DistroKid parte da una proposta facile da capire: paghi un abbonamento annuale e puoi distribuire un numero illimitato di brani su Spotify, Apple Music e molte altre piattaforme. È anche il motivo per cui, a una prima occhiata, il confronto con altri distributori sembra ridursi al prezzo.

In realtà, il costo dell’abbonamento è solo una parte della decisione. Il piano scelto cambia il controllo che hai sulla pubblicazione, alcuni servizi hanno costi aggiuntivi, il prelievo dei guadagni comporta commissioni e la permanenza delle release dopo la cancellazione richiede particolare attenzione.

Per capire se DistroKid conviene, quindi, bisogna guardare al modello completo: quanta musica pubblichi, quante identità artistiche gestisci, quanto controllo vuoi sulla release e quali extra utilizzerai davvero.

Cos’è DistroKid e che ruolo ha nella distribuzione musicale digitale

DistroKid è un distributore musicale digitale, o aggregatore. Riceve dall’artista i file audio, la copertina e i metadati della release e li consegna ai servizi musicali supportati.

La documentazione ufficiale elenca piattaforme come Spotify, Apple Music, YouTube Music, Amazon, Deezer, TIDAL, TikTok e numerosi altri servizi.

Questo passaggio è importante perché DistroKid non va confuso con una piattaforma sulla quale l’utente finale ascolta direttamente la tua musica.

DistroKid non è Spotify: distributore e piattaforma di streaming fanno lavori diversi

Spotify è una destinazione della distribuzione. DistroKid è uno degli intermediari che può consegnare la tua release a Spotify e agli altri servizi compatibili.

In pratica, il flusso è:

artista → distributore → servizi di streaming e store → ascoltatore

Flusso della musica da DistroKid alle piattaforme di streaming fino alle royalties
Schema del flusso dalla pubblicazione dell’artista alla distribuzione sugli store e al successivo accredito delle royalties.

Questo spiega anche perché non trovi normalmente un pulsante universale per caricare autonomamente lo stesso master su tutti i principali servizi: il distributore gestisce la consegna, parte della standardizzazione dei metadati e il successivo flusso economico delle royalties della registrazione.

A chi serve: artisti, band, produttori ed etichette

Il modello DistroKid diventa particolarmente interessante quando pubblichi più release durante l’anno, perché i piani principali consentono caricamenti musicali illimitati.

Non significa però che sia automaticamente la scelta migliore per ogni artista. Chi pubblica un singolo ogni tanto ha una struttura di costi diversa rispetto a chi pubblica ogni mese. Allo stesso modo, un artista singolo ha esigenze differenti da un piccolo roster o da un’etichetta che deve gestire più nomi.

La prima domanda da farti, quindi, non è semplicemente “quanto costa DistroKid?”, ma quante release e quanti artisti devo realmente gestire?

Come funziona DistroKid: dal file audio alla pubblicazione

Il workflow di base è piuttosto lineare. Prepari la release, inserisci i dati richiesti, scegli i servizi di destinazione e DistroKid inoltra il materiale alle piattaforme.

La pagina ufficiale presenta il processo come selezione dell’abbonamento, caricamento delle tracce e successiva distribuzione verso le piattaforme supportate.

Cosa preparare prima dell’upload: master, copertina e metadati

Prima di arrivare al distributore dovresti avere almeno:

  • file audio definitivo;
  • copertina;
  • titolo della release e dei brani;
  • nome dell’artista;
  • autori e collaboratori;
  • genere e altre informazioni richieste;
  • eventuali crediti e dati specifici della pubblicazione.

Non è un dettaglio amministrativo. Errori nel nome artista, nei credits o negli altri metadati possono rendere più complicato correggere una release quando è già stata consegnata a più servizi.

Il distributore è quindi l’ultimo anello operativo prima della distribuzione, non il posto ideale in cui decidere all’ultimo momento come chiamare l’artista o quale versione del master utilizzare.

Dove viene distribuita la musica

DistroKid dichiara una distribuzione verso oltre 150 piattaforme e permette di raggiungere i principali servizi musicali.

Questa copertura va letta nel contesto giusto. Essere presenti su molti store è utile, ma il numero totale di destinazioni non dovrebbe diventare l’unico criterio di scelta: per molti artisti contano di più Spotify, Apple Music, YouTube Music, Amazon Music, TikTok e gli altri servizi effettivamente utilizzati dal proprio pubblico.

