Google Discover è il feed personalizzato di Google che propone articoli, video e altri contenuti senza che tu debba prima digitare una ricerca. Invece di partire da una query, Discover cerca di mostrarti informazioni coerenti con i tuoi interessi e con le impostazioni di personalizzazione associate al tuo account.
È questa la differenza essenziale rispetto alla normale Ricerca Google: nella Search sei tu a formulare una domanda; in Discover è Google a selezionare in anticipo contenuti che potrebbero interessarti.
Il feed può essere personalizzato, attivato o disattivato e, se improvvisamente compare il messaggio “Discover disattivato”, nella maggior parte dei casi non significa che il servizio sia guasto: bisogna prima controllare le relative impostazioni.
Per chi gestisce un sito web, il discorso cambia ancora. Una pagina può essere idonea a comparire nel feed senza configurazioni speciali, ma essere idonei non significa essere selezionati. Google non pubblica una formula per “ottimizzare l’algoritmo di Discover” e molte delle metriche citate nelle guide SEO — come dwell time, bounce rate o una determinata frequenza di pubblicazione — non sono documentate come fattori specifici di Discover.
Vediamo quindi come funziona davvero, distinguendo ciò che Google conferma dalle ipotesi che è meglio non trasformare in regole SEO.
Cos’è Google Discover e perché è diverso dalla Ricerca Google
Discover è una superficie di Google Search pensata per mostrare contenuti collegati agli interessi della persona. Google spiega nella sua documentazione ufficiale su Discover che la personalizzazione può dipendere dall’attività associata all’account e da altre informazioni controllabili attraverso le impostazioni Google.
Il punto importante è che non serve una query esplicita.
Quando cerchi:
migliori fotocamere mirrorless
stai comunicando direttamente a Google ciò che vuoi trovare.
In Discover, invece, potresti trovare un approfondimento sulle nuove fotocamere senza aver effettuato in quel momento quella ricerca, perché il tema risulta coerente con gli interessi che il sistema ha associato alla tua esperienza.
Come funziona un feed senza una ricerca esplicita
Una SERP tradizionale nasce da un rapporto molto chiaro:
query → risultati pertinenti → scelta dell’utente
Discover funziona con una dinamica differente:
interessi e personalizzazione → selezione dei contenuti → feed
Questo non significa che Google conosca in modo infallibile quello che vuoi leggere. Il feed è una selezione automatica e può contenere elementi molto pertinenti accanto ad altri che non ti interessano affatto.
Proprio per questo l’utente può intervenire direttamente sulle raccomandazioni, indicando argomenti o fonti che vuole seguire, contenuti che non gli interessano e preferenze da modificare.
È utile non confondere questo significato di feed con un feed RSS. In RSS scegli normalmente le fonti da seguire e un reader recupera i loro aggiornamenti; Discover decide invece quali contenuti proporre attraverso i propri sistemi di selezione e personalizzazione.
Perché Discover è un feed personalizzato
Google utilizza informazioni provenienti dal dispositivo, dall’account e dai propri servizi per decidere quali aggiornamenti proporre. Le precise opzioni disponibili possono cambiare in base al dispositivo, al paese, alla lingua e all’evoluzione delle impostazioni di personalizzazione.
La guida ufficiale per personalizzare Discover permette di gestire gli interessi, indicare contenuti non graditi e controllare alcune delle informazioni utilizzate per le raccomandazioni.
Questo è un punto in cui conviene evitare interpretazioni eccessive.
Sappiamo che Discover viene personalizzato. Non conosciamo però il peso algoritmico assegnato a ogni singola azione dell’utente, né possiamo dedurre che uno scroll, una condivisione o un determinato tempo di lettura abbiano un peso specifico e misurabile nel sistema.
Dove puoi vedere Discover
La superficie più riconoscibile è quella presente nell’app Google su smartphone e tablet. Su alcuni dispositivi Android può essere raggiunta anche dalla schermata principale.
Discover può inoltre essere disponibile attraverso google.com da mobile, ma alcune funzioni dipendono da paese, lingua e configurazione dell’account.
Non va quindi confuso con una normale pagina di risultati Google, né con Google News: sono superfici differenti, anche quando possono mostrare contenuti provenienti dalle stesse fonti.
Come funziona Google Discover e come personalizza i contenuti
Il feed cerca di costruire una selezione coerente con gli interessi dell’utente. Non segue quindi una classifica universale uguale per tutti: due persone possono aprire Discover nello stesso momento e vedere contenuti completamente differenti.
