazioni pubbliche che si incontrano sulle pagine commerciali sono approssimativamente queste:

PianoPrezzo pubblico indicativoOrientamento principale
Free$0prova del servizio e utilizzo molto limitato
Startercirca $12–13/mese con fatturazione annualehosting, condivisione, privacy e collaborazione di base
Standardcirca $25–26/mese con fatturazione annualebranding, strumenti avanzati di gestione e marketing
Advancedcirca $75–76/mese con fatturazione annualelive streaming, webinar, eventi e funzioni più avanzate
Enterprisepreventivosicurezza, amministrazione, integrazioni e necessità aziendali complesse

Questi importi non vanno letti come un listino immutabile.

Valuta sempre la pagina piani corrente di Vimeo e soprattutto ciò che compare nel checkout del tuo account: valuta, imposte, fatturazione, promozioni e rollout possono modificare ciò che vedi.

C’è un secondo motivo per essere prudenti. Anche alcuni limiti di storage pubblicati oggi da Vimeo non sono perfettamente uniformi fra Help Center e pagine commerciali. Usare una vecchia tabella trovata in un articolo di terzi per scegliere un piano è quindi una cattiva idea: la configurazione effettivamente proposta al tuo account deve prevalere sulla fotografia di una guida.

Perché alcuni account possono vedere piani o nomi diversi

Il problema non è soltanto un aggiornamento incompleto delle pagine.

Vimeo sta introducendo anche un’altra famiglia di offerte. Il suo Help Center contiene già piani come Creator, Core, Professional e Studio; per esempio, la documentazione del piano Core specifica esplicitamente che il rollout è graduale e che il piano potrebbe non essere ancora disponibile per tutti gli account.

Lo stesso avviene per Professional.

Di conseguenza, due utenti possono entrare nello stesso ecosistema Vimeo e trovare nomi, soglie o percorsi di upgrade differenti.

La regola pratica è semplice:

usa la struttura dei piani per capire quale livello di servizio ti serve, ma verifica prezzo, storage e funzioni nel tuo account prima di prendere una decisione economica.

È più utile di memorizzare una tabella destinata a diventare vecchia.

Vimeo vs YouTube: differenze e scelta

Vimeo e YouTube gestiscono entrambi video online, ma fermarsi qui porta a confrontarli male.

La domanda utile non è “qual è il migliore?”. È:

devo trovare un pubblico oppure devo controllare meglio come distribuisco un video a un pubblico che raggiungo già in altri modi?

Da questa differenza discendono quasi tutti gli altri trade-off.

CriterioVimeoYouTube
Funzione dominantehosting, gestione e distribuzione controllatapubblicazione, discovery, ricerca, raccomandazioni e community
Discovery interna in Italiamolto limitata su Vimeo.comcentrale nell’esperienza
Modello economicoforte componente subscriptionservizio principale gratuito sostenuto anche dalla pubblicità
Player incorporatomaggiore attenzione a controllo e personalizzazione, in base al pianoplayer YouTube con caratteristiche e branding della piattaforma
Pubblicità nel playerVimeo presenta il proprio servizio come ad-freegli embed possono mostrare annunci quando la monetizzazione è attiva
Privacyopzioni come Unlisted, Password, Embed only e PrivatePublic, Unlisted e Private con logiche proprie
Caso d’uso tipicosito aziendale, portfolio, review, formazione, video riservatiaudience building, ricerca, creator, community e distribuzione pubblica

Discovery e pubblico integrato vs hosting e controllo

YouTube è progettato per mettere il contenuto davanti agli utenti attraverso molte superfici: ricerca, Home, video suggeriti, Shorts, iscrizioni e altre raccomandazioni.

Se vuoi capire meglio quel modello, la nostra guida a YouTube entra proprio nel rapporto fra contenuto, ricerca, raccomandazioni e community.

Vimeo, soprattutto dall’Italia, segue oggi una logica diversa.

