Se stai cercando Sendinblue, la prima cosa da sapere è semplice: Sendinblue oggi si chiama Brevo. Il cambio di nome è avvenuto nel 2023, ma la piattaforma non si è limitata a sostituire logo e identità visiva. Nel frattempo è diventata una suite molto più ampia che riunisce email marketing, marketing automation, messaggistica transazionale, CRM e vendite, SMS, WhatsApp, chat, gestione dei dati cliente e funzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Questa evoluzione cambia anche il modo in cui Brevo va valutato. Confrontarlo con altri servizi soltanto in base al prezzo di una newsletter significa ormai osservare una parte del prodotto. Allo stesso tempo, sarebbe un errore considerare automaticamente migliore una piattaforma solo perché integra più funzioni.

Brevo è particolarmente interessante se vuoi concentrare marketing, comunicazioni transazionali, automazioni e parte della gestione commerciale nello stesso ecosistema. Ha meno senso se cerchi esclusivamente lo strumento più semplice per inviare newsletter, oppure se le tue esigenze richiedono automazioni, CRM o funzionalità ecommerce molto specialistiche.

In questa recensione vedremo quindi cos’è Brevo, cosa è rimasto della vecchia Sendinblue, quanto costa, quali sono i suoi limiti reali e quando conviene rispetto a Mailchimp, ActiveCampaign, GetResponse e altre alternative.

Brevo in breve: cos’è e a chi conviene

Brevo è una piattaforma per gestire comunicazione, marketing e relazione con clienti e prospect attraverso più canali. L’email marketing rimane uno dei suoi componenti centrali, ma oggi convive con automazioni, messaggi transazionali, SMS, WhatsApp, strumenti commerciali, chat, meeting, gestione dei dati e funzioni AI.

Per capire dove si colloca, può essere utile distinguere il software dalla disciplina: se vuoi approfondire strategie, segmentazione, campagne e metriche, nella nostra guida all’email marketing trovi il quadro completo indipendentemente dalla piattaforma utilizzata.

Brevo, invece, è uno degli strumenti con cui quelle strategie possono essere implementate.

Il verdetto: quando sceglierei Brevo

Lo prenderei seriamente in considerazione soprattutto in quattro situazioni:

  • vuoi gestire newsletter, automazioni ed email transazionali nello stesso ambiente;
  • vuoi affiancare all’email SMS, WhatsApp o altri touchpoint;
  • vuoi unire le attività marketing a una gestione commerciale dei contatti senza partire immediatamente da un CRM enterprise;
  • gestisci WordPress o WooCommerce e vuoi collegare sito, contatti, ordini e comunicazioni.

Non lo sceglierei automaticamente, invece, soltanto perché il prezzo di ingresso è basso. Il modello tariffario è diventato più articolato e numero di contatti, volume di invio, funzionalità, utenti e add-on possono cambiare parecchio il costo effettivo.

I principali pro e contro

ProContro
Email marketing, automazioni, transazionale, sales e conversazioni nello stesso ecosistemaIl pricing non dipende più semplicemente dagli invii
Piano Free realmente utilizzabile per iniziareAutomazioni e altre funzioni hanno limiti diversi in base al piano
SMS, WhatsApp e API affiancano l’emailAlcune funzioni avanzate richiedono piani elevati o add-on
Buona integrazione tra dati, campagne e pipeline commercialeL’ampiezza della piattaforma aumenta anche la complessità
Plugin e integrazioni per WordPress e WooCommerceNon è necessariamente la scelta migliore per ecommerce molto avanzato
Funzioni AI integrate e server MCPMolte funzioni AI hanno valore solo se inserite in processi realmente utili
Buone valutazioni complessive sulle principali piattaforme di recensioneEsistono anche critiche su sospensioni account, supporto e variazioni di prezzo

La conseguenza è importante: Brevo non va giudicato come “il vecchio Sendinblue con più funzioni”, ma come una piattaforma modulare il cui valore dipende da quante parti dell’ecosistema utilizzerai davvero.

Sendinblue oggi si chiama Brevo: cosa è cambiato davvero

Sendinblue nasce nel 2012 con una forte specializzazione nell’email marketing. Il nome stesso richiamava l’idea dell’invio, e per molti utenti il brand è ancora associato a newsletter, campagne email e marketing automation.

