Quando si parla di API Telegram è facile immaginare un’unica interfaccia da collegare alla propria applicazione. In realtà Telegram offre strumenti differenti, progettati per problemi diversi.

La Bot API serve principalmente a creare e controllare bot. La Telegram API, basata su MTProto, permette invece di sviluppare veri client Telegram e accedere a funzioni della piattaforma a un livello molto più profondo. TDLib semplifica la costruzione di questi client gestendo buona parte della complessità tecnica. La Gateway API, infine, ha uno scopo ancora diverso: inviare codici di verifica agli utenti attraverso Telegram.

La distinzione non è accademica. Se scegli l’interfaccia sbagliata rischi di aggiungere complessità inutile, usare credenziali che non ti servono o scoprire troppo tardi che una funzione non è disponibile nel modello scelto.

Se non hai ancora chiaro come funziona la piattaforma nel suo complesso, conviene partire dalla nostra guida a Telegram. Qui ci concentriamo invece sul lato developer: quale API utilizzare, quali credenziali servono e come impostare correttamente un’integrazione.

API Telegram: quali sono e perché non sono tutte la stessa cosa

Il modo più utile per orientarsi è partire da ciò che vuoi costruire.

StrumentoServe principalmente perCredenziali principaliModello
Telegram Bot APIbot, automazioni e servizi conversazionalibot tokenHTTP
Telegram API / MTProtoclient Telegram e integrazioni avanzateapi_id + api_hash + autenticazione dell’accountMTProto
TDLibcreare client senza gestire direttamente gran parte della complessità MTProtocredenziali della Telegram APIlibreria client
Telegram Gateway APIinviare codici di verifica tramite Telegramaccess token GatewayHTTP

Diagramma delle differenze tra Bot API, Telegram API MTProto, TDLib e Gateway API
Bot API, Telegram API/MTProto, TDLib e Gateway risolvono problemi diversi: la scelta parte dal tipo di applicazione che vuoi costruire.

La differenza più importante riguarda quindi l’identità con cui il tuo software opera.

Un bot è un account software con caratteristiche e limiti propri. Un client basato sulla Telegram API accede invece alla piattaforma secondo il modello dei client Telegram. Gateway non gestisce chat nel senso tradizionale: risolve principalmente un problema di autenticazione e verifica.

TDLib merita una precisazione ulteriore: non è semplicemente una “quarta API” equivalente alle altre. È una libreria sviluppata per facilitare la costruzione di client Telegram e gestire aspetti complessi come networking, aggiornamenti, cifratura e storage locale.

Bot, client o verifica: la scelta in trenta secondi

Se il tuo progetto deve:

  • creare un chatbot o un servizio automatico → parti dalla Bot API;
  • costruire un client Telegram personalizzato → valuta Telegram API/MTProto o TDLib;
  • gestire un account attraverso funzionalità da client → la Bot API probabilmente non è sufficiente;
  • ricevere eventi di un bot sul tuo server → Bot API con webhook;
  • inviare codici di verifica tramite Telegram → Gateway API.

Questa distinzione evita uno degli errori più frequenti nelle guide dedicate al tema: utilizzare “Telegram API” e “Telegram Bot API” come se fossero sinonimi.

Non lo sono.

Telegram Bot API: l’interfaccia HTTP per creare bot

La Telegram Bot API è un’interfaccia HTTP progettata per sviluppare software che controlla account bot.

Se hai già utilizzato uno dei tanti bot Telegram, quello che vedi nella chat è soltanto il lato visibile del sistema. Dietro può esserci un’applicazione eseguita su un server, una funzione serverless oppure una piattaforma di automazione che riceve gli aggiornamenti da Telegram, esegue la propria logica e invia una risposta.

Il modello di base è:

utente → Telegram → Bot API → applicazione del bot → Bot API → Telegram → utente

Questo spiega anche perché creare il bot con BotFather non significa aver già costruito il servizio.

BotFather e token: cosa serve davvero

Il punto di partenza per creare un account bot è @BotFather, il bot ufficiale utilizzato per registrare e configurare altri bot.

