SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale e permette di dimostrare online la propria identità per accedere ai servizi che lo supportano.
Non è però un singolo sito e non coincide con PosteID o con un altro gestore specifico. Per ottenere le credenziali devi rivolgerti a un Identity Provider accreditato, che verifica chi sei e gestisce il processo di autenticazione.
Se stai cercando di capire come fare lo SPID, il punto di partenza è proprio questa distinzione: il sistema è unico, mentre il gestore con cui attivi e amministri la tua identità può cambiare.
In questa guida vediamo come funziona il sistema, come richiederlo, quali costi possono esserci, cosa accade durante il login e quando può essere più pratico utilizzare la Carta d’Identità Elettronica.
Cos’è SPID e a cosa serve
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale consente di utilizzare un’identità verificata per entrare nei servizi online aderenti, senza dover creare ogni volta un nuovo sistema di identificazione.
Il punto più importante è distinguere il servizio a cui vuoi accedere dal soggetto che verifica la tua identità.
Quando entri nell’area riservata di un ente, per esempio, non è necessariamente quell’ente a controllare direttamente username, password e secondo fattore. Il processo viene delegato al gestore di identità che hai scelto.
La logica ricorda, sul piano concettuale, quella del Single Sign-On: una stessa identità può essere riconosciuta da servizi differenti. Il sistema pubblico italiano applica però proprie regole, livelli di sicurezza e requisiti per i gestori accreditati.
Il portale ufficiale raccoglie le informazioni di riferimento sul funzionamento dell’identità digitale.
In pratica, SPID crea un collegamento affidabile tra la persona che deve identificarsi, il provider che ne verifica l’identità e il servizio digitale che deve riconoscerla.
Cosa significa SPID
L’acronimo significa Sistema Pubblico di Identità Digitale.
Per capire il meccanismo conviene distinguere quattro elementi:
- il titolare dell’identità, cioè la persona che deve autenticarsi;
- l’Identity Provider, che verifica l’identità e gestisce le credenziali;
- il sistema di autenticazione, che permette ai soggetti aderenti di riconoscere quelle credenziali;
- il Service Provider, cioè il sito o servizio finale che devi utilizzare.
Dire “ho lo SPID di Poste” è quindi comprensibile nel linguaggio comune, ma più precisamente significa che utilizzi un’identità gestita da Poste Italiane. Lo stesso principio vale per gli altri provider accreditati.
Le differenze tra gestori riguardano soprattutto attivazione, riconoscimento, assistenza e modalità operative. Una volta ottenuta l’identità, le credenziali servono per autenticarti presso i servizi compatibili.
Dove puoi usare l’identità digitale
Il sistema viene impiegato da numerosi servizi della Pubblica Amministrazione e può essere adottato anche da soggetti privati.
Puoi incontrare il pulsante di accesso quando devi:
- consultare una pratica;
- inviare una richiesta;
- entrare in un’area personale;
- utilizzare servizi amministrativi o sanitari;
- identificarti su una piattaforma aderente.
Sul portale ufficiale è disponibile anche la ricerca dei servizi accessibili con identità SPID.
È comunque importante non confondere identificazione e servizio finale.
pagoPA, per esempio, riguarda i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione: l’eventuale identificazione dell’utente e il pagamento svolgono funzioni differenti.
Lo stesso vale per la posta elettronica certificata, che serve alla trasmissione di comunicazioni elettroniche con caratteristiche specifiche e non sostituisce un sistema di autenticazione.
Come fare lo SPID
Per ottenere le credenziali devi scegliere un Identity Provider accreditato e completare due passaggi fondamentali: registrazione e riconoscimento della tua identità.
Il procedimento generale è simile tra i vari gestori, mentre possono cambiare il metodo di riconoscimento, gli strumenti necessari e gli eventuali costi.
Per questo conviene partire dalla modalità con cui vuoi identificarti, invece di scegliere automaticamente il provider più conosciuto.
In altre parole, come fare lo SPID nel modo più semplice dipende soprattutto dagli strumenti che possiedi già e dalle modalità di riconoscimento offerte dai diversi provider.