Nel maggio 2023 l’azienda ha annunciato ufficialmente il passaggio da Sendinblue a Brevo. Nella comunicazione sul rebranding, Brevo spiegava che l’identità precedente non rappresentava più un prodotto diventato progressivamente una suite dedicata alla relazione con il cliente su più canali.

Questo chiarisce anche una delle query che continua a generare molte ricerche: Brevo e Sendinblue sono la stessa piattaforma dal punto di vista della continuità del prodotto e dell’azienda; Sendinblue è il vecchio nome, Brevo quello attuale.

Perché Sendinblue è diventato Brevo

Il rebranding riflette principalmente un cambiamento di posizionamento.

Una piattaforma nata intorno all’invio di email si era progressivamente estesa verso:

  • marketing automation;
  • CRM e gestione delle opportunità;
  • SMS e WhatsApp;
  • messaggistica transazionale;
  • chat e conversazioni;
  • meeting e telefonia;
  • gestione e unificazione dei dati cliente.

Continuare a presentarla esclusivamente come “software per newsletter” sarebbe quindi riduttivo.

Cosa è rimasto di Sendinblue e cosa è cambiato

La continuità è evidente nelle funzioni che hanno costruito la notorietà di Sendinblue: campagne email, gestione dei contatti, template, segmentazione, automazioni e invio transazionale rimangono centrali.

È il perimetro ad essersi allargato.

Oggi la Marketing Platform di Brevo include email marketing, SMS, WhatsApp, automazioni, moduli, landing page, notifiche push e funzioni AI. A queste si affiancano prodotti dedicati a vendite, messaggistica transazionale, Conversations e Data Platform.

Il vecchio brand rimane quindi utile per capire da dove arriva il prodotto. Per valutarlo oggi, però, è Brevo l’entità da osservare.

Come funziona Brevo oggi: piattaforme e funzionalità principali

Uno dei vantaggi del modello Brevo è la possibilità di iniziare da funzioni relativamente semplici e aggiungere complessità quando serve.

Questo, però, richiede una distinzione importante: non tutte le funzioni sono incluse con gli stessi limiti in ogni piano.

Email marketing, newsletter e segmentazione

L’email marketing rimane il punto di ingresso più naturale.

Brevo mette a disposizione un editor drag & drop, template, gestione dei contatti, moduli di iscrizione, segmentazione, personalizzazione e report sulle campagne. I piani superiori aggiungono strumenti come test A/B, analisi più avanzate e ottimizzazione dell’orario di invio.

Per una piccola azienda che deve inviare newsletter e segmentare il proprio database, Brevo ha il vantaggio di poter accompagnare la crescita del progetto senza imporre immediatamente un cambio di piattaforma: alle campagne email possono infatti affiancarsi automazioni, comunicazioni transazionali e gestione commerciale dei lead quando queste funzioni diventano realmente necessarie.

Non significa che tutte queste funzioni vadano attivate. Un marketing stack più grande non è automaticamente migliore: centralizzare è utile solo quando riduce duplicazioni, sincronizzazioni manuali e perdita di informazioni.

Marketing automation: workflow, trigger e limiti

Le automazioni permettono di reagire alle azioni degli utenti senza gestire manualmente ogni invio.

Puoi costruire, per esempio:

  • sequenze di benvenuto;
  • follow-up dopo un’iscrizione;
  • nurturing dei lead;
  • recupero di carrelli;
  • messaggi collegati a eventi o comportamenti;
  • segmentazione dinamica;
  • flussi che combinano più condizioni.

Qui emerge però una differenza importante fra i piani. La documentazione ufficiale indica che il piano Free limita l’automazione multicanale a 2.000 contatti, mentre Standard include marketing automation su contatti illimitati.

È un esempio perfetto del perché non conviene scegliere il piano osservando esclusivamente il numero di email che puoi inviare.

SMS, WhatsApp e marketing multicanale

Brevo permette di affiancare all’email altri canali, con disponibilità e condizioni che cambiano in funzione del piano e del servizio.

La logica interessante non è semplicemente “posso mandare anche SMS”. Il valore emerge quando i diversi touchpoint condividono informazioni e segmentazione.