Esiste inoltre un modello diverso, rappresentato per esempio da SoundCloud, nel quale piattaforma, audience, strumenti per artisti e distribuzione convivono nello stesso ecosistema.

Date di uscita e controllo della release: perché il piano scelto conta

Qui emerge una differenza meno evidente tra i piani DistroKid.

Il piano Musician consente di distribuire musica, ma la data di pubblicazione personalizzabile è disponibile da Musician Plus in su. Musician Plus aggiunge anche data di preordine personalizzabile, statistiche giornaliere, nome dell’etichetta configurabile e altre funzioni di controllo.

È un dettaglio che cambia il significato del “piano base”.

Se devi semplicemente pubblicare musica senza costruire una campagna attorno a una data precisa, Musician può essere sufficiente. Se invece coordini pre-save, comunicazione social, pitching e lancio, la possibilità di controllare la data può avere più valore della differenza di prezzo fra i primi due piani.

Prezzi DistroKid: Musician, Musician Plus e Ultimate

La pagina italiana di DistroKid mostra al momento questi prezzi annuali in dollari: 24,99 $ per Musician, 44,99 $ per Musician Plus e 89,99 $ per Ultimate nella configurazione iniziale mostrata.

PianoPrezzo annuale mostratoArtistiDifferenza pratica principale
Musician24,99 $1distribuzione essenziale e release illimitate
Musician Plus44,99 $2controllo data release, label, statistiche e altre personalizzazioni
Ultimateda 89,99 $5+gestione multi-artista e funzioni più avanzate

I prezzi sono informazioni volatili: prima dell’acquisto conviene sempre controllare la pagina ufficiale dei piani DistroKid.

Musician: quando il piano base basta davvero

Musician ha senso se gestisci un solo artista e vuoi principalmente caricare release senza limiti.

Include inoltre funzioni come gli Split delle royalties e l’accesso agli strumenti promozionali previsti dal piano.

Il limite più importante non è quindi il numero di brani. È il minore controllo operativo rispetto al piano successivo.

Se pubblichi musica senza una strategia basata su date precise, preordini e reporting più granulare, quel limite può essere irrilevante. Se invece ogni release è coordinata con una campagna, Musician rischia di essere economico sulla carta ma meno adatto al workflow.

Musician Plus: quando programmazione e controllo giustificano il salto

Musician Plus gestisce due artisti o band e aggiunge, tra le altre cose:

  • statistiche giornaliere;
  • nome dell’etichetta personalizzabile;
  • data di pubblicazione personalizzabile;
  • data di preordine personalizzabile;
  • prezzi iTunes personalizzabili;
  • codici ISRC personalizzabili.

Per molti artisti indipendenti il vero confronto non è quindi “Musicista costa meno di Plus”, ma “mi serve controllare il rollout della release?”

Se la risposta è sì, Musician Plus diventa spesso il piano da usare come riferimento economico reale.

Ultimate: quando servono più artisti e funzioni di gestione

Ultimate parte dalla gestione di almeno cinque artisti o band e può arrivare a configurazioni più ampie. Aggiunge inoltre strumenti orientati a chi gestisce un catalogo o più progetti, come funzioni analitiche e di monitoraggio aggiuntive.

Non lo sceglierei per un singolo artista solo perché è il piano superiore. Ha senso quando il problema da risolvere è realmente multi-artista.

È un buon esempio del principio che dovrebbe guidare tutta la scelta: non comprare il piano con più funzioni, ma quello che elimina un limite concreto del tuo workflow.

Il costo reale di DistroKid oltre l’abbonamento

Il listino dei tre piani non racconta l’intero costo potenziale.

DistroKid offre diversi Album Extra. Alcuni sono ricorrenti, altri una tantum; alcuni servono solo a scenari specifici. Non sono obbligatori per la distribuzione ordinaria, con le eccezioni e condizioni indicate dal servizio.

ExtraCosto indicatoFrequenzaQuando può servire
Discovery Pack0,99 $ per branoannualedatabase di riconoscimento e discovery
Store Maximizer7,95 $ per albumannualeinvio automatico ai nuovi store aggiunti
Social Media Pack4,95 $ singolo / 14,95 $ album + 20% ricavi adsannualemonetizzazione di determinati usi UGC
Beatport9,99 $mensiledistribuzione su Beatport per musica idonea
Licenza cover12 $ per coverannualegestione della licenza per cover
Leave a Legacy29 $ singolo / 49 $ albumuna tantum per releasemantenere la release online in determinate condizioni dopo mancato rinnovo/cancellazione

Questi dati provengono dall’elenco ufficiale degli Album Extra e possono cambiare.

