Larry Page è un informatico e imprenditore statunitense, conosciuto soprattutto per aver fondato Google insieme a Sergey Brin e per aver contribuito allo sviluppo del PageRank, il sistema di analisi dei link che fu alla base del primo motore di ricerca Google.

Ridurre la sua storia alla frase “è uno dei fondatori di Google”, però, lascia fuori la parte più interessante. Page è stato il primo CEO dell’azienda, è tornato alla guida di Google nel 2011, ha successivamente creato la struttura Alphabet e, pur avendo lasciato la gestione quotidiana del gruppo, mantiene ancora un ruolo societario e un’influenza rilevante.

Negli ultimi anni si è inoltre interessato a settori lontani dal tradizionale motore di ricerca, dall’aviazione elettrica all’intelligenza artificiale applicata alla progettazione e alla produzione industriale.

Per capire davvero chi è Larry Page conviene quindi seguire tre fili insieme: il ricercatore che studia la struttura del Web, l’imprenditore che trasforma quel lavoro in Google e l’investitore tecnologico che continua a guardare a progetti di lungo periodo anche dopo aver lasciato i ruoli operativi.

Chi è Larry Page

Lawrence Edward Page è nato il 26 marzo 1973 nel Michigan, negli Stati Uniti. Ha studiato ingegneria informatica alla University of Michigan e successivamente computer science alla Stanford University.

È proprio a Stanford che la sua storia cambia direzione.

Durante gli studi incontra Sergey Brin e comincia a lavorare sul problema che avrebbe portato prima a BackRub, poi a PageRank e infine a Google. Se ti interessa soprattutto la storia dell’azienda e il ruolo congiunto dei due studenti, nell’approfondimento sui fondatori di Google abbiamo ricostruito separatamente il passaggio dal progetto universitario alla nascita della società.

Qui il centro è Larry Page.

DatoLarry Page
Nome completoLawrence Edward Page
Nato26 marzo 1973
Luogo di nascitaMichigan, Stati Uniti
FormazioneUniversity of Michigan, Stanford University
Conosciuto perCofondatore di Google, PageRank
Primo ruolo in GoogleCofondatore e CEO
Ruolo successivoCEO di Google, poi CEO di Alphabet
Ruolo attuale in AlphabetMembro del Board e Chair dell’Executive Committee
Principale origine del patrimonioPartecipazione in Alphabet
Interessi successiviAviazione elettrica, tecnologia, AI e manifattura

Il profilo della Stanford School of Engineering ricorda Page come cofondatore di Google e collega direttamente il suo lavoro universitario allo sviluppo del PageRank. Anche la University of Michigan lo include tra i propri alumni più noti.

Sono due dettagli utili perché mostrano quanto la fase universitaria sia centrale nella sua storia. Google non nasce dopo una carriera manageriale o finanziaria: nasce direttamente da un problema di computer science.

Perché Larry Page è importante nella storia del Web

La vera influenza di Page non dipende soltanto dalle dimensioni raggiunte successivamente da Google.

Negli anni Novanta il Web stava crescendo rapidamente e il problema non era più soltanto trovare pagine contenenti determinate parole. Bisognava capire quali documenti fossero più importanti o utili rispetto ad altri.

L’intuizione di Page fu osservare il Web anche attraverso le relazioni create dai collegamenti.

Una pagina che riceve un link da un’altra pagina non contiene semplicemente un collegamento tecnico. Quel link può fornire informazioni sulla relazione fra i due documenti.

Da qui nasce una domanda molto più interessante: si può utilizzare la struttura complessiva dei link per valutare l’importanza relativa delle pagine?

La risposta portò al PageRank e contribuì a costruire il modello del primo Google.

Dall’infanzia nel Michigan a Stanford

L’interesse di Larry Page per i computer arriva molto prima di Google.

Suo padre, Carl Victor Page, era professore di computer science alla Michigan State University. Il profilo biografico dello Stanford Technology Ventures Program racconta che Page iniziò a interessarsi ai computer già da bambino e che successivamente si laureò con honors alla University of Michigan in ingegneria, con indirizzo computer engineering.