Un contatto può, per esempio, ricevere una sequenza email e successivamente un messaggio su un altro canale in funzione del comportamento rilevato.

Questo può essere utile nei flussi commerciali e nell’ecommerce, ma aumenta anche la necessità di gestire correttamente consenso, pressione di marketing e qualità dei dati. Più canali non devono trasformarsi in più messaggi inviati indiscriminatamente.

Email transazionali, SMTP e API

Brevo distingue le normali campagne marketing dalle comunicazioni transazionali generate da un evento: conferme d’ordine, reset password, notifiche, aggiornamenti di spedizione e messaggi analoghi.

La piattaforma offre SMTP e API per integrare questi invii all’interno di siti, ecommerce e applicazioni. La documentazione Brevo descrive la messaggistica transazionale come una superficie specifica della piattaforma e supporta email, SMS e, nei contesti previsti, WhatsApp.

Per un progetto web questa separazione è importante. Una newsletter e una conferma d’ordine possono utilizzare la stessa infrastruttura, ma hanno funzioni, trigger e aspettative completamente differenti.

CRM, pipeline e Sales Platform

Brevo integra anche strumenti per contatti, aziende, trattative, pipeline, task e meeting.

Per capire il confine concettuale, un CRM gestisce informazioni e interazioni con clienti e prospect; il vantaggio di Brevo è collegare queste informazioni agli strumenti di comunicazione già presenti nello stesso ambiente.

La Sales Platform permette, tra le altre cose, di costruire pipeline e automatizzare attività commerciali. Brevo documenta inoltre funzioni AI per arricchimento dei contatti, generazione di email di vendita e gestione delle opportunità.

Non la equiparerei però automaticamente a qualsiasi CRM specialistico.

Per una PMI o un team che vuole evitare di distribuire marketing e sales su troppi strumenti, l’integrazione può essere interessante. Se hai processi commerciali estremamente complessi, oggetti personalizzati avanzati, grandi team o workflow specifici, il confronto deve invece avvenire con CRM progettati per quel livello di complessità.

Conversations: live chat, chatbot, inbox, meeting e telefono

La Conversations Platform amplia ulteriormente il perimetro.

Comprende:

  • live chat;
  • chatbot;
  • inbox centralizzata;
  • meetings;
  • telefonia;
  • informazioni sui visitatori.

L’obiettivo è collegare la conversazione al resto della storia del contatto, invece di lasciare chat, email e attività commerciali in sistemi completamente separati.

È una delle differenze più evidenti rispetto alla Sendinblue ricordata da chi utilizzava il servizio principalmente per le newsletter.

Data Platform e gestione dei dati cliente

La Customer Data Platform di Brevo serve a sincronizzare e organizzare dati provenienti da origini differenti.

Secondo la documentazione sulla CDP, è possibile unificare informazioni provenienti da sito, sistemi CRM, punti vendita e altre sorgenti per costruire una visione più completa del cliente e utilizzare modelli come RFM.

Questa parte ha più valore per organizzazioni che possiedono già una certa quantità di dati. Una microimpresa con poche centinaia di contatti probabilmente non dovrebbe scegliere Brevo perché dispone di una CDP: prima viene il problema da risolvere, poi la tecnologia.

Aura AI e Brevo MCP Server: cosa aggiunge l’intelligenza artificiale

Brevo sta integrando l’intelligenza artificiale in più aree della suite attraverso Aura AI.

È utile distinguere queste funzioni dal marketing generico legato all’AI. Generare un oggetto email è molto diverso dal collegare un assistente AI ai dati e alle azioni disponibili nell’account.

Aura per marketing, vendite e conversazioni

La pagina ufficiale dedicata ad Aura AI divide le funzionalità principalmente fra marketing, sales e conversations.

Fra gli utilizzi documentati troviamo:

  • generazione e riformulazione dei contenuti;
  • traduzione;
  • segmentazione assistita;
  • ottimizzazione del momento di invio;
  • raccomandazioni prodotto;
  • arricchimento dei contatti;
  • generazione di email commerciali;
  • trascrizione delle chiamate;
  • sintesi e miglioramento delle risposte nelle conversazioni.

Non considererei queste funzioni un motivo sufficiente, da sole, per migrare piattaforma.

