Gli AirPods non sono più una singola coppia di auricolari Apple disponibile in una versione “normale” e una Pro. La gamma comprende formati diversi, livelli differenti di isolamento, funzioni che dipendono dal dispositivo collegato e, nel caso dei modelli Pro, anche strumenti dedicati all’attività fisica e all’udito.

Per capire come funzionano gli AirPods e soprattutto quali AirPods scegliere, conviene quindi partire da una domanda più concreta del semplice “qual è il modello migliore?”: preferisci un auricolare aperto, un in-ear con cuscinetti in silicone o una cuffia over-ear?

È questa differenza fisica, ancora prima delle specifiche, a cambiare isolamento, utilizzo quotidiano e senso dell’acquisto.

Cosa sono gli AirPods e come funzionano

Gli AirPods sono la famiglia di auricolari e cuffie wireless di Apple. Si collegano tramite Bluetooth e possono riprodurre musica e altri contenuti, gestire chiamate, utilizzare microfoni e controlli integrati e, con i modelli e i dispositivi compatibili, offrire funzioni come cancellazione attiva del rumore, modalità Trasparenza, Audio adattivo e Audio spaziale.

La connessione Bluetooth, però, spiega solo una parte del loro funzionamento. Il vero elemento distintivo emerge quando vengono utilizzati all’interno dell’ecosistema Apple.

Bluetooth, chip Apple e integrazione con l’ecosistema

Nei principali modelli attuali Apple utilizza il chip H2 per elaborare funzioni audio, controlli del rumore e interazioni con l’ecosistema. Gli auricolari restano dispositivi Bluetooth, ma l’integrazione con iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e Apple TV permette di ridurre diversi passaggi manuali.

Dopo averli configurati con un dispositivo Apple collegato allo stesso Apple Account, per esempio, i modelli compatibili possono diventare disponibili anche sugli altri dispositivi associati e, in alcuni scenari, passare automaticamente da una sorgente all’altra.

È utile distinguere questo meccanismo da AirPlay. Il collegamento diretto usa Bluetooth: AirPlay è invece una tecnologia Apple differente, utilizzata per inviare o coordinare contenuti verso ricevitori compatibili come TV, speaker o Mac.

Cosa cambia quando li usi con iPhone, Mac e altri dispositivi Apple

Con un iPhone compatibile la configurazione iniziale è normalmente molto semplice: apri la custodia vicino al telefono, segui l’animazione mostrata sullo schermo e completa l’abbinamento.

Da quel momento entrano in gioco funzioni che dipendono dall’interazione fra hardware degli auricolari, modello del dispositivo e software installato.

Questo è un punto importante: possedere un modello recente non garantisce automaticamente l’accesso a qualsiasi funzione pubblicizzata da Apple. Alcune capacità richiedono un determinato iPhone, la versione più recente di iOS, un firmware aggiornato, una lingua supportata o una specifica area geografica.

Fuori dall’ecosistema Apple continuano invece a funzionare come cuffie Bluetooth, ma l’esperienza diventa più essenziale.

Quali AirPods esistono oggi

La gamma principale è composta da AirPods 5, AirPods 5 con custodia di ricarica wireless, AirPods Pro 3 e AirPods Max 2.

Non sono quattro gradini della stessa scala. I primi due sono open-ear, i Pro sono in-ear con cuscinetti in silicone, mentre le Max sono cuffie over-ear.

ModelloFormatoANCAutonomia con ANCDifferenza principalePrezzo Apple
AirPods 5Open-earSìFino a 4 oreingresso nella gamma attuale con ANC149 €
AirPods 5 con custodia wirelessOpen-earSìFino a 5 orevolume sullo stelo, ricarica wireless, custodia con altoparlante169 €
AirPods Pro 3In-earSìFino a 8 oremaggiore isolamento, ANC più evoluto, funzioni salute e fitness249 €
AirPods Max 2Over-earSìFino a 20 oreformato cuffia, USB-C e audio lossless via cavo579 €

Prezzi Apple Store Italia verificati il 9 ottobre e soggetti a variazioni. Le autonomie indicate sono valori dichiarati da Apple nelle condizioni di test specificate dal produttore.

Apple permette di verificare caratteristiche e differenze nel proprio confronto ufficiale degli AirPods.

AirPods 5: il nuovo modello open-ear

Gli AirPods 5 mantengono la struttura aperta, quindi non utilizzano un cuscinetto in silicone per sigillare il condotto uditivo.