Durante la procedura ottieni un bot token.

Quel token è una credenziale di autenticazione. In pratica consente al software che lo possiede di eseguire operazioni autorizzate per il bot.

Per questo va trattato come una password.

Non dovrebbe comparire:

  • in repository pubblici;
  • negli screenshot;
  • negli esempi condivisi online;
  • nel JavaScript eseguito dal browser;
  • nei log accessibili pubblicamente;
  • direttamente nel codice sorgente di un progetto destinato alla distribuzione.

Una soluzione più robusta è conservarlo in una variabile d’ambiente o in un sistema dedicato alla gestione dei secret.

Per esempio, concettualmente:

export TELEGRAM_BOT_TOKEN="il-token-del-bot"

L’applicazione può poi leggere la variabile senza incorporare la credenziale direttamente nel codice.

Come funziona una richiesta alla Bot API

La Bot API espone metodi che permettono di eseguire operazioni sul bot.

Tra quelli più semplici trovi:

  • getMe, per controllare l’identità del bot associato al token;
  • sendMessage, per inviare un messaggio;
  • getUpdates, per recuperare gli aggiornamenti;
  • setWebhook, per configurare la consegna degli aggiornamenti verso un endpoint.

Una richiesta di test può essere pensata così:

BOT_API_BASE
└── bot<TOKEN>
    └── getMe

Se il token è valido, Telegram restituisce una risposta JSON che indica se l’operazione è riuscita e, nel caso di getMe, le informazioni del bot.

Non hai quindi bisogno di MTProto per creare un normale chatbot.

È proprio questo uno dei vantaggi della Bot API: Telegram gestisce il livello di comunicazione sottostante e ti espone un’interfaccia HTTP molto più semplice.

La Bot API è una REST API?

È comune chiamarla “REST API”, ma la definizione più precisa è quella utilizzata da Telegram: interfaccia HTTP.

REST è uno stile architetturale con caratteristiche specifiche e non è sinonimo di “API che usa HTTP e JSON”.

La distinzione è la stessa che approfondiamo nella guida su cosa sono le API: API, HTTP e REST descrivono livelli concettualmente diversi.

Per integrare Telegram, comunque, la conseguenza pratica è semplice: puoi utilizzare normali richieste HTTPS e gestire risposte strutturate.

Come riceve i messaggi un bot: getUpdates o webhook

Inviare una richiesta è soltanto metà del problema.

Un bot deve anche sapere quando Telegram ha qualcosa di nuovo da comunicargli: un messaggio, un comando, una callback da un pulsante o un altro evento supportato.

La Bot API mette a disposizione due modelli principali:

  1. getUpdates;
  2. webhook.

Sono alternative per la ricezione degli aggiornamenti, non due meccanismi da mantenere attivi contemporaneamente sullo stesso bot.

getUpdates e long polling

Con getUpdates è la tua applicazione a chiedere a Telegram se sono disponibili nuovi aggiornamenti.

Telegram supporta il long polling: la richiesta può restare aperta per un certo periodo in attesa che arrivi qualcosa, invece di eseguire continuamente interrogazioni molto ravvicinate.

Il flusso è:

applicazione
    ↓ richiesta
Telegram
    ↓ eventuali aggiornamenti
applicazione

È una soluzione comoda per iniziare, per testare il bot e per molti progetti relativamente semplici.

Il client deve però gestire correttamente l’identificativo degli aggiornamenti già elaborati, altrimenti può ricevere nuovamente dati che aveva già processato.

Webhook

Con un webhook si inverte l’iniziativa.

Configuri un endpoint HTTPS e Telegram invia una richiesta al tuo server quando arriva un aggiornamento rilevante.

Il flusso diventa:

Telegram
    ↓ evento
endpoint del tuo server
    ↓ elaborazione
applicazione

Questo modello è naturale quando hai già un backend sempre raggiungibile e vuoi reagire agli eventi senza mantenere un processo di polling.

Telegram permette inoltre di associare un secret token al webhook. Le richieste inviate all’endpoint possono così contenere un header specifico che il server può verificare prima di elaborare il payload.