Cosa serve: documenti, email e numero di telefono
Per la normale richiesta destinata a un adulto servono generalmente:
- un documento di riconoscimento italiano in corso di validità;
- tessera sanitaria, codice fiscale o la documentazione prevista per il proprio caso;
- un indirizzo email;
- un numero di cellulare.
I requisiti e le procedure aggiornate sono indicati nella guida ufficiale su come attivare l’identità digitale.
Email e numero di telefono non sono semplici campi amministrativi da compilare una sola volta. Possono essere utilizzati per comunicazioni di sicurezza, autenticazione e recupero dell’account.
È quindi consigliabile utilizzare contatti che prevedi di mantenere accessibili nel tempo.
Come scegliere un Identity Provider
I gestori accreditati rilasciano credenziali utilizzabili nello stesso ecosistema, ma non offrono necessariamente la stessa esperienza di attivazione e assistenza.
La domanda corretta non è quale identità sia “più valida”, ma quale provider sia più adatto al tuo modo di completare il riconoscimento.
I criteri principali da controllare sono:
| Criterio | Perché conta |
|---|---|
| Modalità di riconoscimento | Determina se puoi completare la procedura online o devi recarti fisicamente presso un punto abilitato |
| Supporto a CIE, CNS o firma digitale | Può semplificare la verifica dell’identità se possiedi già uno di questi strumenti |
| Riconoscimento da remoto | Utile quando non vuoi o non puoi recarti di persona |
| Eventuali costi | Alcune modalità possono essere gratuite, altre prevedere un pagamento |
| Livelli di sicurezza disponibili | Può essere importante per determinati servizi |
| Assistenza | Utile in caso di blocco, cambio dispositivo o problemi di login |
| Utilizzo dall’estero | Da verificare se vivi fuori dall’Italia |
Il portale ufficiale mette a disposizione una pagina per confrontare gli Identity Provider.
È preferibile controllare sempre questa fonte prima dell’attivazione, perché procedure e condizioni dei singoli gestori possono cambiare.
Registrazione e riconoscimento: online o di persona
Dopo aver scelto il provider devi normalmente:
- inserire i dati richiesti;
- creare o configurare le credenziali;
- completare il riconoscimento;
- attivare gli eventuali strumenti necessari per il secondo fattore.
Il riconoscimento serve a dimostrare che la persona che sta aprendo l’identità digitale corrisponde realmente ai dati dichiarati.
A seconda del gestore può essere possibile completarlo di persona, da remoto oppure utilizzando strumenti di identificazione già disponibili, come CIE, CNS o firma digitale.
Se possiedi già una Carta d’Identità Elettronica, vale quindi la pena verificare se può rendere la procedura più semplice.
Non esiste un unico percorso valido per tutti: il meccanismo generale è comune, ma l’ultimo passaggio dipende dal provider scelto.
Quanto costa lo SPID
Non esiste una cifra unica valida in ogni situazione.
Quando ci si chiede quanto costa lo SPID, bisogna distinguere l’utilizzo delle credenziali dalle modalità utilizzate per ottenere e gestire l’identità.
Il portale ufficiale spiega che possono esistere modalità di riconoscimento gratuite e altre a pagamento. Le condizioni effettive vanno quindi verificate presso il provider selezionato.
Per capire davvero quanto costa lo SPID nel proprio caso non basta quindi controllare un singolo prezzo: bisogna verificare quale procedura di riconoscimento si intende utilizzare e quali condizioni applica il gestore scelto.
Attivazione, riconoscimento e condizioni del gestore sono aspetti diversi
La domanda “è gratis?” rischia di mettere insieme elementi differenti.
Può accadere, per esempio, che:
- una modalità di riconoscimento non comporti costi;
- un’altra procedura offerta dallo stesso gestore sia a pagamento;
- l’identificazione tramite strumenti già posseduti sia più conveniente;
- alcune condizioni dipendano specificamente dal provider.
Per questa ragione non è corretto prendere il prezzo o le condizioni di un singolo servizio e presentarli come una caratteristica universale del sistema.
Quando valuti quanto costa lo SPID, controlla quindi sempre che cosa stai pagando e per quale operazione, invece di fermarti alla presenza di un prezzo nella pagina del provider.