Il vero vantaggio emerge se l’AI lavora su dati, segmenti e processi che utilizzi già. Altrimenti rischia di diventare semplicemente un altro generatore di testo incorporato nell’interfaccia.

Cosa permette di fare il Brevo MCP Server

Più interessante dal punto di vista dell’evoluzione della piattaforma è il Brevo MCP Server.

MCP, Model Context Protocol, è un protocollo che permette a sistemi AI compatibili di connettersi a strumenti e dati esterni. Brevo documenta la possibilità di usare assistenti AI per interagire con informazioni e funzioni dell’account attraverso linguaggio naturale.

Fra le operazioni previste dalla documentazione MCP di Brevo rientrano gestione di contatti e aziende, trattative e pipeline, segmentazione e attività legate alle campagne. Sono richieste configurazione e chiave API MCP.

Qui il salto è maggiore rispetto alla semplice generazione di copy: l’AI può diventare un’interfaccia operativa verso parti della piattaforma.

Rimane comunque necessario applicare gli stessi criteri che useresti per qualsiasi integrazione con dati aziendali: permessi, accessi, controllo delle azioni e verifica dei risultati.

Quanto costa Brevo: Free, Starter, Standard, Professional ed Enterprise

Il pricing è una delle sezioni in cui è più facile trovare informazioni obsolete su Sendinblue e Brevo.

La struttura corrente comprende cinque piani principali:

PianoPrezzo di partenzaIndicazione principale
Free€0/mese300 email/giorno, fino a 100.000 contatti
Starterda €7/meseda 5.000 email/mese, limiti contatti per fascia
Standardda €17/meseautomazioni più complete, test e reporting
Professionalda €499/mesealto volume, multicanale, AI e team
Enterprisesu preventivoesigenze, dati e sicurezza enterprise

I prezzi indicati da Brevo sono al netto delle imposte e possono cambiare. Prima dell’acquisto conviene quindi controllare sempre la pagina ufficiale dei piani Brevo.

Piano Free: 300 email al giorno e limite contatti

Il piano gratuito consente 300 invii email al giorno e può archiviare fino a 100.000 contatti.

Include inoltre campagne email e SMS, messaggistica transazionale di base, editor, template, report essenziali, strumenti sales gratuiti e automazioni multicanale fino a 2.000 contatti.

Il limite giornaliero è importante.

300 email al giorno non equivalgono a 9.000 email che puoi distribuire liberamente durante il mese: se devi inviare contemporaneamente una newsletter a 2.000 persone, il piano Free non è progettato per quel tipo di utilizzo.

È invece interessante per testare l’ambiente, lavorare con piccoli database o configurare progetti a basso volume.

Starter e Standard: differenze e limiti da conoscere

Qui troviamo il cambiamento che merita più attenzione rispetto alla vecchia struttura di Sendinblue.

Non è più corretto dire semplicemente che Brevo fa pagare gli invii mentre conserva contatti illimitati.

Starter e Standard utilizzano fasce che mettono in relazione volume mensile e numero di contatti salvati.

Per esempio, la documentazione corrente indica:

Invii mensiliContatti StarterContatti Standard
5.000fino a 500fino a 500
10.000fino a 1.500fino a 1.500
15.000fino a 2.500fino a 2.500
fasce superiorifino a 500.000fino a 500.000

Il meccanismo è rilevante soprattutto se possiedi molti contatti ma invii poche campagne.

In passato questo scenario rendeva Brevo particolarmente semplice da confrontare con servizi il cui prezzo cresceva soprattutto insieme alla lista. Adesso devi verificare contemporaneamente entrambe le dimensioni.

Brevo specifica inoltre che, nelle prime fasce di Starter e Standard, il raggiungimento del limite contatti può determinare un passaggio automatico alla fascia successiva secondo le condizioni del piano.

Quindi il prezzo “da €7” o “da €17” dice poco finché non conosci:

contatti + email mensili + funzionalità necessarie + utenti + eventuali add-on.

Professional ed Enterprise: quando hanno senso

Professional parte da una fascia completamente differente: Brevo lo posiziona per team che gestiscono campagne multicanale ad alto volume, con almeno 150.000 email mensili e capacità di archiviazione fino a 2 milioni di contatti.