La novità che cambia maggiormente il confronto con le generazioni precedenti è la presenza della cancellazione attiva del rumore anche sul modello base. Sono disponibili inoltre Audio adattivo, modalità Trasparenza, Audio spaziale personalizzato, Isolamento vocale e funzioni compatibili con Siri.

Apple dichiara fino a 4 ore di ascolto con ANC attiva e fino a 20 ore complessive utilizzando la custodia. Disattivando il controllo del rumore, l’autonomia dichiarata del singolo ascolto sale.

Il punto non è quindi considerarli dei “Pro economici”. Il formato resta open-ear: l’orecchio non viene sigillato fisicamente come accade con un buon fitting degli AirPods Pro.

Se non ami i gommini o vuoi continuare a percepire più naturalmente l’ambiente circostante, questa differenza può contare più di molte specifiche sulla scheda tecnica.

Le caratteristiche complete sono riportate nelle specifiche ufficiali degli AirPods 5.

La versione con custodia wireless: cosa cambia davvero

Le due versioni condividono gran parte della piattaforma audio, quindi spendere di più per la variante con custodia wireless non significa passare a una classe completamente diversa di auricolari.

Cambiano però alcuni dettagli molto concreti.

Il modello superiore permette di regolare il volume facendo scorrere il dito sullo stelo, arriva secondo Apple fino a 5 ore con ANC attiva e fino a 22 ore complessive con la custodia, supporta la ricarica wireless Qi e tramite caricatore per Apple Watch e integra nella custodia un altoparlante utile con Dov’è.

Sono differenze piccole prese singolarmente, ma frequenti nell’uso quotidiano.

Per questo, se hai già deciso di volere un modello open-ear e la differenza di prezzo resta contenuta, la scelta non riguarda una qualità audio “Pro”: riguarda soprattutto controlli, ricarica, localizzazione della custodia e autonomia.

AirPods Pro 3: in-ear, più isolamento e funzioni salute

I Pro 3 cambiano approccio.

I cuscinetti in silicone creano una maggiore chiusura del condotto uditivo e Apple fornisce cinque misure per adattare meglio il fitting. L’isolamento passivo che ne deriva lavora insieme alla cancellazione attiva del rumore.

Apple dichiara per i Pro 3 una cancellazione attiva fino a tre volte più efficace rispetto al modello standard secondo i propri test. È una misura del produttore, non un confronto indipendente, ma chiarisce il posizionamento dei due prodotti.

L’autonomia dichiarata arriva fino a 8 ore con ANC. Sono presenti inoltre sensori in-ear per rilevare la frequenza cardiaca durante gli allenamenti e funzioni dedicate alla salute dell’udito.

In Italia Apple rende disponibili, con requisiti specifici, strumenti come Test dell’udito e Apparecchio acustico. Sono funzioni regolamentate e non vanno confuse con una generica equalizzazione audio; disponibilità e requisiti vanno controllati sulla pagina ufficiale dedicata alle funzioni per l’udito.

I Pro 3 hanno quindi senso soprattutto quando vuoi più isolamento, maggiore controllo sul rumore o le funzioni specifiche della linea Pro, non semplicemente perché occupano una posizione più alta nel catalogo.

AirPods Max 2: quando ha senso passare alle over-ear

Le Max 2 appartengono a una categoria fisicamente diversa.

Sono cuffie over-ear, quindi circondano l’orecchio invece di entrare nel padiglione. Questo cambia ingombro, peso, trasporto e contesto d’uso prima ancora di parlare della parte elettronica.

Apple dichiara fino a 20 ore di ascolto con cancellazione attiva del rumore. Il collegamento USB-C permette inoltre l’ascolto lossless e a bassissima latenza via cavo nelle condizioni supportate.

La domanda corretta non è quindi “sono migliori dei Pro 3?”. È piuttosto: vuoi realmente una cuffia over-ear?

Se cerchi qualcosa da tenere in tasca, utilizzare durante una corsa o indossare rapidamente durante gli spostamenti, il formato Max parte svantaggiato per definizione. Se invece desideri una cuffia circumaurale per ascolti più lunghi, lavoro alla scrivania o determinati utilizzi via cavo, la categoria diventa sensata.

Apple raccoglie prezzi e caratteristiche nella pagina delle AirPods Max 2.