Come confrontare le alternative
La soluzione con il prezzo più basso non è automaticamente quella migliore.
Se possiedi già uno strumento che consente un riconoscimento semplice e gratuito, può essere sensato privilegiare i provider che lo supportano.
Se invece ti serve assistenza diretta o una procedura specifica da remoto, un servizio a pagamento può risultare più pratico.
Il criterio più utile è quindi:
scegli prima la modalità di riconoscimento che puoi effettivamente utilizzare, poi confronta i gestori che la offrono.
Eviti così di scoprire a metà procedura che l’opzione che avevi scelto richiede strumenti che non possiedi.
Come funziona l’accesso con SPID
Quando selezioni “Entra con SPID”, il sito che vuoi utilizzare avvia una procedura di autenticazione tramite il gestore della tua identità.
Il modello può essere riassunto così:
servizio → scelta del provider → autenticazione → conferma dell’identità → ritorno al servizio.

Un accesso SPID non consiste quindi nel consegnare direttamente le tue credenziali al sito finale: l’autenticazione viene gestita attraverso il provider e il servizio riceve l’esito necessario per riconoscerti.
Capire questa sequenza è utile anche quando qualcosa non funziona, perché permette di individuare più facilmente il punto in cui si è interrotto il processo.
Cosa succede quando scegli “Entra con SPID”
Immagina di voler entrare nell’area riservata di un ente.
Selezioni il pulsante dedicato e poi il tuo Identity Provider. A quel punto vieni indirizzato al processo di autenticazione gestito dal provider.
In base al livello di sicurezza richiesto puoi dover:
- inserire username e password;
- confermare una richiesta tramite app;
- utilizzare un codice temporaneo;
- completare un ulteriore controllo previsto dal gestore.
Se l’autenticazione riesce, torni al servizio iniziale come utente identificato.
Il vantaggio è che non devi creare un sistema di credenziali indipendente per ogni amministrazione.
Accesso da smartphone e computer
Le credenziali possono essere utilizzate da computer e dispositivi mobili.
Il flusso concreto cambia in base al provider e al metodo di autenticazione configurato.
Puoi, per esempio, iniziare il login sul browser del computer e autorizzarlo attraverso lo smartphone. Su mobile, invece, il passaggio tra browser e app del gestore può avvenire sullo stesso dispositivo.
Lo smartphone è quindi molto comune nel processo di autenticazione, soprattutto quando è richiesto un secondo fattore, ma non definisce da solo il funzionamento dell’identità digitale.
Livello 1, 2 e 3: cosa cambia
Il sistema prevede tre livelli di sicurezza crescente.
Livello 1
Richiede username e password.
Livello 2
Aggiunge un secondo fattore, come un codice temporaneo o un’autorizzazione tramite l’app del provider.
Livello 3
Prevede strumenti e meccanismi di sicurezza ulteriori, utilizzati nei casi in cui sia necessario un livello di garanzia superiore.
La documentazione ufficiale descrive nel dettaglio i livelli di sicurezza.
Il principio da ricordare è semplice: una password da sola non offre lo stesso livello di protezione di un’autenticazione che richiede anche un secondo elemento di verifica.
Per questo SPID non va valutato soltanto come una coppia di credenziali: il livello richiesto e il secondo fattore fanno parte del modello di sicurezza complessivo.
SPID o CIE: quale conviene usare
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale e la Carta d’Identità Elettronica possono entrambi consentire l’accesso a servizi online, ma funzionano in modo diverso.
Nel primo caso l’identità viene gestita da un provider accreditato. La CIE è invece il documento d’identità elettronico rilasciato dallo Stato e può essere utilizzata anche come strumento di identificazione digitale.
Le informazioni sul funzionamento sono disponibili sul portale ufficiale della Carta d’Identità Elettronica.
Non esiste quindi una risposta valida per tutti alla domanda “SPID o CIE?”. Conviene valutare il proprio scenario.

Quando SPID è più pratico
Può essere la soluzione più comoda se:
- possiedi già credenziali attive;
- utilizzi abitualmente l’app del provider;
- conosci il relativo flusso di autenticazione;
- i servizi che utilizzi supportano questo metodo;
- non hai motivo di cambiare una configurazione che funziona.