Album Extras: ricorrenti e una tantum non vanno sommati alla cieca

Non avrebbe senso calcolare il “costo reale di DistroKid” aggiungendo automaticamente tutti gli extra al piano.

Un artista che non pubblica cover, non distribuisce musica elettronica su Beatport e non vuole particolari servizi di monetizzazione social non sosterrà quei costi.

Il confronto utile è un altro:

abbonamento necessario + extra che userai davvero + costi di incasso + eventuale costo per mantenere il catalogo secondo il tuo scenario.

Questo modello evita sia di sottostimare DistroKid guardando solo il prezzo di ingresso, sia di sovrastimarlo sommando servizi opzionali che non utilizzeresti.

Leave a Legacy e il costo della permanenza del catalogo

Leave a Legacy merita un ragionamento separato perché interviene sul costo di uscita.

L’extra viene applicato alla singola release. DistroKid chiarisce che non sostituisce l’abbonamento mentre questo è attivo e che non è un pagamento unico capace di coprire automaticamente tutto il catalogo.

Se hai molte release e vuoi garantirne la permanenza anche dopo la cancellazione del servizio, la struttura economica può quindi diventare molto diversa da quella che suggerisce il semplice canone annuale.

Social Media Pack: costo annuale e trattenuta sui ricavi

Il Social Media Pack serve a monetizzare determinati contenuti generati dagli utenti nei quali viene identificata la tua musica.

DistroKid indica sia un costo annuale per pubblicazione sia una trattenuta del 20% sui ricavi generati da questa specifica monetizzazione.

È importante distinguerla dalle royalties standard provenienti dagli store. Dire semplicemente “DistroKid trattiene il 20%” sarebbe sbagliato; dire “DistroKid non trattiene mai nulla” sarebbe altrettanto incompleto.

Commissioni di prelievo e cambio valuta

Quando trasferisci i guadagni dalla DistroKid Bank viene utilizzato Tipalti e il metodo di pagamento scelto può comportare una commissione.

Per un trasferimento locale/eCheck/SEPA fuori dagli Stati Uniti, il centro assistenza indica attualmente 5,35 $ per pagamento. Può inoltre essere applicata una commissione di cambio fino al 3% quando la valuta del pagamento è diversa da quella del Paese selezionato.

Anche questo non rende DistroKid “caro” in assoluto. Significa semplicemente che per confrontare distributori diversi bisogna osservare come il denaro entra ed esce dal sistema, non soltanto il prezzo esposto nella pagina iniziale.

Royalties DistroKid: cosa significa davvero “100% dei guadagni”

DistroKid afferma di non trattenere una percentuale dalle somme che riceve dagli store per le normali vendite e riproduzioni. I guadagni allocati all’artista vengono trasferiti alla DistroKid Bank, al netto degli elementi esterni applicabili come commissioni bancarie e imposte.

Questa è la base del claim “mantieni il 100%”.

Recording royalties, commissioni degli store e DistroKid Bank

Qui bisogna distinguere tre livelli:

  1. quanto genera lo store;
  2. quanto lo store attribuisce alla tua registrazione;
  3. quanto ricevi tramite il distributore.

DistroKid non promette che ogni stream abbia un valore fisso e universale. I servizi comunicano i ricavi con tempistiche differenti e il centro assistenza spiega che i report possono arrivare mesi dopo il periodo in cui sono avvenuti gli ascolti.

Il “100%” riguarda quindi la quota che DistroKid riceve dagli store e attribuisce a te nell’ambito descritto dal servizio, non una percentuale del prezzo di abbonamento dell’ascoltatore né un pagamento fisso per stream.

Split delle royalties e pagamenti ai collaboratori

La funzione Split permette di assegnare percentuali dei guadagni di una release a collaboratori, produttori, membri della band, manager e altri soggetti.

DistroKid può trattenere temporaneamente la quota assegnata a un collaboratore finché questo non accetta l’invito. Per chi non possiede un abbonamento completo esistono inoltre opzioni specifiche per ricevere gli Split.

La funzione è utile soprattutto quando il problema non è semplicemente “quanto incassa il brano”, ma come evitare di gestire manualmente ogni pagamento ai collaboratori.