Generazioni precedenti: quando considerarli ancora

Le generazioni precedenti non scompaiono immediatamente dal mercato quando Apple rinnova il catalogo.

Puoi quindi trovare AirPods 4, Pro 2 e modelli ancora più vecchi presso negozi, marketplace o come ricondizionati. Questo non li rende automaticamente cattivi acquisti, ma cambia il criterio di valutazione.

Un modello precedente ha senso soprattutto quando esiste un vantaggio economico reale rispetto all’alternativa attuale.

Se un modello della generazione precedente con ANC costa quasi quanto quello attuale, per esempio, il risparmio può non compensare le differenze generazionali. Se invece lo sconto è consistente e non ti interessano le nuove funzioni, il discorso cambia.

Lo stesso vale per i Pro 2: restano auricolari con caratteristiche evolute e supportano anche alcune funzioni per l’udito, ma vanno confrontati con il prezzo effettivo dei Pro 3, non con il vecchio listino.

Le differenze che cambiano davvero la scelta

Una tabella permette di leggere rapidamente le specifiche. Per scegliere, però, serve stabilire quanto pesa ogni differenza nel tuo utilizzo.

È qui che il confronto diventa più utile.

Open-ear, in-ear o over-ear: prima viene la forma

Il formato è il primo filtro.

Gli AirPods 5 sono open-ear. Non chiudono il condotto uditivo con un gommino e sono la scelta più coerente se preferisci evitare la sensazione di sigillo tipica degli in-ear.

Gli AirPods Pro 3 sono in-ear. I cuscinetti servono sia per stabilità sia per creare una migliore barriera acustica. Se sai già di non tollerare auricolari di questo tipo, una scheda tecnica superiore non risolve il problema.

AirPods Max 2 sono over-ear. Spostano completamente il compromesso verso dimensioni e peso maggiori in cambio dell’esperienza tipica di una cuffia circumaurale.

Per questo eviterei di scegliere partendo dal prezzo e salendo finché il budget lo permette. Prima scegli il formato che sei disposto a indossare, poi confronta le funzioni disponibili all’interno di quella categoria.

Cancellazione del rumore, Trasparenza e Audio adattivo

La cancellazione attiva del rumore utilizza microfoni ed elaborazione del segnale per ridurre parte dei suoni esterni.

La modalità Trasparenza fa l’opposto: permette di far entrare più suono dell’ambiente. Audio adattivo modifica invece dinamicamente il comportamento del controllo del rumore in funzione del contesto.

Il modello standard ha reso meno netta la vecchia separazione fra modello base e Pro perché l’ANC è presente anche nella famiglia open-ear.

Resta però una differenza strutturale. Un in-ear ben aderente crea anche isolamento passivo; un open-ear lascia invece il condotto meno chiuso. Per questo “ha l’ANC” non significa che un open-ear e un Pro in-ear isolino allo stesso modo.

Se viaggi spesso in aereo o in treno, lavori in ambienti rumorosi oppure vuoi ridurre maggiormente le voci intorno a te, il formato Pro ha un vantaggio progettuale importante.

Se preferisci un auricolare aperto e vuoi soltanto attenuare parte del rumore senza passare ai gommini, il modello open-ear diventa molto più interessante di quanto suggerirebbe una semplice divisione “standard contro Pro”.

Autonomia, custodia, ricarica e controlli

L’autonomia va letta insieme alle funzioni attive.

Con ANC, Apple dichiara autonomie diverse in base al formato: si parte da 4 ore per il modello open-ear standard e si arriva fino a 20 ore per la cuffia over-ear.

Sono valori ottenuti in condizioni di test definite dal produttore: volume, funzioni attivate, qualità della connessione e modalità d’uso possono cambiare la durata effettiva.

Fra le due versioni open-ear, quella con custodia wireless aggiunge un vantaggio che si nota ogni giorno: oltre alla ricarica Qi e tramite caricatore Apple Watch, permette di cambiare volume dallo stelo.

Se regoli spesso il volume, la differenza può essere più utile di una feature utilizzata una volta al mese.

Funzioni salute, udito e altre differenze dei modelli Pro

I Pro 3 aggiungono un sensore di frequenza cardiaca in-ear utilizzabile durante gli allenamenti compatibili. I dati possono essere inviati a iPhone e utilizzati dall’app Fitness o da applicazioni supportate.

Non trasformerei però questa funzione nel motivo universale per comprare i Pro.