L’assenza della normale ricerca pubblica site-wide nell’UE riduce fortemente l’idea di “carico un video e Vimeo mi farà trovare”. Il valore si sposta verso ciò che succede dopo che hai già deciso dove distribuire quel video.

Hai una pagina del sito? Lo incorpori.

Hai un cliente? Gli mandi un link controllato.

Hai un team? Gestisci review e versioni.

Hai contenuti riservati? Applichi le impostazioni di privacy pertinenti.

È un modello meno centrato sulla conquista di un’audience interna e più centrato sulla gestione dell’asset video.

Pubblicità, player, privacy e branding

Un secondo trade-off riguarda l’ambiente di visione.

Vimeo costruisce una parte importante della propria proposta su un player senza pubblicità della piattaforma e su strumenti di personalizzazione che crescono con i piani.

YouTube ha un modello differente. La stessa documentazione Google sugli annunci nei video incorporati spiega che un video embedded può mostrare annunci in-stream ignorabili o non ignorabili quando le relative impostazioni di monetizzazione sono attive.

Questo non rende un embed YouTube “sbagliato”.

Se il tuo video vive soprattutto grazie a YouTube e il sito è un altro punto di distribuzione dello stesso contenuto, accettare il player della piattaforma può essere perfettamente sensato.

Il problema cambia quando il video si trova dentro una pagina commerciale, una presentazione per un cliente, un corso o un ambiente in cui controllo, branding e distrazioni esterne hanno un peso maggiore.

È lì che Vimeo può giustificare il costo.

Quando conviene usarli insieme

Vimeo e YouTube non devono necessariamente escludersi.

In un progetto maturo possono svolgere funzioni diverse.

Puoi usare YouTube per intercettare domanda, costruire un canale e rendere i video scopribili attraverso ricerca e raccomandazioni. Vimeo può invece ospitare versioni o contenuti destinati al tuo sito, a una landing page, a clienti o a contesti in cui vuoi più controllo sull’esperienza di riproduzione.

La duplicazione sistematica di qualsiasi video su entrambe le piattaforme non è automaticamente una strategia. Deve esserci una ragione.

Un tutorial pubblico che vuoi far trovare può avere molto senso su YouTube.

La demo incorporata nella pagina di un prodotto, un video riservato a un cliente o una presentazione senza distrazioni possono avere molto più senso su Vimeo.

Canale di acquisizione e infrastruttura video non sono necessariamente la stessa cosa.

Come scaricare video da Vimeo

Scaricare un video da Vimeo è possibile, ma non dipende soltanto da chi lo guarda.

Il punto decisivo è che il proprietario del contenuto deve aver abilitato il download.

La procedura ufficiale Vimeo per scaricare un video chiarisce inoltre che il download multiplo in blocco non è supportato e che per ottenere il file sorgente di alcuni video pubblici può essere necessario accedere al proprio account.

Il download funziona solo se il proprietario lo abilita

Quando un creator permette il download, nella pagina del video compare l’opzione corrispondente.

Se l’opzione non è disponibile, non significa necessariamente che il browser abbia un problema o che ti manchi un’estensione.

Può semplicemente significare che il proprietario non ha autorizzato il download per quel contenuto.

È una distinzione importante perché separa la funzione ufficiale della piattaforma dai numerosi siti, estensioni e strumenti esterni che promettono di estrarre qualsiasi video.

Per una guida generale a Vimeo non c’è alcun motivo di trasformare il download in una corsa ad aggirare le impostazioni scelte da chi ha pubblicato il contenuto.

Come scaricare un video con il metodo ufficiale

Quando il download è disponibile:

  1. apri la pagina del video su Vimeo;
  2. accedi al tuo account se la specifica operazione lo richiede;
  3. cerca il pulsante o collegamento Download;
  4. seleziona la versione del file disponibile che vuoi salvare;
  5. avvia il download.