Composition royalties e perché sono un flusso diverso

Le royalties generate dalla registrazione sonora e quelle generate dalla composizione non sono la stessa cosa.

Le prime riguardano il master, cioè la registrazione. Le composition royalties riguardano invece musica e testo come opera. DistroKid chiarisce che queste ultime possono essere raccolte tramite DistroKid Publishing per gli utenti e le opere idonee.

Questa distinzione è fondamentale perché il fatto che DistroKid distribuisca il tuo master non significa automaticamente che stia raccogliendo ogni possibile diritto economico collegato alla composizione.

Cosa succede se annulli DistroKid o non rinnovi

Questo è uno dei punti che controllerei prima di scegliere DistroKid, soprattutto se stai costruendo un catalogo destinato a rimanere online a lungo.

Il centro assistenza è esplicito: se non rinnovi l’abbonamento, la musica viene rimossa dai servizi, salvo i meccanismi previsti per le release alle quali è stato aggiunto Leave a Legacy.

Quando le release possono essere rimosse dagli store

L’abbonamento si rinnova annualmente. Se il pagamento non viene completato, DistroKid prevede notifiche e procedure di ripristino, ma la logica di fondo resta quella di un servizio in abbonamento.

Per chi pubblica molto può essere un buon compromesso: un canone annuale mantiene un ampio catalogo dentro lo stesso modello distributivo.

Per chi pubblica pochissime release e vuole invece pagare una sola volta senza dipendere da un rinnovo annuale, questa caratteristica può diventare un criterio per valutare un’alternativa.

Leave a Legacy: cosa protegge e cosa non sostituisce

Leave a Legacy evita che la release a cui è associato venga rimossa a causa delle condizioni specificate da DistroKid e permette di mantenerla disponibile anche dopo la cancellazione dell’abbonamento, salvo rimozione volontaria.

Ma ci sono due limiti da ricordare:

si applica alla release, non automaticamente all’intero catalogo;

non sostituisce il normale abbonamento annuale mentre l’account resta attivo.

Per un catalogo ampio, quindi, la domanda non è soltanto “quanto costa Leave a Legacy?”, ma su quante release avresti realmente bisogno di attivarlo?

Cambiare distributore non equivale a cancellare l’abbonamento

Se vuoi spostare il catalogo, trattalo come una migrazione e non come una semplice cancellazione.

Prima viene la nuova distribuzione e la verifica che le release siano correttamente presenti; solo dopo ha senso gestire la rimozione dal vecchio distributore secondo le procedure applicabili. Anche altri operatori documentano workflow specifici per trasferire un catalogo da un distributore a un altro.

Il principio pratico è semplice: non usare il pulsante “cancella abbonamento” come se fosse uno strumento di migrazione.

Oltre la distribuzione: HyperFollow, Mixea, DistroVid, Direct e Publishing

DistroKid si è allargato oltre la funzione originaria di consegnare file musicali agli store.

Alcuni strumenti sono inclusi nell’ecosistema distributivo; altri sono servizi separati o richiedono condizioni specifiche.

HyperFollow e gli strumenti per accompagnare una release

HyperFollow crea una pagina che raccoglie collegamenti verso i servizi di streaming e permette di iniziare a promuovere una release anche prima della pubblicazione.

Per ogni caricamento viene generata una pagina HyperFollow e il link rimane stabile mentre la pagina viene aggiornata con le destinazioni disponibili.

È una funzione interessante soprattutto perché collega distribuzione e promozione senza obbligarti a costruire manualmente una nuova landing per ogni singola release.

Non sostituisce una strategia di lancio, ma elimina una parte del lavoro operativo.

Mixea, DistroVid e DistroKid Direct

Mixea è il servizio di mastering online di DistroKid. Funziona con un abbonamento separato e permette di masterizzare più tracce scegliendo tra differenti elaborazioni.

DistroVid è invece dedicato alla distribuzione di video musicali verso piattaforme supportate come Apple Music, Vevo, Spotify, Amazon Music, Boomplay e TIDAL. È un servizio distinto dalla normale distribuzione musicale.

DistroKid Direct riguarda il merchandising fisico: permette di creare prodotti utilizzando l’artwork musicale, senza gestire direttamente magazzino e spedizioni. Secondo DistroKid, l’artista mantiene il profitto al netto dei costi di produzione e spedizione.

Queste funzioni mostrano bene la direzione della piattaforma: il distributore rimane il centro, ma attorno stanno crescendo servizi per più fasi dell’attività dell’artista.