Questa caratteristica spiega anche perché la visibilità per un publisher può essere molto più volatile rispetto al traffico proveniente dalla ricerca tradizionale.
Attività, interessi e personalizzazione
Google dichiara che può utilizzare informazioni associate all’account e al dispositivo per determinare cosa mostrare. Le impostazioni di cronologia e personalizzazione hanno quindi un ruolo nel funzionamento dell’esperienza.
Nella pratica puoi intervenire su queste preferenze senza dover “addestrare” manualmente il feed da zero.
Puoi, ad esempio:
- seguire argomenti disponibili;
- indicare che un tema non ti interessa;
- nascondere una determinata fonte;
- gestire gli interessi già seguiti;
- modificare alcune impostazioni di personalizzazione;
- esprimere preferenze sui contenuti proposti.
Nel tempo il feed può quindi cambiare anche perché cambiano i tuoi interessi, non necessariamente perché Google ha modificato il proprio algoritmo.
Seguire, nascondere e gestire argomenti e fonti
Se Discover continua a mostrarti contenuti che non vuoi vedere, il modo migliore per correggere il problema non è cancellare l’app o intervenire sul browser.
Dalle card puoi normalmente accedere alle opzioni disponibili per segnalare che non sei interessato a un determinato argomento o che non vuoi più contenuti da una specifica fonte.
Per controllare ciò che stai già seguendo, Google mette inoltre a disposizione la sezione dedicata alla gestione degli interessi.
Il feed si è evoluto anche oltre il classico modello composto soltanto da articoli. Google ha ampliato Discover includendo più contenuti provenienti da creator e publisher, tra cui post social e video brevi, e ha introdotto forme di follow diretto di fonti e creator.
La conseguenza è interessante anche per chi pubblica: Discover è sempre meno interpretabile come semplice “feed SEO di articoli” e sempre più come superficie di scoperta di contenuti e fonti.
Cosa Google conferma e cosa resta opaco
Google documenta una serie di condizioni, raccomandazioni e caratteristiche di Discover. Non pubblica però una lista completa di segnali con relativi pesi.
Possiamo quindi distinguere chiaramente:
Google conferma che Discover utilizza sistemi e segnali di Search per cercare contenuti utili e people-first, che la selezione è collegata agli interessi delle persone e che l’esperienza cambia nel tempo.
Google non conferma, invece, formule del tipo:
- più dwell time = più visibilità;
- bounce rate basso = spinta nel feed;
- CTR elevato = distribuzione automatica verso nuovi utenti;
- pubblicare ogni giorno = maggiori probabilità di apparire;
- una determinata quantità di condivisioni = ranking migliore.
Sono interpretazioni che possono nascere da osservazioni di publisher o tool, ma non devono diventare automaticamente “fattori di ranking Discover”.

Come attivare o disattivare Google Discover
Se vuoi semplicemente controllare se il feed è attivo, l’operazione è più semplice di quanto sembri.
La procedura indicata da Google è sostanzialmente analoga su Android, iPhone e iPad, anche se nomi e posizione delle voci possono cambiare con gli aggiornamenti dell’app.
Come attivare Discover nell’app Google
Apri l’app Google e vai su:
foto profilo o iniziale → Impostazioni → Generali → Discover
Se Discover è disattivato, riattiva l’interruttore.
Per spegnerlo è sufficiente seguire lo stesso percorso e disattivare l’opzione. La procedura ufficiale per disattivare Discover viene aggiornata da Google quando cambiano le relative impostazioni.
Se la voce non appare esattamente nella posizione indicata, verifica prima di tutto di utilizzare una versione aggiornata dell’app.
Come gestire Discover dal browser
Da smartphone puoi trovare il feed anche su google.com quando la funzione è disponibile per il tuo account, paese e lingua.
Google permette inoltre, nei contesti supportati, di controllare l’opzione che mostra Discover nella home di Google.
È importante questa precisazione: la disponibilità nel browser non è identica per tutti. Se non trovi l’impostazione, non significa necessariamente che il telefono abbia un problema.
Come modificare il feed dopo averlo attivato
Riattivare Discover risolve soltanto la presenza del feed. Se i contenuti suggeriti non sono pertinenti, devi lavorare sulla personalizzazione.
Quando trovi una card poco utile puoi utilizzare le opzioni disponibili per:
- indicare che l’argomento non ti interessa;
- evitare una fonte;
- seguire un tema;
- gestire interessi già salvati;
- regolare altre preferenze disponibili.