Introduce o amplia funzioni come:

  • più utenti;
  • WhatsApp;
  • segmentazione AI;
  • product recommendation;
  • scoring;
  • analytics;
  • landing page aggiuntive;
  • supporto e deliverability dedicati.

Enterprise porta invece il modello verso volumi personalizzati, utenti e contatti illimitati, SAML SSO, gestione multi-organizzazione, SLA e integrazioni dati più avanzate.

Per una piccola azienda questi livelli non dovrebbero condizionare la scelta iniziale. Sono più utili per capire fino a dove può scalare lo stesso ecosistema.

Il punto critico: il costo reale non è il prezzo “a partire da”

Per confrontare Brevo con un’alternativa prepara prima quattro numeri:

  1. quanti contatti devi conservare;
  2. quante email invii realmente ogni mese;
  3. quante persone devono lavorare nella piattaforma;
  4. quali funzioni non puoi rinviare a una fase successiva.

Solo dopo aggiungi eventuali costi per canali e componenti aggiuntivi.

Schema dei fattori che determinano il costo di Brevo: contatti, invii, utenti e funzionalità
Per confrontare correttamente Brevo non basta il prezzo di partenza: contano insieme contatti, invii, utenti e funzionalità.

Questo approccio evita un errore frequente nei confronti fra software: mettere in tabella il piano più economico di due servizi anche quando non risolvono lo stesso problema.

Brevo è davvero conveniente? Pro e contro nella pratica

Dire che Brevo è “economico” in assoluto non sarebbe corretto.

Il prezzo d’ingresso è competitivo, ma la convenienza dipende dal profilo di utilizzo.

I vantaggi più concreti

Il primo vantaggio è l’integrazione.

Se utilizzi email marketing, messaggi transazionali, automazioni, CRM leggero e più canali, mantenere una parte consistente di queste attività nello stesso ecosistema può ridurre sincronizzazioni e frammentazione dei dati.

Il secondo è la progressione: puoi iniziare con funzioni relativamente semplici e aggiungere strumenti più sofisticati.

Il terzo è il collegamento fra marketing e sales. Il contatto che interagisce con una campagna può essere parte dello stesso sistema in cui vengono gestite opportunità e attività commerciali.

Il quarto è la componente tecnica: API, SMTP e integrazioni permettono di utilizzare Brevo anche dietro applicazioni e siti, non soltanto attraverso l’interfaccia delle newsletter.

I limiti che possono cambiare la scelta

Il primo limite è proprio la crescente ampiezza del prodotto.

Se ti servono esclusivamente newsletter e qualche automazione semplice, potresti pagare o gestire complessità che non produce valore.

Il secondo è il pricing. Le nuove soglie legate ai contatti rendono necessario simulare il proprio caso concreto, soprattutto nelle fasce iniziali.

Il terzo riguarda la profondità specialistica. Una suite generalista può integrare molte funzioni senza necessariamente superare software costruiti specificamente per:

  • automazioni molto complesse;
  • CRM enterprise;
  • ecommerce data-driven;
  • creator economy;
  • webinar e corsi.

Il quarto emerge dalle recensioni degli utenti: accanto a valutazioni positive compaiono segnalazioni relative a sospensioni degli account, gestione dell’assistenza e cambiamenti dei costi. Questi feedback non dimostrano che il problema si verificherà sul tuo account, ma meritano di entrare nella decisione quando l’email è un’infrastruttura critica per il business.

Brevo è semplice da usare oppure no?

Le valutazioni degli utenti sono generalmente positive sul fronte usabilità.

Capterra attribuisce a Brevo 4,6/5 complessivi e 4,6/5 per facilità d’uso su migliaia di recensioni verificate; G2 mostra una valutazione complessiva intorno a 4,5/5.

Questo non significa che ogni area sia immediata.

Creare una newsletter è un task molto più semplice di progettare un sistema che combina eventi web, automazioni, segmenti dinamici, pipeline commerciale e messaggistica multicanale.

La curva di apprendimento dipende quindi da quanto Brevo vuoi usare, non semplicemente dal software in sé.

Brevo recensioni e opinioni: cosa dicono gli utenti

Le recensioni sono utili soprattutto quando non vengono trasformate in una votazione per eleggere “il miglior software”.