Se vuoi comprendere meglio il modello indipendentemente da Telegram, nella guida dedicata spieghiamo cosa sono i webhook e come si differenziano dalle API e dal polling.

getUpdates o webhook: quale scegliere?

Non c’è bisogno di complicare la decisione.

Userei getUpdates quando:

  • stai sviluppando il primo prototipo;
  • lavori in locale;
  • non hai ancora un endpoint HTTPS pubblico;
  • il volume è contenuto;
  • vuoi una configurazione iniziale semplice.

Valuterei un webhook quando:

  • hai un backend pubblico;
  • vuoi elaborare gli eventi appena vengono consegnati;
  • l’architettura è già event-driven;
  • vuoi evitare un processo dedicato al polling;
  • hai predisposto logging, retry e monitoraggio del tuo endpoint.

Il webhook non rende automaticamente un bot “più professionale”. È semplicemente un modello operativo diverso.

Telegram API e MTProto: quando serve un vero client

La Telegram API è il livello da considerare quando non vuoi semplicemente controllare un bot, ma costruire software che si comporta come un client Telegram.

Qui cambia parecchio.

Non stai più lavorando con una semplice interfaccia HTTP pensata specificamente per i bot. Entri nel sistema basato su MTProto, il protocollo utilizzato dai client Telegram per comunicare con l’infrastruttura della piattaforma.

Questo tipo di accesso permette di realizzare applicazioni molto più profonde, ma introduce anche maggiore complessità.

Che cos’è MTProto

MTProto è il protocollo sviluppato da Telegram per la comunicazione tra client e server.

Nel contesto di un’applicazione client devi gestire aspetti che la Bot API nasconde in gran parte:

  • autenticazione;
  • sessioni;
  • aggiornamenti;
  • connessioni;
  • sincronizzazione;
  • schema dell’API;
  • gestione delle evoluzioni del protocollo.

Telegram utilizza un sistema di layer per versionare lo schema e mantenere compatibilità fra client e nuove funzionalità.

È un buon indizio della differenza di livello: con la Bot API chiami metodi HTTP già predisposti per un bot; con l’API MTProto stai lavorando molto più vicino all’architettura dei client Telegram.

api_id e api_hash: cosa sono

Per sviluppare un’applicazione basata sulla Telegram API devi registrare una tua applicazione nell’area developer di Telegram.

La procedura ufficiale per ottenere api_id e api_hash passa dall’area dedicata agli sviluppatori associata al proprio account Telegram.

Ottieni quindi due parametri fondamentali:

  • api_id;
  • api_hash.

Servono a identificare l’applicazione che utilizza l’API.

Non vanno confusi con il token creato da BotFather.

Il modello corretto è:

Bot API
→ bot token

Telegram API / MTProto
→ api_id + api_hash
→ autenticazione della sessione/account

Questa differenza sembra banale, ma è uno dei punti su cui si crea più confusione quando si passa dai bot alle librerie MTProto.

api_id e api_hash non autenticano semplicemente un bot

api_id e api_hash identificano l’applicazione developer.

L’accesso effettivo alla piattaforma richiede poi il processo di autenticazione previsto dal tipo di sessione che stai creando.

In uno scenario client basato su account utente entrano quindi in gioco elementi come numero di telefono, codice di autenticazione e sessione.

Non basta sostituire il bot token con un api_hash.

Sono architetture differenti.

Quando la Telegram API ha realmente senso

Valuterei MTProto quando devi costruire un client o quando il tuo progetto richiede funzionalità che appartengono al modello del client e non a quello della Bot Platform.

Per esempio:

  • applicazione Telegram personalizzata;
  • client desktop o mobile alternativo;
  • gestione avanzata della cronologia e dello stato del client;
  • strumenti che devono operare attraverso una sessione Telegram autentica;
  • funzionalità non disponibili attraverso la normale Bot API.

Non la sceglierei invece semplicemente perché appare “più potente”.

Se il tuo obiettivo è ricevere /start, rispondere a messaggi, gestire pulsanti o inviare notifiche da un bot, la Bot API è generalmente il livello corretto e molto più semplice.