È molto più efficace di ignorare sistematicamente gli articoli sperando che il feed cambi da solo.
Cosa significa “Discover disattivato” e cosa fare se non funziona
“Discover disattivato” significa normalmente che il feed personalizzato non è attivo nelle impostazioni disponibili per la tua esperienza Google.
Non è quindi, di per sé, un errore del motore di ricerca o un problema del sito che stai cercando di visitare.
Questa distinzione è importante perché il messaggio può far pensare a un malfunzionamento più complesso di quello reale.
Controlla prima se Discover è disattivato
Apri l’app Google e verifica:
profilo → Impostazioni → Generali → Discover
Se l’interruttore è spento, riattivalo.
Dopo averlo fatto, torna alla schermata principale dell’app e verifica se il feed compare nuovamente.
Se non cambia nulla, puoi passare ai controlli successivi.
Feed personalizzato non disponibile: cosa controllare
Se Discover risulta attivo ma il feed non compare o non funziona come previsto, verifica almeno:
- che l’app Google sia aggiornata;
- di avere una connessione funzionante;
- di essere autenticato con l’account previsto;
- le impostazioni di personalizzazione dell’account;
- eventuali limitazioni legate a paese o lingua;
- che il problema non riguardi temporaneamente l’app o il dispositivo.
Evita però di attribuire automaticamente ogni problema alla cronologia o all’attività web: le impostazioni Google sono cambiate nel tempo e alcune opzioni possono avere nomi o percorsi differenti in base al rollout disponibile sul tuo account.
Attività salvata e raccomandazioni personalizzate
Le preferenze di Discover sono strettamente legate alla personalizzazione della Ricerca e alle informazioni che Google può utilizzare in base alle impostazioni del tuo account.
Se riduci o disattivi alcune forme di personalizzazione, il feed può diventare meno aderente ai tuoi interessi.
Non è necessariamente un difetto. È il compromesso naturale tra personalizzazione dell’esperienza e quantità di informazioni utilizzabili per personalizzarla.
Quali contenuti puoi trovare su Google Discover
Discover non è limitato alle breaking news.
Google dichiara esplicitamente che possono comparire contenuti relativi a molti argomenti e che anche una pagina meno recente può essere mostrata quando continua a essere utile e pertinente rispetto agli interessi della persona.
Questa caratteristica cambia parecchio il modo di ragionare sul feed.
Articoli, video e contenuti social
Gli articoli editoriali continuano ad avere un ruolo centrale, ma non sono più l’unico formato.
Nel feed possono comparire contenuti video e Google ha ampliato l’esperienza includendo anche più contenuti provenienti da piattaforme come X e Instagram e da formati come YouTube Shorts.
Inoltre è possibile trovare funzioni che permettono di seguire più direttamente publisher e creator.
Per un editore questo suggerisce una lettura più ampia: il rapporto con Discover non riguarda soltanto l’ottimizzazione di una singola pagina, ma anche la riconoscibilità della fonte e la coerenza dei contenuti pubblicati intorno a determinati argomenti.
Contenuti recenti ed evergreen
È sbagliato pensare che soltanto gli articoli appena pubblicati possano essere mostrati.
La documentazione Google chiarisce che anche contenuti più vecchi possono comparire quando risultano utili e rilevanti per gli interessi della persona.
La freschezza conta quando il tema la richiede — una notizia, una nuova funzione, un evento, un cambiamento normativo — ma non rappresenta un requisito universale.
Un tutorial che continua a risolvere correttamente un problema può mantenere valore anche dopo molto tempo.
Questo è anche il motivo per cui cambiare semplicemente la data di un articolo non costituisce una strategia Discover. L’aggiornamento deve corrispondere a un reale miglioramento del contenuto.
SafeSearch e contenuti che possono non essere consigliati
L’idoneità all’indicizzazione non garantisce che qualsiasi tipo di contenuto sia adatto al feed.
Discover cerca di mostrare materiali compatibili con un’esperienza basata sugli interessi e applica ulteriori filtri, oltre alle proprie norme sui contenuti.
Alcune tipologie di pagine possono quindi essere poco adatte alla superficie anche se perfettamente indicizzabili nella Ricerca.
Questo chiarisce una distinzione fondamentale:
indicizzabile su Google ≠ necessariamente adatto a Discover ≠ garantito in Discover.