Le versioni disponibili dipendono dal video e dalle impostazioni applicate dal proprietario.

Se invece stai lavorando sui tuoi contenuti dalla libreria Vimeo, il percorso può essere differente: il download del proprio file viene gestito dall’ambiente dell’account e dalle funzioni comprese nel piano.

Se il pulsante Download non compare

L’assenza del pulsante è già un’informazione.

Prima di cercare un workaround, verifica:

  • che il proprietario abbia consentito il download;
  • che tu abbia effettuato l’accesso quando richiesto;
  • che il contenuto e il tuo account dispongano delle funzioni necessarie;
  • che tu abbia effettivamente il diritto di ottenere e riutilizzare quel file.

Poter riprodurre un video online e avere il diritto di scaricarlo, copiarlo o ripubblicarlo sono cose diverse.

Vimeo On Demand sta chiudendo: cosa cambia

Questa è probabilmente l’informazione più importante da controllare se stai leggendo vecchie guide su Vimeo.

Vimeo On Demand è in fase di dismissione.

Non si tratta di una funzione minore rinominata, ma della chiusura del servizio con cui creator e produttori potevano vendere o noleggiare direttamente singoli video, film e serie attraverso Vimeo.

Le date: 21 settembre e 20 novembre 2026

La pagina ufficiale sulla chiusura di Vimeo On Demand stabilisce una sequenza precisa:

  • dal 22 agosto 2026 non sono più accettati nuovi upload su Vimeo On Demand;
  • dal 21 settembre 2026 non sono più accettati nuovi acquisti e nuovi abbonamenti;
  • il 21 ottobre 2026 è prevista l’elaborazione finale dei pagamenti ai seller idonei;
  • il 20 novembre 2026 Vimeo On Demand verrà chiuso completamente.

Al 22 settembre 2026 siamo quindi già oltre il passaggio che blocca nuovi acquisti e sottoscrizioni.

Chi possiede contenuti acquistati o noleggiati può continuare ad accedervi fino alla chiusura nei limiti indicati da Vimeo; per i titoli che consentono la fruizione offline, Vimeo invita gli utenti interessati a scaricarli prima dello shutdown.

Vimeo On Demand e Vimeo OTT non sono la stessa cosa

La presenza di Vimeo OTT può creare confusione.

Vimeo On Demand era il servizio attraverso cui un creator poteva mettere in vendita o a noleggio titoli su Vimeo.

Vimeo OTT è invece una soluzione rivolta a chi vuole costruire e gestire un servizio di streaming monetizzato con una relazione più diretta con il proprio pubblico.

Quindi OTT non è semplicemente il nuovo nome di On Demand.

È un prodotto con un modello e una complessità differenti. Vimeo lo indica come una delle strade da valutare per i creator che, dopo la chiusura di On Demand, vogliono continuare a monetizzare contenuti video tramite un servizio dedicato.

Cosa deve fare chi vende video

Se stavi valutando Vimeo proprio perché una vecchia guida suggeriva di utilizzare On Demand per vendere film, corsi o serie, quella strategia va rivalutata.

Per un nuovo progetto non ha senso costruire oggi un flusso commerciale attorno a un prodotto la cui chiusura completa è già programmata.

Devi invece separare tre problemi:

hosting — dove risiedono e vengono erogati i video;

accesso — chi può guardare cosa e in quali condizioni;

monetizzazione — come raccogli pagamenti e gestisci l’abbonamento o l’acquisto.

In alcuni progetti Vimeo può continuare a risolvere molto bene la prima parte e parte della seconda. Per la terza devi valutare Vimeo OTT oppure un altro stack coerente con il modello commerciale che vuoi costruire.

Quando Vimeo conviene davvero e quando scegliere altro

Vimeo ha senso quando le sue caratteristiche coincidono con il problema che devi risolvere.

Pagare soltanto per “mettere un video online” difficilmente è una motivazione sufficiente, perché esistono molte alternative gratuite.