DistroKid Publishing: cosa aggiunge alle royalties della registrazione

DistroKid Publishing opera come servizio di amministrazione editoriale. Registra le opere presso le organizzazioni pertinenti, raccoglie le royalties di composizione idonee e le convoglia nella DistroKid Bank. L’autore mantiene la proprietà dei propri diritti.

La disponibilità non è ancora universale. Il centro assistenza indica attualmente requisiti legati al numero di canzoni già distribuite con DistroKid e specifiche condizioni di idoneità delle opere.

Perciò non considererei Publishing una funzione automaticamente inclusa nella normale distribuzione. È un livello ulteriore da valutare se sei anche autore delle composizioni e vuoi affrontare il problema delle royalties editoriali.

DistroKid e musica AI: diritti, credits e regole

DistroKid consente la distribuzione di musica realizzata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, ma questo non significa che accetti qualsiasi output generato.

La policy ufficiale richiede che tu possieda i diritti necessari, vieta l’imitazione non autorizzata dell’identità altrui, esclude lo spam massivo creato per manipolare le piattaforme e impone il rispetto dei diritti di terzi.

Quando DistroKid accetta musica generata con AI

La distinzione utile è tra strumento utilizzato e diritti sul risultato.

Avere creato un brano con Suno, Udio o un altro sistema non rende automaticamente quella traccia distribuibile.

Devi verificare che l’utilizzo fatto dello strumento ti attribuisca i diritti necessari e che il risultato non violi diritti altrui. Il distributore può inoltre dover rispettare le policy dei singoli servizi di streaming, che rimangono soggetti distinti.

Questo è uno dei motivi per cui “DistroKid accetta AI” non equivale a “qualsiasi brano AI verrà accettato ovunque”.

Come funzionano i credits IA

DistroKid permette di dichiarare che testo, musica, tutto l’audio o parte dell’audio sono stati generati con intelligenza artificiale.

Il servizio distingue inoltre l’AI generativa da strumenti come correzione dell’intonazione, mixing assistito o altri workflow nei quali l’AI aiuta il processo senza generare direttamente la parte creativa indicata.

È una distinzione utile perché l’informazione può entrare nei metadata inviati ai servizi che supportano questi credits.

Diritti e policy contano più dell’etichetta “AI”

Per un artista il controllo principale resta quindi giuridico e contrattuale: hai effettivamente il diritto di distribuire quel contenuto?

DistroKid richiede il possesso dei diritti necessari e vieta imitazioni e violazioni. Le piattaforme destinatarie possono inoltre applicare le proprie regole e rifiutare o rimuovere una pubblicazione che non le rispetta.

L’AI cambia il processo creativo, ma non elimina la responsabilità su ciò che viene pubblicato.

DistroKid conviene? Pro, contro e scelta per scenario

DistroKid non è “il miglior distributore musicale” in senso assoluto. È molto competitivo in alcuni scenari e meno adatto in altri.

Il vantaggio più chiaro è il rapporto tra abbonamento annuale e release illimitate. I limiti emergono quando entrano in gioco extra, esigenze specifiche di controllo, più artisti o la volontà di mantenere un catalogo senza dipendere da un rinnovo.

ScenarioFit DistroKidPerché
un artista, molte releasealtocosto annuale e upload illimitati
un artista con rollout pianificatialto con Musician Pluscontrollo su date e release
più artisti o piccolo rostermedio-alto con Ultimategestione multi-artista
pochissime releaseda confrontareil vantaggio dell’illimitato pesa meno
catalogo da mantenere senza rinnovoda valutare attentamenteentra in gioco Leave a Legacy o un modello alternativo
molti collaboratorialtoSplit può ridurre lavoro amministrativo
musica AI con diritti chiaricompatibileaccettata entro le policy previste
bisogno di community integratamedioaltri ecosistemi possono offrire un modello diverso

Quando ha più senso

DistroKid è particolarmente convincente se pubblichi con una certa frequenza.

Una volta pagato il piano, non devi acquistare ogni nuova release come prodotto distributivo separato. Più il tuo calendario editoriale musicale è intenso, più questa struttura diventa intuitiva.

Lo stesso vale se utilizzi Split, strumenti promozionali e le altre funzioni dell’ecosistema.

Quando ha meno senso

Il vantaggio diminuisce se pubblichi raramente.

Con una o poche release, un modello a pagamento singolo può diventare più semplice da confrontare, soprattutto se il tuo obiettivo è mantenere il catalogo online senza un abbonamento annuale.