Come apparire su Google Discover con un sito web
Non esiste una procedura di iscrizione al feed.
Una pagina può essere automaticamente idonea se è indicizzata da Google e rispetta le norme di Discover. Non sono richiesti dati strutturati o tag speciali per ottenere l’idoneità.
Se hai dubbi sull’indicizzazione, prima di ragionare su Discover conviene verificare come Google indicizza una pagina e come controllarla in Search Console.
Il punto più importante resta però questo: idoneità non significa presenza garantita.
Puoi soddisfare tutti i requisiti tecnici e non ricevere traffico dal feed.
Indicizzazione e norme Discover
Per essere candidabile, un contenuto deve essere nell’indice Google e rispettare le relative policy.
Non devi:
- inviare il sito a un programma separato;
- installare un plugin specifico per Discover;
- aggiungere uno schema markup “Discover”;
- creare una sitemap dedicata esclusivamente al feed.
Una volta soddisfatte le condizioni di base, è il sistema a decidere se e quando mostrare la pagina.
Immagini: dimensioni e max-image-preview:large
Le immagini meritano particolare attenzione, ma vanno spiegate correttamente.
Per favorire l’utilizzo di immagini grandi in Discover, Google raccomanda immagini:
- larghe almeno 1200 pixel;
- ad alta risoluzione;
- adatte a un rapporto panoramico vicino a 16:9;
- realmente rappresentative della pagina.
Google raccomanda inoltre di consentire le anteprime grandi attraverso max-image-preview:large oppure tramite AMP.
Un esempio comune è:
<meta name="robots" content="max-image-preview:large">
Attenzione però alla distinzione.
Il meta tag non è un requisito per rendere una pagina idonea a Discover. Serve a consentire a Google di utilizzare un’anteprima immagine più grande quando applicabile.
Google suggerisce inoltre di indicare correttamente l’immagine rappresentativa tramite og:image o markup appropriato e di evitare immagini generiche come il semplice logo del sito.
AMP e dati strutturati: cosa serve davvero
AMP non è obbligatorio per apparire su Discover.
La documentazione Google cita AMP come uno dei modi che consentono l’uso delle anteprime immagine grandi, ma questo è molto diverso dal dire che le pagine AMP ricevano automaticamente un vantaggio o che siano “fortemente raccomandate” per il ranking nel feed.
Lo stesso vale per i dati strutturati.
Google dice esplicitamente che non sono richiesti tag o structured data speciali per l’idoneità a Discover.
Utilizzare correttamente i dati strutturati può avere altre funzioni SEO e semantiche; non trasforma però una pagina in un risultato Discover.
Titoli, clickbait e contenuti originali
Il titolo deve rappresentare correttamente ciò che l’utente troverà dopo il clic.
Google sconsiglia esplicitamente:
- dettagli fuorvianti o esagerati nelle anteprime;
- informazioni volutamente omesse per stimolare un clic;
- sensazionalismo;
- tecniche che cercano di manipolare la curiosità.
Questo non significa scrivere titoli piatti.
Un buon titolo può essere specifico, interessante e capace di creare curiosità. Il confine viene superato quando la promessa visuale o testuale non corrisponde al contenuto reale.
Google raccomanda inoltre contenuti tempestivi rispetto agli interessi correnti, capaci di raccontare bene un tema o di offrire insight originali.
Originalità, approfondimento e competenza tematica
Un cambiamento importante nell’evoluzione di Discover è l’enfasi più esplicita sulla competenza relativa a uno specifico argomento.
In un core update dedicato al feed, Google ha spiegato di voler mostrare più contenuti approfonditi, originali e tempestivi provenienti da siti che i propri sistemi riconoscono come competenti sul tema trattato.
La parte interessante è che questa valutazione viene descritta topic by topic.
Un sito non deve quindi parlare di un solo argomento per tutta la sua esistenza. Può dimostrare competenza in più aree, purché ogni area abbia una reale profondità editoriale.
Questo è molto più utile della vecchia idea secondo cui basterebbe pubblicare con una determinata frequenza.
Per comprendere meglio la distinzione tra esperienza, competenza e presunti “fattori E-E-A-T”, puoi leggere anche la nostra guida all’E-E-A-T.
Follow, creator e nuovi formati nel feed
L’evoluzione di Discover sta inoltre aumentando il peso della relazione tra persona e fonte.
Google consente di seguire publisher e creator in alcune esperienze e ha ampliato i formati presenti nel feed includendo più contenuti provenienti da social e video.