Il valore emerge quando hosting, privacy, player, branding, collaborazione o controllo della distribuzione incidono realmente sul progetto.

Siti aziendali, portfolio e video incorporati

Un sito aziendale è uno dei casi più chiari.

Supponiamo di avere una pagina che presenta un servizio attraverso un video.

L’obiettivo non è necessariamente trasformare quella visualizzazione in una sessione su una piattaforma social. Vuoi che la persona guardi il contenuto, capisca il servizio e continui il percorso sul sito.

In questo scenario un player più controllabile, senza una logica pubblicitaria della piattaforma e con opzioni di privacy/embed adeguate può avere un valore concreto.

Lo stesso ragionamento vale per portfolio creativi, showreel, case study, demo di prodotto e pagine riservate a clienti.

Qui Vimeo viene usato come parte dell’infrastruttura del sito, non come destinazione principale del pubblico.

Formazione, review e contenuti riservati

Il secondo scenario riguarda contenuti che non devono essere completamente pubblici.

Corsi interni, materiali destinati a clienti, video di formazione, bozze da revisionare e presentazioni aziendali possono richiedere:

  • link non pubblici;
  • password;
  • embed controllati;
  • collaborazione;
  • gestione centralizzata;
  • analytics;
  • accessi più sofisticati nei contesti Enterprise.

Non tutte queste necessità richiedono Vimeo e non tutte sono disponibili su ogni piano.

Ma se più requisiti si sommano, il costo del servizio inizia a essere confrontato non con “YouTube gratis”, bensì con il tempo e la complessità necessari per ottenere lo stesso controllo attraverso strumenti separati.

È un confronto molto più utile.

Quando serve più discovery, community o monetizzazione consumer

Vimeo perde invece parte del suo vantaggio quando il problema principale è farti trovare da persone che ancora non ti conoscono.

In particolare dall’Italia, la forte riduzione della discovery interna su Vimeo.com rende questo limite ancora più evidente.

Se vuoi costruire un pubblico attraverso ricerca video, raccomandazioni, creator discovery e community, YouTube parte da una struttura molto più adatta a quel compito.

Se vuoi brevi video distribuiti principalmente attraverso feed social, può avere più senso produrre direttamente per le piattaforme in cui si trova il pubblico.

Se il progetto ruota attorno alla vendita diretta di film o serie, infine, non puoi più considerare Vimeo On Demand come una soluzione futura: la chiusura del servizio è già iniziata.

La domanda giusta, quindi, non è “Vimeo è migliore di YouTube?”.

È:

quale parte del mio sistema video deve risolvere questa piattaforma?

Conclusione

Vimeo oggi ha più senso quando viene considerato un’infrastruttura video controllabile e non una versione più piccola di YouTube.

Per un sito aziendale, un portfolio, un progetto di formazione, un ambiente di review o contenuti che richiedono maggiore controllo su player, privacy e distribuzione, può offrire vantaggi concreti. Il piano gratuito permette di capire il prodotto, ma il limite complessivo di 1 GB per i nuovi account lo rende poco adatto a un utilizzo continuativo.

Se invece la priorità è raggiungere persone nuove attraverso ricerca, raccomandazioni e community, YouTube risponde a un problema diverso e in genere più coerente.

Ci sono poi due elementi che oggi non puoi ignorare: l’esperienza Vimeo dall’Italia non comprende più la vecchia discovery pubblica di Vimeo.com e Vimeo On Demand sta chiudendo. Molte guide che descrivono ancora il servizio attraverso quelle funzioni raccontano quindi un prodotto che non esiste più nello stesso modo.

Prima di pagare un piano, parti dal tuo workflow: dove nasce il video, chi deve guardarlo, dove deve essere incorporato, quale livello di privacy serve e quale ruolo deve avere la piattaforma nella distribuzione.

È da queste risposte, non dal confronto astratto fra loghi, che si capisce se Vimeo è la scelta giusta.