Se l’identità che possiedi soddisfa già le tue esigenze, non è necessario sostituirla solo perché esistono altre modalità di accesso.
Quando può bastare la CIE
La Carta d’Identità Elettronica può essere sufficiente quando possiedi già il documento, hai configurato le credenziali necessarie e i servizi che utilizzi permettono l’accesso tramite CIE.
Le modalità disponibili dipendono dal livello di autenticazione e dalla configurazione utilizzata.
Il portale del Ministero dell’Interno contiene le informazioni di assistenza sulla CIE.
Per alcuni utenti questo rende il documento elettronico una soluzione pratica per buona parte dei normali accessi ai servizi digitali.
Perché puoi tenere attivi entrambi
Non è obbligatorio scegliere un solo sistema.
Avere sia credenziali SPID sia CIE configurata può offrirti una seconda possibilità quando uno dei due metodi presenta un problema o non è disponibile per il servizio che stai utilizzando.
Non è una necessità universale, ma può essere una precauzione utile se accedi spesso a servizi pubblici online.
La cosa più importante è sapere recuperare credenziali, codici e accesso ai dispositivi associati.
Cosa cambia con CIE e IT-Wallet
La crescita della CIE e dei wallet digitali non significa che le credenziali che già utilizzi smettano improvvisamente di funzionare.
La trasformazione riguarda soprattutto il modo in cui viene costruito l’ecosistema dell’identità digitale.
Non si parla più soltanto di effettuare un login, ma anche di poter gestire e presentare documenti o attestazioni in formato digitale.
Perché il sistema continua a essere utilizzato
L’accesso tramite identità SPID rimane disponibile nei servizi che lo supportano.
Per chi possiede già credenziali funzionanti, quindi, la domanda pratica è:
i servizi che utilizzo permettono ancora questo metodo e il mio provider continua a soddisfare le mie esigenze?
Se sì, non esiste una ragione operativa per smettere di utilizzarlo.
È però sensato conoscere anche la CIE, perché avere un secondo metodo di autenticazione può rendere più semplice affrontare problemi o servizi con requisiti differenti.
Il ruolo di CIE e IT-Wallet nell’identità digitale
Con IT-Wallet il concetto si estende oltre il login.
Nel Portafoglio dell’app IO possono essere gestiti documenti digitali supportati dal sistema.
Il progetto nazionale punta a creare un ecosistema nel quale documenti e attestazioni verificati possano essere utilizzati in diversi contesti. Le informazioni istituzionali sono disponibili nella pagina dedicata al Sistema IT-Wallet.
Il wallet non deve quindi essere interpretato semplicemente come un sostituto di SPID: autenticazione, identificazione e gestione dei documenti digitali sono funzioni collegate, ma non identiche.
Problemi comuni e chi deve risolverli
Quando l’accesso non funziona, la prima domanda da farti è in quale punto della procedura si verifica l’errore.
Il problema può dipendere:
- dal sito che vuoi utilizzare;
- dall’Identity Provider;
- dalle credenziali;
- dal secondo fattore;
- dall’app del gestore;
- dal dispositivo;
- dal numero di telefono associato.
Questa distinzione permette di evitare tentativi casuali e di rivolgersi subito al soggetto corretto.
Se un accesso SPID si interrompe prima della conferma dell’identità, il primo controllo va normalmente fatto sul lato del provider; se invece l’autenticazione si conclude ma il servizio restituisce un errore, bisogna considerare anche il sito di destinazione.
Password, OTP o app del gestore non funzionano
Se il problema riguarda password, codice temporaneo, autorizzazione nell’app o blocco dell’account, il riferimento principale è normalmente il tuo Identity Provider.
È il provider, infatti, a gestire le credenziali e gli strumenti con cui confermi la tua identità.
Se invece l’autenticazione sembra concludersi correttamente ma il sito finale restituisce un errore, il problema potrebbe appartenere al servizio che stai cercando di usare.
Un controllo utile consiste nel verificare se riesci ad autenticarti presso un altro servizio affidabile. Non dimostra automaticamente la causa del guasto, ma permette di capire da quale lato iniziare l’analisi.