TDLib: quando vuoi costruire un client senza gestire tutto a basso livello

Implementare direttamente un client MTProto non è un compito banale.

Per ridurre questa complessità Telegram mette a disposizione TDLib, Telegram Database Library.

TDLib è una libreria client completa che gestisce per l’applicazione molti aspetti delicati, tra cui:

  • comunicazione di rete;
  • cifratura;
  • storage locale;
  • consistenza dei dati;
  • ordinamento degli aggiornamenti;
  • gestione delle connessioni;
  • interazione asincrona con Telegram.

Il suo valore non sta quindi nell’aggiungere “un’altra API”.

Sta nell’offrire un livello più gestibile sopra la complessità necessaria a costruire un vero client.

Telegram API raw o TDLib?

La scelta dipende dal livello di controllo che ti serve.

ScenarioScelta da valutare
Vuoi controllare direttamente il protocollo e il clientMTProto / Telegram API
Vuoi costruire un client ma delegare networking, storage e gestione dello statoTDLib
Vuoi soltanto creare un chatbotBot API
Vuoi inviare codici di verificaGateway API

Per la maggior parte dei progetti non ha senso implementare a mano dettagli di protocollo che una libreria affidabile può già gestire.

Il controllo aggiuntivo ha un costo: più codice, più stati da sincronizzare, più casi limite e maggiore manutenzione quando la piattaforma evolve.

TDLib è adatta soltanto a C++?

No.

TDLib è sviluppata principalmente in C++, ma espone interfacce utilizzabili anche da altri ambienti e dispone di un’interfaccia JSON pensata proprio per facilitare l’integrazione da linguaggi differenti.

Questo non significa che l’integrazione sia necessariamente semplice quanto chiamare una normale API HTTP.

La libreria gestisce molta complessità, ma stai comunque costruendo un client Telegram vero e proprio.

Telegram Gateway API: codici di verifica senza SMS tradizionali

La Gateway API risolve un problema completamente diverso.

Permette a un’app, sito o servizio di inviare codici di verifica agli utenti tramite Telegram.

È quindi più vicina a un’infrastruttura di autenticazione che a un sistema per costruire bot.

Il flusso tipico è:

utente inserisce il numero
        ↓
la tua applicazione
        ↓
Gateway API
        ↓
Telegram
        ↓
codice di verifica all’utente

Come funziona la Gateway API

Per utilizzarla ottieni un access token dal tuo account Telegram Gateway.

Le richieste vengono inviate attraverso HTTPS e possono essere autorizzate tramite Bearer token.

Fra le operazioni disponibili rientrano:

  • verificare se un numero può ricevere il messaggio;
  • inviare il codice;
  • controllare lo stato della verifica;
  • revocare una richiesta quando applicabile.

Telegram supporta inoltre callback verso un endpoint HTTPS per determinati aggiornamenti legati alla consegna.

Quanto costa Telegram Gateway?

Telegram indica 0,01 dollari per codice di verifica consegnato.

Le condizioni economiche di un servizio possono cambiare, quindi per un progetto reale conviene sempre controllare il pricing corrente prima di modellare i costi.

I test verso il proprio numero Telegram possono essere effettuati gratuitamente.

Il punto strategico, però, è un altro: Gateway non è una versione premium della Bot API.

Se vuoi creare un chatbot non ti serve Gateway. Se vuoi verificare numeri telefonici non hai bisogno di costruire un bot.

Quale API Telegram scegliere per il tuo progetto

A questo punto la decisione può essere resa molto concreta.

Voglio…Scelta iniziale
creare un bot che risponde agli utentiBot API
automatizzare notifiche tramite un botBot API
ricevere gli aggiornamenti del bot sul serverBot API + webhook
costruire un client Telegram personalizzatoTelegram API / MTProto
costruire un client delegando molta complessitàTDLib
usare un account attraverso un vero clientTelegram API / MTProto o TDLib
inviare codici di verifica via TelegramGateway API

Voglio creare un bot

Parti dalla Bot API.

Non ti servono api_id e api_hash per un normale progetto Bot API.