Una piattaforma può avere migliaia di valutazioni positive e risultare comunque sbagliata per uno specifico workflow.

Cosa viene apprezzato più spesso

Su Capterra Brevo mantiene una valutazione complessiva elevata su più di 3.500 recensioni, con punteggi particolarmente positivi per facilità d’uso e assistenza.

Anche G2 mostra un quadro complessivamente positivo, con migliaia di recensioni e valutazione media di circa 4,5 stelle.

Fra i punti citati frequentemente emergono:

  • interfaccia comprensibile;
  • rapporto tra funzioni e costo;
  • facilità di integrazione;
  • API;
  • automazioni;
  • possibilità di riunire più attività nella stessa piattaforma.

Questi segnali sono coerenti con il posizionamento del prodotto, ma rimangono esperienze di utenti, non test controllati.

Critiche e problemi ricorrenti

Il quadro diventa più eterogeneo osservando Trustpilot.

La valutazione complessiva è positiva, ma le recensioni negative recenti mostrano un pattern che non ignorerei: alcuni utenti segnalano sospensioni degli account, difficoltà nella gestione dell’assistenza e malcontento per variazioni tariffarie.

Qui è importante non commettere l’errore opposto.

Una recensione negativa non dimostra automaticamente che Brevo sospenda account senza motivo; i sistemi di invio email devono necessariamente intervenire in presenza di segnali che possono compromettere reputazione, sicurezza o deliverability.

La lezione pratica è diversa: se le comunicazioni email sono mission critical, informati sulle procedure di verifica, autenticazione, sospensione e assistenza prima di affidare a qualsiasi provider l’intero flusso operativo.

Come leggere correttamente recensioni e casi studio del vendor

Le recensioni indipendenti servono soprattutto a individuare pattern.

I casi studio pubblicati dal vendor servono invece a capire come il prodotto può essere utilizzato in scenari reali, ma hanno inevitabilmente una funzione commerciale e mostrano soprattutto implementazioni riuscite.

Userei quindi:

  • documentazione ufficiale per prezzi, limiti e funzioni;
  • recensioni verificate per problemi e percezioni degli utenti;
  • casi studio per esempi di implementazione;
  • test sul proprio processo per la decisione finale.

È molto più affidabile di cercare un singolo punteggio che dica se Brevo sia “buono” oppure “cattivo”.

Brevo vs Mailchimp, ActiveCampaign, GetResponse e altre alternative

Il confronto dipende innanzitutto dal job to be done.

Se stai valutando più fornitori, puoi partire anche dalla nostra panoramica dei servizi di email marketing per piccole aziende, ma per scegliere davvero serve confrontare le funzioni che userai e non il numero complessivo di feature disponibili.

Se la priorità è…Valuterei prima
Suite multicanale + transazionale + sales nello stesso ecosistemaBrevo
Ecosistema email molto conosciuto e numerose integrazioniMailchimp
Automazioni e customer journey molto articolatiActiveCampaign
Email + funnel + webinar/creator toolsGetResponse
Email marketing relativamente essenziale e sempliceMailerLite
Ecommerce e customer data molto profondiKlaviyo
Ecommerce con email, SMS e workflow prontiOmnisend

Questa non è una classifica assoluta. È un punto di partenza per ridurre il campo.

Brevo vs Mailchimp

Mailchimp non è più soltanto “il software per newsletter” con cui veniva confrontato Sendinblue anni fa.

Oggi dispone di automazioni, SMS in determinati mercati, strumenti AI e diversi livelli di marketing. La struttura dei piani Mailchimp continua però a utilizzare il numero di contatti come variabile centrale, insieme ai limiti di invio.

Brevo diventa interessante quando vuoi combinare nella stessa piattaforma una gamma più ampia di funzioni relazionali e transazionali.

Mailchimp rimane una scelta da valutare se apprezzi il suo ecosistema, il workflow editoriale e le integrazioni che già utilizzi.

Non direi quindi che uno “vince” sull’altro.

Brevo vs Mailchimp è soprattutto una scelta fra due architetture di prodotto e due modelli tariffari differenti.

Brevo vs ActiveCampaign

ActiveCampaign rimane uno dei confronti più interessanti quando il focus principale è la marketing automation.