Durante gli anni universitari costruì anche una stampante a getto d’inchiostro utilizzando componenti Lego. È un aneddoto curioso, ma è soprattutto coerente con una caratteristica che tornerà nella sua carriera: l’interesse per problemi nei quali software, hardware e progettazione devono funzionare insieme.

Alla University of Michigan partecipò inoltre ad attività legate all’ingegneria e alla leadership studentesca prima di trasferirsi a Stanford per gli studi avanzati.

L’arrivo alla Stanford University

Stanford era uno degli ambienti più importanti al mondo per l’informatica e per la nascente economia di Internet.

Page vi arriva per proseguire gli studi in computer science e incontra Sergey Brin, già studente dell’università. I due hanno personalità e interessi differenti, ma trovano un terreno comune nell’analisi delle grandi quantità di informazioni disponibili sul Web.

Page si concentra in particolare sulla struttura dei collegamenti.

Il problema è affascinante perché Internet può essere letto come un enorme grafo: le pagine sono nodi e i link costituiscono relazioni fra quei nodi.

Quella prospettiva porta a trattare il Web non soltanto come un insieme di documenti contenenti parole, ma come una rete dalla quale ricavare informazioni sulla rilevanza e sull’importanza dei documenti stessi.

L’idea di studiare i link tra le pagine Web

Il lavoro di Page si sviluppa nell’ambiente di ricerca di Stanford e finisce per coinvolgere direttamente Brin.

I due realizzano un sistema chiamato BackRub, nome che richiamava l’analisi dei backlink.

Non bisogna però immaginarlo come la prima versione commerciale di Google già pronta per il pubblico. Era un progetto di ricerca costruito per sperimentare un modo diverso di esplorare, indicizzare e ordinare un Web in rapida espansione.

Il salto concettuale consisteva nel non limitarsi al contenuto presente dentro la pagina.

Anche ciò che il resto del Web dice implicitamente di quella pagina attraverso i collegamenti poteva diventare informazione.

È il passaggio che conduce al PageRank.

Da Stanford a Google: il contributo di Larry Page

Larry Page e Sergey Brin lavorano insieme allo sviluppo del sistema, ma il nome PageRank non è casuale.

È un riferimento al cognome di Page oltre che al concetto di ranking delle pagine.

Nel paper accademico The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine, firmato da Sergey Brin e Lawrence Page, viene descritto un motore di ricerca progettato per utilizzare in modo sistematico la struttura ipertestuale del Web.

Il documento è interessante ancora oggi perché mostra quanto il progetto fosse più ampio di una semplice formula per assegnare un punteggio ai backlink.

Google doveva essere capace di effettuare crawling, memorizzare documenti, costruire indici, analizzare collegamenti e restituire risultati su una collezione destinata a crescere enormemente.

BackRub e il lavoro con Sergey Brin

Brin diventa quindi una figura inevitabile nella storia di Page, ma i due non vanno trasformati in un unico personaggio.

Nel percorso di Larry ci interessa soprattutto il modo in cui la collaborazione permise di trasformare una ricerca sulla struttura dei link in un motore realmente funzionante.

BackRub analizzava i collegamenti fra documenti e cercava di utilizzarli per comprendere meglio la loro importanza.

PageRank aggiungeva un passaggio decisivo: un link non aveva necessariamente lo stesso valore di un altro.

Una pagina importante poteva trasferire più peso attraverso il proprio collegamento rispetto a una pagina marginale. Il valore diventava quindi ricorsivo: l’importanza di un documento dipendeva anche dall’importanza dei documenti che lo citavano.

È una semplificazione del modello matematico originale, ma rende evidente la differenza rispetto al semplice conteggio dei backlink.

PageRank: perché porta il nome di Larry Page

Il brevetto originario relativo al metodo per classificare i nodi in un database collegato indica Lawrence Page come inventore.