Ha valore soprattutto per chi vuole effettivamente monitorare gli allenamenti attraverso questo flusso. Se indossi già sempre un Apple Watch, il beneficio va valutato nel contesto del tuo sistema di monitoraggio, non sommando semplicemente un altro sensore alla lista delle caratteristiche.

Le funzioni per l’udito hanno un peso ancora diverso perché includono strumenti regolamentati e requisiti specifici. Se sono la ragione principale dell’acquisto, verifica compatibilità e disponibilità direttamente sulla documentazione Apple prima di decidere.

Quali AirPods scegliere in base a come li userai

La decisione diventa più semplice quando traduci le specifiche in scenari.

Esigenza principaleModello da valutare per primoPerché
Vuoi un open-ear senza spendere per extra di custodiaAirPods 5ANC e funzioni principali nel modello base
Vuoi open-ear, ricarica wireless e volume sullo steloAirPods 5 con custodia wirelessmigliora soprattutto comodità quotidiana e autonomia
Vuoi più isolamento e ANCAirPods Pro 3formato in-ear + sistema ANC più evoluto
Vuoi funzioni fitness e uditoAirPods Pro 3sensore di frequenza cardiaca e funzioni dedicate
Vuoi una cuffia over-earAirPods Max 2è l’unico modello della gamma con questo formato
Vuoi soprattutto risparmiareGenerazione precedentesolo se lo sconto rispetto al modello attuale è davvero significativo

Per uso quotidiano e comfort senza gommini

Se il requisito principale è evitare un auricolare che sigilla il condotto uditivo, partirei dal modello open-ear standard.

La scelta fra le due varianti dipende poi da quanto contano controllo del volume sullo stelo, ricarica wireless, altoparlante nella custodia e autonomia aggiuntiva.

Il modello da 149 € non è una versione priva di ANC: la cancellazione è già presente. Questo rende i 20 € aggiuntivi della variante superiore una spesa soprattutto per comodità e custodia, non il pedaggio necessario per ottenere il controllo del rumore.

Per viaggi, ufficio e ambienti rumorosi

Se isolamento e riduzione del rumore sono prioritari, guarderei prima ai Pro 3.

La ragione non è soltanto la dichiarazione Apple sulla maggiore efficacia dell’ANC. Il formato in-ear crea anche una barriera fisica che un open-ear non può replicare allo stesso modo.

C’è però una condizione: devi tollerare bene i cuscinetti e trovare una misura che aderisca correttamente.

Un modello Pro con fitting sbagliato perde parte del vantaggio che stai pagando. In questo scenario la forma dell’orecchio non è un dettaglio accessorio della scheda tecnica: entra direttamente nel funzionamento del prodotto.

Per sport e monitoraggio della frequenza cardiaca

I Pro 3 sono il modello da valutare se vuoi usare gli auricolari anche come sorgente della frequenza cardiaca durante gli allenamenti.

Apple spiega nella propria guida come monitorare la frequenza cardiaca con AirPods Pro 3 attraverso Fitness e applicazioni compatibili.

Il sensore non rende automaticamente i Pro il modello migliore per qualsiasi attività sportiva. Stabilità nell’orecchio, ambiente, tipo di allenamento e dispositivi che utilizzi già restano parte della scelta.

Per ascolto over-ear e sessioni più lunghe

Se vuoi deliberatamente una cuffia che avvolge l’orecchio, AirPods Max 2 è la scelta coerente all’interno della gamma Apple.

Non la sceglierei invece come semplice “upgrade finale” rispetto ai Pro. Le due categorie rispondono a esigenze diverse.

Le Max occupano più spazio, sono molto più pesanti di due auricolari true wireless e hanno un prezzo nettamente superiore, ma offrono il formato over-ear, un’autonomia dichiarata molto maggiore per singola carica e funzioni via USB-C che non appartengono agli auricolari.

Quando conviene un modello della generazione precedente

Guarderei un modello precedente in tre casi: forte sconto, esigenza semplice o sostituzione di un prodotto che conosci già.

Il confronto deve però usare il prezzo reale del momento.

Un vecchio modello scontato del 10% non è necessariamente un affare se il successore risolve un limite che per te conta. Viceversa, uno sconto molto più profondo può rendere razionale rinunciare a caratteristiche che non useresti.

È uno dei casi in cui il prezzo modifica davvero il verdetto, mentre per i modelli attuali la forma resta il primo criterio.