Questo non autorizza a concludere che avere molti follower sia un fattore di ranking per un articolo.
La conseguenza più prudente è diversa: Google sta costruendo una superficie in cui contenuto, fonte e preferenze personali possono convivere più strettamente.
Per un publisher diventa quindi ancora più importante essere riconoscibile per ciò che pubblica, anziché cercare una serie di trucchi tecnici per una singola card.
Google Discover e SEO: i “fattori” che non possiamo dare per certi
Qui c’è una distinzione che vale più di qualsiasi checklist.
La documentazione Google offre raccomandazioni per aumentare la probabilità che un contenuto venga considerato adatto alla superficie. Non offre una formula completa dell’algoritmo.
Di conseguenza, osservare una correlazione nei dati di un sito non significa aver scoperto un ranking factor.
Bounce rate e dwell time non sono segnali Discover confermati
Non abbiamo una documentazione Google che permetta di affermare:
un bounce rate elevato fa perdere visibilità su Discover.
Lo stesso vale per il dwell time.
È perfettamente ragionevole voler creare una pagina utile, leggibile e capace di soddisfare il lettore. È invece un salto logico trasformare una metrica comportamentale in un fattore specifico del feed senza prove sufficienti.
La distinzione è:
buona esperienza utente = obiettivo editoriale sensato
non:
determinata metrica Analytics = fattore Discover dimostrato
Il CTR della Ricerca non è una scorciatoia documentata per Discover
Search e Discover fanno parte dell’ecosistema Google e possono utilizzare sistemi comuni, ma questo non significa che il CTR ottenuto nella SERP venga trasferito automaticamente come segnale di distribuzione nel feed.
Il CTR ha un valore operativo molto chiaro nei report: ti dice quante impressioni si trasformano in clic.
Usalo per analizzare come le persone reagiscono alle tue apparizioni.
Non trasformarlo però in una causalità non documentata del tipo:
CTR alto → Google amplia automaticamente la distribuzione del contenuto.
Pubblicare più spesso non garantisce maggiore visibilità
Google chiarisce che un sito può subire cambiamenti nel traffico Discover anche senza variazioni nella qualità o nella frequenza di pubblicazione.
Questo rende problematica qualsiasi regola come:
- pubblica ogni giorno;
- pubblica X articoli alla settimana;
- aggiorna continuamente le vecchie pagine;
- aumenta la frequenza per “far capire a Discover che il sito è attivo”.
La frequenza dovrebbe derivare dalla capacità reale di pubblicare qualcosa che merita di esistere.
Per un progetto editoriale è molto più sostenibile costruire copertura e competenza reale su un cluster che aumentare artificialmente il numero di articoli.
Come monitorare Google Discover in Search Console
Se il tuo sito riceve traffico da Discover, puoi analizzarlo attraverso il report dedicato in Search Console.
Questo report non deve essere confuso con il normale report dei risultati di ricerca.
Se vuoi approfondire lo strumento nel suo complesso, trovi qui la nostra guida a Google Search Console.
Il report Discover: impressioni, clic e CTR
Il report permette di osservare principalmente:
- impressioni;
- clic;
- CTR;
- contenuti che hanno ottenuto visibilità nel feed.
Google mantiene i dati Discover per la finestra prevista dal report e mostra la sezione solo quando il sito raggiunge una soglia minima di impressioni.
Di conseguenza, non vedere il report Discover non dimostra che il sito sia penalizzato o configurato male.
Potresti semplicemente non avere ancora abbastanza dati perché il report venga mostrato.
Perché il report Discover non va confuso con i risultati di ricerca
Un errore frequente consiste nel filtrare una pagina nel normale report “Risultati di ricerca”, vedere migliaia di impressioni e interpretarle come traffico Discover.
Sono dati diversi.
Il report Web misura le apparizioni nei risultati della Ricerca. Il report Discover misura le apparizioni sulla relativa superficie.
Per analizzare una pagina devi quindi mantenere separati almeno:
Search → query, clic, impressioni, CTR, posizione
e:
Discover → clic, impressioni e CTR del feed
È una separazione indispensabile soprattutto quando stai cercando di capire se una riscrittura editoriale abbia migliorato Search, Discover o entrambe.
Platform Properties per contenuti social e video
Search Console non è più limitata alla classica relazione “dominio → pagine web”.