Hai cambiato telefono, numero, email o documento
Il cambio di smartphone è uno dei casi in cui diventa evidente l’importanza di mantenere aggiornati i dati associati all’identità.
Prima di cancellare o cedere il vecchio dispositivo, quando possibile:
- verifica di conoscere username e password;
- controlla di avere ancora accesso all’email associata;
- assicurati che il numero di telefono sia corretto;
- verifica come trasferire o riattivare l’app sul nuovo dispositivo;
- conserva le informazioni necessarie per eventuali procedure di recupero.
Se non hai più accesso al vecchio telefono, utilizza esclusivamente le procedure ufficiali di recupero fornite dal tuo gestore.
Come riconoscere phishing e falsi accessi
Un sistema di autenticazione sicuro non elimina il rischio di phishing.
Un attaccante può creare una pagina che imita un servizio pubblico o quella di un provider e cercare di convincerti a inserire credenziali o codici temporanei.
Non considerare quindi affidabile una pagina soltanto perché mostra loghi istituzionali.
Quando ricevi una richiesta inattesa:
- evita di seguire automaticamente link ricevuti via email, SMS o messaggistica;
- apri direttamente il servizio che desideri utilizzare;
- controlla il dominio;
- non autorizzare nell’app operazioni che non hai avviato;
- non comunicare codici temporanei a presunti operatori.
Il secondo fattore aumenta la sicurezza soprattutto quando sei tu a controllare quale accesso stai autorizzando.
Anche SPID richiede quindi un comportamento attento da parte dell’utente: la tecnologia di autenticazione non può proteggerti se approvi volontariamente una richiesta fraudolenta.
Domande frequenti su SPID
Lo SPID scade?
Non è corretto applicare a tutto il sistema una regola ricavata dalle condizioni di un singolo provider.
La gestione delle credenziali dipende dall’Identity Provider. Per informazioni su sospensione, rinnovo, riattivazione o altre condizioni operative devi quindi controllare la documentazione del gestore che ha rilasciato la tua identità.
Serve uno smartphone?
Dipende dal provider, dal livello di autenticazione e dal metodo configurato.
Lo smartphone è molto utilizzato perché le app dei gestori possono servire per completare il secondo fattore, ma non è corretto identificare l’intero sistema con l’uso del telefono.
Se hai esigenze particolari, verifica le modalità supportate prima di scegliere il provider.
Si può avere SPID con più gestori?
Sì. È possibile richiedere identità digitali anche presso gestori differenti.
Le FAQ ufficiali chiariscono questa possibilità.
Per la maggior parte delle persone non è necessario utilizzare più provider, ma non esiste un vincolo generale che imponga di averne soltanto uno.
È disponibile per minori e italiani all’estero?
Sì, con procedure specifiche.
AgID pubblica le informazioni relative anche all’uso da parte dei minori nella propria sezione dedicata a SPID.
Per i cittadini italiani residenti all’estero sono previste modalità compatibili con il riconoscimento a distanza presso i gestori che le supportano. Il portale ufficiale dedica una pagina a SPID per i cittadini italiani all’estero.
In entrambi i casi è consigliabile verificare la procedura prevista per la propria situazione prima di scegliere l’Identity Provider.
Conclusione
SPID è più semplice da comprendere se non lo consideri una semplice password per i siti della Pubblica Amministrazione, ma un sistema che mette in relazione la tua identità, un gestore accreditato e il servizio a cui vuoi accedere.
Se devi ancora richiederlo, la scelta più importante è individuare un Identity Provider che offra una modalità di riconoscimento adatta agli strumenti che possiedi, controllando prima eventuali costi e condizioni.
Se hai già credenziali funzionanti, puoi continuare a utilizzarle nei servizi compatibili. Configurare anche la CIE può offrirti un’alternativa utile, mentre l’evoluzione dei wallet digitali amplia progressivamente le funzioni disponibili oltre il semplice accesso.
In pratica, l’obiettivo non è accumulare più strumenti possibili, ma avere almeno un’identità digitale funzionante, sapere come recuperarla e mantenere sotto controllo i dispositivi e i contatti utilizzati per l’autenticazione.