Ti servono:

  1. account bot creato con BotFather;
  2. token;
  3. applicazione che implementa la logica;
  4. un modo per ricevere gli aggiornamenti;
  5. un ambiente in cui eseguire il codice.

Il passaggio successivo è scegliere tra long polling e webhook.

Voglio costruire un vero client Telegram

Qui la Bot API è il modello sbagliato.

Devi valutare:

  • Telegram API;
  • MTProto;
  • TDLib;
  • oppure una libreria client compatibile con il linguaggio e il livello di astrazione che hai scelto.

La decisione non dovrebbe partire dal linguaggio di programmazione, ma dall’architettura.

Prima scegli che tipo di identità e accesso ti serve, poi scegli la libreria.

Voglio usare Telegram in un’automazione

“Automazione Telegram” è troppo generico per stabilire quale API usare.

Se l’automazione deve:

  • inviare una notifica attraverso un bot → Bot API;
  • rispondere a un comando → Bot API;
  • reagire a un evento del bot → Bot API + webhook o long polling;
  • agire attraverso una sessione client → Telegram API/TDLib;
  • verificare un numero → Gateway API.

Prima definisci quindi chi deve compiere l’azione.

È il criterio più affidabile.

Token, api_id, api_hash e access token: non sono intercambiabili

Telegram utilizza credenziali differenti perché stai accedendo a sistemi differenti.

CredenzialeDove viene usataCosa identifica/autorizza
bot tokenBot APIaccount bot
api_idTelegram APIapplicazione developer
api_hashTelegram APIapplicazione developer
sessione autenticataTelegram APIaccount/sessione client
Gateway access tokenGateway APIaccesso ai servizi Gateway

Non conservarle tutte con la stessa leggerezza soltanto perché hanno forme diverse.

Un token compromesso può permettere a un soggetto esterno di controllare il bot.

Anche api_hash e dati di sessione meritano una protezione adeguata: una sessione client compromessa può essere molto più problematica di una semplice chiave utilizzata per interrogare un endpoint pubblico.

Come gestire le credenziali

Una struttura ragionevole è:

codice applicativo
        ↓
variabili d’ambiente / secret manager
        ↓
credenziali

Evita:

codice applicativo
        ↓
token scritto direttamente nel file
        ↓
repository pubblico

Per un piccolo test locale può sembrare una precauzione eccessiva. Diventa molto meno eccessiva nel momento in cui quel repository viene sincronizzato, condiviso oppure pubblicato per errore.

Librerie e SDK: quando conviene evitare le API raw

Non sei obbligato a costruire ogni chiamata manualmente.

Esistono librerie per numerosi linguaggi che possono gestire:

  • serializzazione;
  • chiamate;
  • oggetti;
  • update;
  • middleware;
  • retry;
  • sessioni;
  • gestione degli errori.

Questo accelera lo sviluppo, ma introduce un altro livello da valutare.

Una libreria non cambia il tipo di API sottostante.

Una libreria per Bot API rimane un wrapper della Bot API.

Una libreria MTProto opera invece sul modello della Telegram API.

Questo significa che installare una libreria Python, JavaScript o PHP non risolve automaticamente la scelta architetturale.

Bot API con o senza libreria?

Per imparare il funzionamento della Bot API vale la pena comprendere almeno una richiesta diretta.

Ti permette di vedere chiaramente:

token
→ metodo
→ parametri
→ richiesta
→ risposta JSON

Per un progetto reale, invece, una libreria ben mantenuta può eliminare molto codice ripetitivo.

Prima di sceglierla controllerei almeno:

  • attività recente del progetto;
  • compatibilità con l’API corrente;
  • documentazione;
  • gestione asincrona se necessaria;
  • dipendenze;
  • community;
  • frequenza degli aggiornamenti;
  • capacità di gestire il modello di update che ti serve.

Non sceglierei una libreria solo perché compare per prima in un tutorial vecchio.

Sicurezza e limiti da conoscere prima di sviluppare

La parte più delicata di un’integrazione Telegram non è normalmente la prima richiesta riuscita.