Come collegarli e usarli

Una volta scelto il modello, la configurazione nell’ecosistema Apple richiede normalmente pochi passaggi.

Le procedure cambiano leggermente fra generazioni, soprattutto quando devi forzare manualmente la modalità di abbinamento.

Collegarli a iPhone e iPad

Per la configurazione standard:

  1. attiva il Bluetooth;
  2. apri la custodia con gli auricolari all’interno e avvicinala a iPhone o iPad;
  3. attendi l’animazione di configurazione;
  4. segui le indicazioni mostrate sullo schermo.

Apple raccoglie le procedure aggiornate nella guida per abbinare gli AirPods con un dispositivo Apple.

Se l’animazione non appare puoi avviare manualmente il pairing. Sui modelli più recenti la modalità di abbinamento viene richiamata interagendo con la parte anteriore della custodia; molte generazioni precedenti utilizzano invece il tasto sul retro.

Usarli con Mac, Apple Watch e Apple TV

Quando i dispositivi utilizzano lo stesso Apple Account, l’integrazione può evitare di ripetere ogni volta l’intero abbinamento.

Su Mac puoi selezionarli come uscita audio e collegarli dalle impostazioni Bluetooth. Su Apple Watch puoi sceglierli dall’elenco dei dispositivi Bluetooth. Su Apple TV il collegamento può essere gestito dalle impostazioni dedicate a telecomandi e dispositivi.

Il vantaggio dell’ecosistema emerge soprattutto nel passaggio fra sorgenti. Se stai ascoltando audio sul Mac e rispondi a una chiamata su iPhone, i modelli compatibili possono trasferire automaticamente la connessione.

Non è magia proprietaria che sostituisce Bluetooth: è un livello di coordinamento costruito sopra la connessione wireless e l’account Apple.

Con Android e Windows: cosa funziona e cosa perdi

Puoi utilizzarli anche con Android, Windows e altri dispositivi Bluetooth.

Apple lo conferma esplicitamente nella guida per abbinare gli auricolari a un dispositivo non Apple.

Le funzioni di base — ascolto e conversazione — restano disponibili. Quello che perdi è parte dell’integrazione proprietaria.

Apple specifica, per esempio, che Siri non è disponibile in questo scenario. Anche altre funzioni dipendenti da iPhone, Apple Account, impostazioni di sistema o Apple Intelligence possono non essere accessibili.

Perciò “funzionano con Android?” ha una risposta semplice: sì come cuffie Bluetooth, ma non con la stessa esperienza che offrono nell’ecosistema Apple.

Le funzioni che vale la pena conoscere

La gamma contiene molte funzioni e non tutte hanno la stessa importanza.

Conviene concentrarsi su quelle che cambiano realmente il modo in cui utilizzi gli auricolari.

Siri, controlli e passaggio tra dispositivi

Con i modelli compatibili puoi utilizzare Siri per gestire musica, chiamate e altre richieste senza interagire direttamente con lo schermo.

I controlli fisici cambiano invece in base al modello.

Il modello standard utilizza il sensore di pressione per le operazioni principali. La variante con custodia wireless aggiunge la possibilità di scorrere sullo stelo per regolare il volume. AirPods Pro 3 permettono anch’essi il controllo touch del volume.

Il passaggio automatico fra dispositivi è utile soprattutto per chi utilizza più prodotti Apple durante la giornata. Il suo valore diminuisce invece se vengono collegati quasi esclusivamente a un singolo computer o a un telefono Android.

Audio spaziale, Audio adattivo e isolamento vocale

L’Audio spaziale personalizzato con rilevamento dinamico della testa modifica la presentazione dei contenuti compatibili tenendo conto della posizione dell’utente.

Non va però interpretato come una modalità che migliora universalmente qualsiasi file audio: richiede hardware, software, app e contenuti compatibili.

Audio adattivo interviene invece sul controllo del rumore per adeguarlo al contesto, mentre Isolamento vocale è pensato per rendere più chiara la voce nelle situazioni supportate.

Sono funzioni diverse, anche se nelle pagine commerciali vengono spesso presentate una accanto all’altra.

Traduzione in tempo reale: Apple Intelligence e requisiti

La Traduzione in tempo reale è un buon esempio del motivo per cui non basta guardare la scheda degli auricolari.

La funzione sfrutta Apple Intelligence e richiede una combinazione compatibile di auricolari, iPhone, software, firmware, lingua e area geografica.