Questo aiuta anche a correggere una piccola ambiguità che continua a circolare: PageRank non significa semplicemente “ranking delle page”. Il nome è anche un riferimento esplicito a Larry Page.

Rete di pagine Web collegate con diversa gerarchia delle connessioni per rappresentare il principio del PageRank
L’intuizione del PageRank non consisteva nel semplice conteggio dei backlink: contava anche la struttura delle relazioni tra le pagine.

Nell’articolo dedicato a come funziona il PageRank di Google abbiamo approfondito algoritmo originale, distribuzione del valore attraverso i link, Toolbar PageRank e ruolo moderno dei sistemi basati sui collegamenti.

Nella biografia di Page, invece, conta soprattutto la conseguenza storica.

Quella ricerca fornì una delle idee fondamentali attorno alle quali venne costruito Google.

Dal progetto universitario alla nascita di Google

La trasformazione da ricerca universitaria ad azienda non avvenne in un solo momento.

Prima arrivano BackRub e PageRank. Poi il nuovo nome Google, il dominio, i primi finanziamenti e infine la costituzione della società.

Google viene fondata formalmente nel 1998.

Page ne diventa il primo CEO.

La startup era ancora piccola, ma stava entrando in un mercato affollato di motori di ricerca e portali. La differenza non dipendeva da una singola funzione magica: contribuivano qualità dei risultati, infrastruttura, capacità di scalare, interfaccia essenziale e una crescente quantità di dati.

Il PageRank rimaneva però uno dei componenti tecnici distintivi del progetto.

Larry Page CEO di Google

La prima fase di Larry Page come CEO coincide con gli anni in cui Google deve passare da progetto universitario a vera organizzazione.

Secondo lo Stanford Technology Ventures Program, sotto la sua prima guida l’azienda supera i 200 dipendenti e raggiunge la redditività.

Nel 2001 il ruolo di CEO passa a Eric Schmidt.

La scelta introduce un dirigente con maggiore esperienza nella gestione di aziende tecnologiche già strutturate, mentre Page assume il ruolo di President, Products e continua a partecipare alla direzione del gruppo.

Il passaggio da CEO a President, Products

Questo primo cambio al vertice è importante perché Google stava diventando qualcosa di molto diverso dalla startup iniziale.

Gestire una società con centinaia di dipendenti, investitori, infrastrutture globali e una crescita molto rapida richiedeva una struttura manageriale più articolata.

Page, tuttavia, non esce da Google.

Continua a occuparsi dei prodotti e mantiene un ruolo centrale insieme a Brin e Schmidt.

Negli anni successivi l’azienda si espande ben oltre il motore di ricerca attraverso pubblicità, Gmail, Maps, YouTube, Android, Chrome e numerosi altri prodotti e acquisizioni.

Il ritorno come CEO nel 2011

Dieci anni dopo il primo passaggio di consegne, Page torna nel ruolo di CEO.

È una fase completamente diversa della sua carriera.

Google non è più una startup che deve dimostrare la validità di un motore di ricerca. È ormai una delle più grandi aziende tecnologiche del mondo e deve affrontare la transizione verso smartphone, servizi cloud, video, sistemi operativi e prodotti che raggiungono miliardi di persone.

Durante questa seconda fase Page spinge l’azienda verso progetti più ampi e una maggiore capacità di sperimentare fuori dal perimetro della ricerca.

L’acquisizione di Motorola Mobility, lo sviluppo dell’ecosistema Android e l’espansione delle iniziative sperimentali sono alcuni esempi di una strategia che cerca di mantenere Google abbastanza grande da gestire prodotti maturi senza rinunciare a scommesse molto più incerte.

Questa tensione porterà direttamente alla nascita di Alphabet.

Da Google ad Alphabet

Nel 2015 Larry Page annuncia una riorganizzazione societaria radicale.

Google non sarebbe più stata la società contenente indistintamente motore di ricerca, pubblicità, Android e tutti i progetti sperimentali del gruppo.