Anche gli extra contano: se le funzioni che ti servono trasformano sistematicamente il costo base in una spesa molto più alta, devi confrontare il totale e non il prezzo iniziale.

Più artisti ed etichette: cambia il criterio di scelta

Quando gestisci più progetti, il costo non è più l’unico problema. Entrano in gioco gestione del roster, statistiche, attribuzione, workflow e controllo delle release.

In questo scenario Ultimate va confrontato con i piani professionali delle alternative, non con il loro prodotto entry-level.

La domanda corretta diventa:

quanto mi costa gestire tutti gli artisti con le funzioni di cui ho bisogno, non quanto costa il piano più economico del sito?

Alternative a DistroKid: TuneCore, CD Baby e SoundCloud

Il mercato della distribuzione musicale utilizza modelli economici differenti. Per questo una classifica secca rischia di essere meno utile di una comparazione per scenario.

Abbonamento annuale, pagamento per release e piattaforma ibrida

TuneCore combina piani Unlimited e una modalità pay-per-release. I piani Unlimited partono attualmente da 24,99 $ annui, con livelli superiori che aggiungono altre funzioni.

CD Baby utilizza invece una struttura molto diversa: pagamento una tantum per release, senza abbonamento annuale. Al momento indica 9,99 $ per un singolo e 14,99 $ per un album, trattenendo il 9% dei ricavi della distribuzione digitale.

SoundCloud integra la distribuzione dentro un ecosistema che comprende pubblicazione diretta sulla piattaforma, pubblico, analytics, monetizzazione e strumenti per artisti. Artist e Artist Pro includono differenti livelli di distribuzione e funzionalità.

ModelloPunto forteTrade-off principale
DistroKidrelease illimitate con abbonamentorinnovo + possibili extra
TuneCorepiù modalità e piani distributivistruttura da confrontare funzione per funzione
CD Babypagamento una tantum per releasepercentuale sui ricavi digitali
SoundCloudpiattaforma artista + distribuzionemodello meno “distributore puro”

Quale alternativa valutare in base a frequenza, catalogo e monetizzazione

Se pubblichi frequentemente, DistroKid e i piani Unlimited di TuneCore sono il confronto più naturale.

Se pubblichi molto poco e vuoi evitare una sottoscrizione annuale, CD Baby introduce una logica diversa: paghi la singola release e accetti una percentuale sui ricavi.

Se invece per te distribuzione e presenza sulla piattaforma devono convivere nello stesso ambiente, SoundCloud merita un confronto separato.

La differenza non è soltanto tariffaria. Sono tre modi diversi di costruire il rapporto fra artista, catalogo e distributore.

Decision matrix: DistroKid o alternativa?

La scelta può essere ridotta a quattro domande:

  1. Quante release prevedi di pubblicare?
  2. Hai bisogno di controllare data e rollout?
  3. Vuoi mantenere il catalogo senza dipendere da un abbonamento?
  4. Ti interessa un distributore puro oppure un ecosistema che integri anche audience e strumenti creativi?

Se pubblichi molto, la matematica delle release illimitate favorisce DistroKid.

Se la frequenza è bassa, il vantaggio si riduce e il modello per-release diventa più competitivo.

Se pianifichi campagne strutturate, non confrontare il piano Musician con il concorrente sbagliato: usa Musician Plus come riferimento, perché è lì che compaiono alcune funzioni essenziali per il rollout.

Se per te la permanenza del catalogo è una priorità, considera quel requisito prima dell’acquisto e non quando decidi di lasciare il servizio.

Conclusione

DistroKid ha una proposta forte: release illimitate, costi di ingresso contenuti e un ecosistema sempre più ampio attorno alla distribuzione.

Il punto, però, è scegliere il piano sulla base del workflow reale.

Per un artista che pubblica spesso, Musician può essere molto conveniente. Se devi controllare le date e costruire campagne attorno alle uscite, Musician Plus è un riferimento più realistico. Ultimate comincia ad avere senso quando gestisci più artisti.

Prima di decidere controllerei soprattutto tre cose: quali extra userai, come vuoi gestire il catalogo se un giorno lasci il servizio e quanto ti costerà concretamente ricevere e amministrare i guadagni.

È qui che DistroKid passa dall’essere semplicemente “economico” all’essere, oppure no, il distributore adatto al tuo modo di pubblicare musica.