È ciò che accade dopo.

Quando l’applicazione entra in produzione devi gestire almeno:

  • credenziali;
  • errori;
  • retry;
  • update duplicati;
  • stato;
  • autorizzazioni;
  • privacy;
  • limiti della piattaforma;
  • modifiche delle API.

Non hardcodare i rate limit come se fossero eterni

Telegram applica limiti alle operazioni e può rispondere con errori quando vengono superati.

Nel mondo MTProto puoi incontrare, per esempio, situazioni riconducibili a FLOOD_WAIT.

Il comportamento corretto non è copiare da una vecchia guida un numero e considerarlo una costante universale.

Conviene invece:

  1. leggere la documentazione del metodo utilizzato;
  2. gestire esplicitamente gli errori;
  3. rispettare eventuali tempi di attesa restituiti dalla piattaforma;
  4. applicare backoff dove appropriato;
  5. evitare loop aggressivi.

Questo rende il codice molto più resistente ai cambiamenti.

Attenzione ad automazioni, spam e abuso

Il fatto che tecnicamente sia possibile eseguire un’operazione non significa che Telegram la consenta senza limiti.

La documentazione avverte esplicitamente contro utilizzi abusivi della Telegram API, compresi flooding, spam e manipolazione artificiale di iscritti o visualizzazioni.

La conseguenza può arrivare alla limitazione o al ban dell’account.

Se un progetto richiede una quantità elevata di azioni automatiche, il problema non è quindi soltanto “come posso farlo con l’API?”.

La domanda corretta è anche:

l’uso che sto progettando è compatibile con le regole della piattaforma?

Privacy e dati degli utenti

Una integrazione Telegram può trattare:

  • identificativi utente;
  • messaggi;
  • username;
  • file;
  • numeri di telefono in determinati workflow;
  • metadati delle conversazioni;
  • informazioni relative al proprio servizio.

La disponibilità tecnica di un dato non elimina gli obblighi legati a sicurezza, privacy e finalità del trattamento.

Salva soltanto ciò che serve e proteggilo secondo il rischio effettivo.

Telegram API, dati e intelligenza artificiale

C’è un limite particolarmente importante per chi sviluppa sistemi AI.

I termini della Telegram API vietano di utilizzare, accedere o aggregare dati ottenuti dalla piattaforma per addestrare, fare fine-tuning o contribuire allo sviluppo e al deployment di sistemi di intelligenza artificiale o machine learning nei modi vietati dalle condizioni applicabili.

Questo significa che “posso tecnicamente recuperare questi messaggi” e “posso creare un dataset per addestrare un modello” sono due domande completamente diverse.

Per progetti AI la verifica dei termini non è quindi un dettaglio legale da rimandare alla fine. Deve entrare nel design del sistema.

Gli errori più comuni con le API Telegram

Molte difficoltà iniziano prima del codice, quando viene scelto il modello sbagliato.

Confondere Telegram API e Telegram Bot API

È l’errore principale.

La Bot API è pensata per i bot.

La Telegram API permette di creare client e utilizza MTProto.

Se un tutorial crea un bot con BotFather e poi chiama tutto questo genericamente “Telegram API”, sta semplificando due livelli differenti.

Cercare api_id e api_hash per un semplice bot

Per un normale bot costruito sulla Bot API non ti servono.

Serve il bot token.

api_id e api_hash entrano nel mondo della Telegram API/MTProto.

Pensare che BotFather costruisca il bot

BotFather crea e configura l’account bot.

La logica resta responsabilità della tua applicazione.

Senza software esterno che riceve aggiornamenti e chiama la Bot API, il bot non diventa automaticamente un servizio intelligente.

Confondere webhook e API

Un webhook non sostituisce la Bot API.

È un modo con cui Telegram può consegnare aggiornamenti al tuo endpoint.

La tua applicazione continuerà poi a utilizzare l’API per inviare risposte ed eseguire le operazioni previste.

È esattamente la ragione per cui API e webhook possono convivere nello stesso sistema.

Usare MTProto perché sembra più completo

Più accesso significa anche più complessità.