La piattaforma offre trigger, condizioni, split, site/event tracking, invio predittivo e strumenti AI integrati direttamente nei workflow. La documentazione di ActiveCampaign sulla marketing automation evidenzia proprio la profondità nella costruzione e orchestrazione dei percorsi cliente.

Sceglierei di approfondire ActiveCampaign quando automazioni sofisticate e personalizzazione dei journey sono il cuore del progetto.

Approfondirei prima Brevo quando la priorità è bilanciare automazione, transazionale, comunicazione multicanale e strumenti sales dentro un ambiente unico.

Brevo vs GetResponse

GetResponse ha una sovrapposizione importante con Brevo su email marketing e automation, ma conserva una differenziazione interessante su funnel, webinar e strumenti orientati anche a creator e formazione.

La piattaforma GetResponse integra email, automazioni, SMS, landing page, funnel, notifiche push e webinar.

Per chi costruisce un ecosistema basato su webinar, corsi, lead generation e funnel, questa combinazione può risultare più naturale.

Brevo parte invece da una logica più ampia di customer relationship e comunicazione operativa, includendo anche sales, conversations e transazionale.

Quando valutare MailerLite, Klaviyo o Omnisend

MailerLite merita attenzione quando la priorità rimane l’email marketing e vuoi una struttura relativamente semplice. Il piano gratuito e quelli a pagamento includono editor, automazioni, landing page e strumenti per costruire audience; il pricing di MailerLite parte da un’impostazione centrata soprattutto sugli iscritti.

Klaviyo cambia il confronto se gestisci un ecommerce e vuoi spingere molto su dati cliente, segmentazione, lifecycle e comunicazioni basate sul comportamento d’acquisto. La piattaforma si definisce oggi come CRM B2C e combina dati, email, SMS, WhatsApp e altre superfici di comunicazione.

Omnisend è anch’esso fortemente ecommerce-first: email, SMS, push e automazioni vengono costruiti attorno a eventi come iscrizione, carrello abbandonato, navigazione e acquisto.

Per un ecommerce, quindi, non mi fermerei mai al confronto “Brevo vs Mailchimp”.

Guarderei almeno:

piattaforma ecommerce → qualità e quantità dei dati → automazioni necessarie → canali → costi alla dimensione reale del database.

Per chi è indicato Brevo e quando sceglierei un’altra piattaforma

La piattaforma ha senso quando diverse esigenze si sovrappongono. Diventa meno convincente quando cerchi una sola funzione molto specializzata.

Freelance e piccole imprese

Per freelance, consulenti e piccole attività, Brevo può funzionare bene perché permette di iniziare da newsletter e contatti e aggiungere progressivamente automazioni o strumenti sales.

Il piano Free consente di esplorare il sistema senza impostare immediatamente un budget ricorrente.

Attenzione però al limite di 300 email giornaliere: anche un database relativamente piccolo può superarlo durante l’invio di una normale newsletter.

Ecommerce e WooCommerce

Qui Brevo dispone di un vantaggio concreto: esiste un’integrazione ufficiale per WooCommerce.

Il plugin Brevo per WooCommerce può sincronizzare contatti, ordini e prodotti e utilizzare i dati del negozio per campagne e automazioni.

Questo rende possibile costruire flussi come:

  • iscrizione newsletter;
  • welcome series;
  • recupero carrello;
  • follow-up post acquisto;
  • segmentazione in base a ordini e prodotti;
  • campagne rivolte a gruppi specifici di clienti.

Se stai progettando l’intero negozio e non soltanto la parte di comunicazione, nella nostra guida su come creare un sito ecommerce trovi invece gli aspetti relativi a piattaforma, struttura, user experience, pagamenti, SEO e gestione.

Per ecommerce molto data-driven confronterei comunque Brevo anche con Klaviyo e Omnisend.

Agenzie e team marketing

Brevo può diventare interessante quando il team deve coordinare campagne, contatti, sales e più canali.

Prima di scegliere il piano, controllerei però attentamente il numero di utenti compresi: le postazioni incluse e acquistabili cambiano fra Starter, Standard, Professional ed Enterprise.

In un team, il costo per utente può diventare una variabile tanto importante quanto le email inviate.