Le Platform Properties permettono anche di monitorare come contenuti pubblicati su piattaforme supportate, tra cui Instagram, TikTok, X e YouTube, vengono scoperti attraverso superfici Google come Search, Discover e Google News.
Per publisher, brand e creator è un cambiamento utile perché consente di leggere una parte più ampia della propria presenza nell’ecosistema Google.
Non sostituisce però la proprietà del sito e non va mescolato indiscriminatamente con i dati delle pagine web.
Perché il traffico Discover è più volatile del traffico Search
Google dice esplicitamente che il traffico proveniente da Discover è meno prevedibile e affidabile rispetto alle visite generate dalle query.
Le ragioni possono includere:
- cambiamenti negli interessi delle persone;
- variazioni nei tipi di contenuto mostrati;
- aggiornamenti dei sistemi Google;
- evoluzione della stessa esperienza Discover.
Questo porta a una conseguenza strategica importante.
Se una pagina riceve improvvisamente molto traffico dal feed, non conviene costruire previsioni lineari pensando che lo stesso livello continuerà indefinitamente.
Discover può essere una fonte di distribuzione molto interessante, ma dovrebbe essere considerato complementare al traffico Search, non un sostituto della domanda intercettata attraverso le query.
Domande frequenti su Google Discover
Serve AMP per apparire su Google Discover?
No. AMP non è un requisito per essere idonei a Discover.
Google richiede fondamentalmente che il contenuto sia indicizzato e rispetti le policy applicabili. AMP è citato tra le modalità che possono consentire determinate anteprime immagine, ma non è una condizione generale per comparire nel feed.
Un articolo vecchio può comparire in Discover?
Sì.
Google specifica che anche contenuti meno recenti possono essere mostrati quando sono ancora utili e pertinenti rispetto agli interessi della persona.
Un articolo non deve quindi essere necessariamente appena pubblicato. Deve però continuare a essere corretto e utile per il tema che tratta.
Perché non vedo il report Discover in Search Console?
Il report viene mostrato quando la proprietà raggiunge la soglia minima di impressioni richiesta.
L’assenza della sezione non significa quindi automaticamente che ci sia un problema tecnico.
Inoltre, non usare il normale report dei risultati Web come sostituto: le due superfici misurano cose differenti.
Posso disattivare completamente il feed personalizzato?
Sì. Nell’app Google puoi disattivare Discover dalle impostazioni generali.
In alcuni paesi e lingue è possibile controllare anche la visualizzazione del feed sulla home di google.com da mobile.
Se invece vuoi continuare a utilizzare Discover ma ridurre la personalizzazione, conviene intervenire sulle relative impostazioni e sugli interessi anziché spegnere interamente il feed.
Google Discover garantisce traffico a un sito?
No.
Essere indicizzati e rispettare le policy rende un contenuto idoneo, ma Google chiarisce che questo non garantisce che venga effettivamente mostrato.
Anche un sito che riceve traffico Discover può inoltre sperimentare oscillazioni molto ampie.
Per questo non costruirei mai una strategia editoriale basata sulla promessa di “entrare in Discover”. Costruirei invece contenuti utili, originali, riconoscibili per argomento e tecnicamente accessibili, lasciando al feed il ruolo di canale aggiuntivo di distribuzione.
Conclusione
Google Discover è più semplice da capire quando smettiamo di trattarlo come un motore di ricerca tradizionale senza casella di testo.
Per l’utente è un feed personalizzato che prova a far emergere contenuti coerenti con i suoi interessi, lasciandogli la possibilità di modificare preferenze, argomenti e fonti o di disattivare completamente la funzione.
Per chi pubblica contenuti, invece, la distinzione decisiva è tra idoneità e distribuzione. Essere indicizzati, rispettare le policy e utilizzare correttamente immagini e anteprime mette una pagina nelle condizioni tecniche appropriate; non garantisce che quella pagina venga selezionata.
La strategia più solida non consiste quindi nel rincorrere presunti segnali come dwell time, bounce rate o frequenze di pubblicazione arbitrarie. Consiste nel creare contenuti originali e realmente utili, sviluppare competenza riconoscibile sugli argomenti trattati, usare titoli e immagini coerenti con ciò che la pagina offre e misurare Search e Discover separatamente.
Se il feed non compare sul tuo telefono, parti dalle impostazioni. Se invece vuoi capire perché il tuo sito non riceve visibilità, parti dai dati e dai requisiti confermati prima di cercare spiegazioni nell’algoritmo.