Se la Bot API soddisfa il progetto, passare a una sessione MTProto può introdurre autenticazione, gestione delle sessioni e manutenzione che non aggiungono alcun valore reale.

L’API migliore non è quella con più funzionalità.

È quella che risolve il problema con la minore complessità necessaria.

Domande frequenti sulle API Telegram

Le API Telegram sono gratuite?

La Bot API e la Telegram API possono essere utilizzate senza una tariffa generale di accesso imposta per ogni chiamata. Questo non significa che sviluppare un servizio sia privo di costi: hosting, database, code, storage e servizi esterni restano a carico del progetto.

Telegram Gateway segue invece un modello specifico legato alle verifiche consegnate.

Qual è la differenza tra Telegram API e Bot API?

La Bot API è un’interfaccia HTTP pensata per controllare account bot.

La Telegram API è il sistema utilizzato per realizzare client Telegram e comunica attraverso MTProto.

Non sono due nomi per la stessa interfaccia.

Serve BotFather per utilizzare tutte le API Telegram?

No.

BotFather è fondamentale per creare e configurare bot e ottenere il relativo token.

Per sviluppare un client basato sulla Telegram API devi invece registrare un’applicazione developer e ottenere api_id e api_hash.

Gateway utilizza ancora un altro modello di credenziali.

Dove trovo api_id e api_hash?

Vengono generati registrando un’applicazione nell’area developer associata al proprio account Telegram.

Non devono essere cercati dentro BotFather.

Posso utilizzare le API Telegram con Python?

Sì.

Puoi utilizzare Python sia per progetti Bot API sia attraverso librerie che implementano il modello Telegram API/MTProto.

La domanda da risolvere prima, però, non è “quale libreria Python installo?”, ma “mi serve un bot oppure un vero client?”.

Da quella risposta deriva la libreria corretta.

Posso creare un bot senza usare MTProto?

Sì.

La Bot API esiste proprio per fornire agli sviluppatori un’interfaccia HTTP più semplice senza richiedere la gestione diretta del protocollo MTProto.

Per la maggior parte dei bot è la scelta naturale.

Telegram supporta i webhook?

Sì.

La Bot API permette di configurare un endpoint HTTPS attraverso setWebhook. Telegram invia gli aggiornamenti all’endpoint configurato e puoi utilizzare un secret_token per aumentare la capacità del server di verificare che la richiesta appartenga al webhook impostato.

getUpdates e webhook sono due modalità alternative di ricezione degli aggiornamenti.

TDLib sostituisce la Telegram API?

No.

TDLib semplifica l’utilizzo della piattaforma per sviluppare client, gestendo molti dettagli tecnici che altrimenti dovresti affrontare direttamente.

È meglio pensarla come un livello di astrazione e una libreria client, non come una piattaforma separata da Telegram.

Telegram Gateway serve per creare bot?

No.

Gateway serve principalmente a inviare messaggi di verifica, come codici per autenticare un numero di telefono.

Un chatbot utilizza normalmente la Bot API.

Conclusione

La parte difficile delle API Telegram non è inviare la prima richiesta. È scegliere correttamente il livello di integrazione prima di iniziare a sviluppare.

Se vuoi costruire un bot, partirei dalla Bot API. È il percorso più semplice, usa HTTP e risolve direttamente il problema senza costringerti a lavorare con MTProto.

Se stai costruendo un vero client o hai bisogno delle funzionalità proprie di una sessione Telegram, allora ha senso entrare nel mondo della Telegram API, valutando TDLib quando vuoi delegare una parte sostanziale della complessità del client.

Se devi soltanto inviare codici di verifica, non serve nessuna delle due: esiste Telegram Gateway per quello specifico scenario.

Il criterio resta lo stesso in tutti i casi: parti dall’identità con cui il software deve operare e dal problema che deve risolvere, non dal nome della libreria o dall’API che sembra offrire più funzioni.

È una scelta che all’inizio può sembrare marginale. In pratica determina autenticazione, architettura, sicurezza e quantità di codice che dovrai mantenere per tutto il progetto.