Aziende con automazioni o CRM più complessi

Più il processo commerciale diventa sofisticato, più eviterei la scelta basata sulla promessa “tutto in uno”.

Costruirei prima una mappa di:

dati → eventi → segmenti → automazioni → pipeline → integrazioni → reporting → permessi.

Se Brevo copre bene questi passaggi, centralizzare può essere vantaggioso.

Se il processo richiede molte eccezioni, logiche commerciali personalizzate o sistemi enterprise già esistenti, può avere più senso utilizzare strumenti specializzati collegati fra loro.

Domande frequenti su Brevo e Sendinblue

Sendinblue esiste ancora?

Sendinblue è il precedente nome di Brevo. Il rebranding è avvenuto nel 2023 e il prodotto continua oggi con il brand Brevo. Chi cerca Sendinblue sta quindi generalmente cercando l’attuale piattaforma Brevo.

Brevo e Sendinblue sono la stessa cosa?

Sì, nel senso di continuità del servizio e dell’azienda. Brevo è il nuovo nome di Sendinblue, ma la piattaforma nel frattempo si è evoluta significativamente e comprende oggi molte più funzioni rispetto al vecchio servizio principalmente associato all’email marketing.

Brevo è gratuito?

Sì. Brevo dispone di un piano Free da €0 che consente fino a 300 invii email al giorno e l’archiviazione di un massimo di 100.000 contatti. Alcune funzioni hanno limiti specifici: per esempio, l’automazione multicanale del piano Free è limitata a 2.000 contatti.

Quanti contatti posso avere su Brevo?

Dipende dal piano e dalla fascia.

Free consente fino a 100.000 contatti. Nei livelli iniziali di Starter e Standard il limite varia invece insieme alla fascia di invio scelta: per esempio 500, 1.500 o 2.500 contatti nelle prime fasce. Le configurazioni superiori possono arrivare a centinaia di migliaia di contatti; Professional arriva fino a 2 milioni ed Enterprise prevede archiviazione illimitata.

Quanto costa Brevo?

La struttura corrente parte da:

  • Free: €0;
  • Starter: da €7 al mese;
  • Standard: da €17 al mese;
  • Professional: da €499 al mese;
  • Enterprise: prezzo personalizzato.

Sono prezzi di partenza, al netto delle imposte. Il costo reale dipende da volume di invio, numero di contatti e componenti richiesti. Per questo conviene verificare sempre il listino ufficiale prima dell’acquisto.

Brevo è meglio di Mailchimp?

Non in assoluto.

Brevo può essere più interessante se vuoi riunire marketing, transazionale, più canali e strumenti sales nello stesso ambiente. Mailchimp può risultare preferibile per utenti già inseriti nel suo ecosistema o per workflow che si adattano meglio alla sua struttura.

Il confronto corretto deve utilizzare lo stesso numero di contatti, lo stesso volume di invio e le stesse funzionalità necessarie.

Conclusione

Il punto più importante da ricordare è che Brevo non è semplicemente il nuovo nome di Sendinblue.

La continuità del prodotto esiste, ed è proprio per questo che chi cerca ancora Sendinblue arriva correttamente a Brevo. Ma oggi la piattaforma copre un perimetro molto più esteso: email marketing, marketing automation, transazionale, SMS, WhatsApp, sales, conversazioni, dati cliente e intelligenza artificiale convivono nello stesso ecosistema.

Questo è anche il suo principale vantaggio.

Sceglierei Brevo quando l’obiettivo è ridurre la frammentazione fra più strumenti mantenendo nello stesso ambiente una parte consistente della relazione con il cliente.

Se invece devi soltanto inviare newsletter, costruire automazioni estremamente sofisticate o gestire un ecommerce in cui dati e lifecycle marketing rappresentano il centro assoluto dello stack, confronterei seriamente anche alternative più specializzate.

Soprattutto, non sceglierei più Brevo sulla base della vecchia idea secondo cui “paghi solo le email e i contatti sono illimitati”. Il pricing corrente rende necessario considerare insieme contatti, volume di invio, utenti e funzioni.

È questa verifica, molto più del nome Brevo o Sendinblue, a dirti se la piattaforma è davvero conveniente per il tuo progetto.