Apple indica il supporto per i principali modelli della gamma e per alcune generazioni precedenti, ma non significa che basti possedere gli auricolari.

Per verificare la configurazione necessaria conviene utilizzare la procedura ufficiale per tradurre conversazioni di persona con gli auricolari.

È una distinzione utile anche per altre caratteristiche Apple: compatibilità del prodotto e disponibilità effettiva della funzione non sono sinonimi.

Batteria, ricarica e localizzazione con Dov’è

La custodia non serve soltanto a proteggere e ricaricare gli auricolari.

Nei modelli compatibili entra anche nel sistema Dov’è. Le capacità precise dipendono dalla generazione: alcuni modelli permettono di localizzare separatamente auricolari e custodia o far emettere un suono per facilitare la ricerca.

Apple spiega le differenze nella guida per trovare gli AirPods con Dov’è.

Se conosci già AirTag, il nome Dov’è può far sembrare i due sistemi equivalenti. Non lo sono: condividono parte dell’ecosistema di localizzazione Apple, ma AirTag è un tracker dedicato mentre gli auricolari restano dispositivi audio con capacità di localizzazione che dipendono dal modello.

Come identificare il modello e risolvere i problemi più comuni

Con molte generazioni esteticamente simili, identificare il modello è spesso il primo passo del troubleshooting.

Serve anche per evitare di seguire una procedura valida per una custodia diversa dalla tua.

Identificare modello e generazione

Su un dispositivo Apple abbinato puoi trovare le informazioni del dispositivo nelle impostazioni.

Apple permette inoltre di utilizzare il numero di modello stampato sul dispositivo. Sugli auricolari standard e Pro si trova sulla parte inferiore di ciascun auricolare; sulle Max è dietro il cuscinetto del padiglione sinistro.

La pagina ufficiale Come identificare il modello associa i numeri di modello alle varie generazioni e riduce il rischio di confondere prodotti molto simili.

È preferibile verificare il codice reale invece di basarsi soltanto sulla forma della custodia.

Se non si collegano, non si caricano o un auricolare non funziona

Quando smettono di collegarsi, partirei dai controlli più semplici:

  1. verifica che entrambi gli auricolari abbiano carica;
  2. controlla che il Bluetooth sia attivo;
  3. aggiorna il dispositivo;
  4. prova a selezionare nuovamente gli auricolari come uscita audio;
  5. reinseriscili nella custodia e ripeti l’abbinamento;
  6. passa al reset solo se il problema continua.

Apple mantiene una procedura specifica per gli auricolari che non si connettono.

Se il problema riguarda invece l’alimentazione, controlla prima cavo, alimentatore, custodia e stato della ricarica. La guida per gli auricolari che non si caricano consiglia anche un periodo minimo di ricarica prima di procedere con altre verifiche.

Saltare direttamente al reset spesso aggiunge passaggi senza aver escluso una causa più banale.

Quando provare il reset e quando serve l’assistenza

La procedura di reset non è identica per tutte le generazioni.

I modelli meno recenti utilizzano il pulsante di configurazione posteriore della custodia; AirPods 4, AirPods 5 e AirPods Pro 3 utilizzano invece una sequenza di interazioni sulla parte anteriore.

Per evitare di applicare istruzioni della generazione sbagliata, conviene seguire la guida Apple per reimpostare gli auricolari dopo aver identificato esattamente il modello.

Se dopo ricarica, nuovo abbinamento e reset il problema resta invariato, oppure rilevi un danno fisico, una batteria fortemente degradata o un componente che continua a non funzionare, il passo successivo non è ripetere indefinitamente la stessa procedura: è verificare le opzioni di assistenza.

Conclusione

La scelta fra i diversi modelli è diventata meno lineare, ma anche più facile da fare se parti dal criterio giusto.

Se vuoi un open-ear, il modello standard è il punto di partenza; la versione con custodia wireless vale soprattutto per controllo del volume, ricarica, localizzazione e autonomia aggiuntiva. Se isolamento e cancellazione del rumore pesano di più, i Pro 3 hanno una struttura più adatta e aggiungono funzioni che la linea standard non offre. AirPods Max 2 vanno invece considerate quando vuoi realmente una cuffia over-ear, non come semplice modello “superiore”.

Il prezzo viene dopo.

Prima scegli il formato che vuoi indossare e le funzioni che userai davvero. Solo a quel punto ha senso confrontare il costo con un modello precedente in offerta o con il gradino successivo della gamma.