Sopra Google nasce Alphabet.

Nell’annuncio ufficiale G is for Google, scritto dallo stesso Page, l’obiettivo viene spiegato in modo piuttosto chiaro: dare maggiore autonomia alle diverse attività e permettere ai progetti lontani dal core business di svilupparsi con leadership proprie.

Google diventa così una controllata di Alphabet.

Perché Page crea Alphabet

Il problema che Alphabet cerca di risolvere è organizzativo.

Quando una società diventa enorme, un progetto sperimentale sulla salute, sulla guida autonoma o su una tecnologia ancora lontana dal mercato rischia di essere valutato con gli stessi criteri utilizzati per un prodotto maturo che serve miliardi di utenti.

Page voleva separare meglio questi mondi.

Google avrebbe mantenuto il focus sui principali prodotti Internet, mentre altre iniziative avrebbero potuto svilupparsi come società o unità più autonome.

Il principio è interessante perché riflette una costante del modo in cui Page guarda alla tecnologia: i progetti con potenziale molto grande possono richiedere tempi, strutture e criteri differenti rispetto alle attività già consolidate.

Sundar Pichai diventa CEO di Google

Con la nascita di Alphabet, Sundar Pichai assume la guida di Google.

Larry Page diventa invece CEO della nuova holding.

È un passaggio fondamentale.

Page non abbandona il gruppo: sale di un livello nella struttura e concentra maggiormente la propria attenzione sull’allocazione del capitale e sui progetti di lungo periodo.

La relazione fra Google e Alphabet diventa quindi:

Alphabet → società capogruppo
Google → principale società operativa del gruppo

Questa distinzione è ancora indispensabile per capire correttamente il ruolo di Larry Page oggi.

Larry Page ha lasciato Google? Il suo ruolo oggi in Alphabet

Dire semplicemente che Larry Page “ha lasciato Google” è impreciso.

È vero che non gestisce più quotidianamente Google o Alphabet. Non è più CEO e Sundar Pichai è l’executive responsabile della gestione operativa del gruppo.

Ma Page non è scomparso dalla struttura societaria.

Nel 2019 Page e Brin pubblicano una lettera congiunta nella quale annunciano la semplificazione del management: Pichai sarebbe diventato CEO sia di Google sia di Alphabet.

Nella stessa comunicazione i fondatori precisano però che avrebbero continuato a essere coinvolti come membri del Board, azionisti e cofondatori.

Questa distinzione resta valida.

Larry Page è ancora nel consiglio di amministrazione di Alphabet

La pagina corrente dedicata al Board of Directors di Alphabet include ancora Larry Page tra i membri del consiglio.

Non si tratta quindi di un ruolo operativo paragonabile a quello di Pichai, ma neppure di una completa uscita dall’azienda.

Page fa inoltre parte dell’Executive Committee del Board e ne risulta Chair.

Il comitato svolge funzioni amministrative delegate dal consiglio per determinate operazioni societarie.

La formula più corretta è quindi: Larry Page ha lasciato la gestione quotidiana, non Alphabet.

Il potere di voto di Larry Page

C’è poi un secondo elemento che rende il suo ruolo molto diverso da quello di un normale ex CEO: la struttura azionaria di Alphabet.

La società dispone di più classi di azioni.

Le azioni Class A attribuiscono un voto per azione, mentre le Class B ne attribuiscono dieci. Questa struttura permette ai fondatori di mantenere un’influenza societaria molto superiore a quella che si potrebbe dedurre guardando soltanto la quota economica del capitale.

Nell’ultimo proxy statement che abbiamo verificato, Page dispone di circa il 27% del potere di voto complessivo. Insieme a Sergey Brin, i due fondatori superano la metà del potere di voto.

La percentuale esatta può cambiare nel tempo, ma il dato strutturale è più importante del decimale: Page e Brin continuano a esercitare un’influenza straordinariamente forte sulle decisioni che richiedono il voto degli azionisti.

È per questo che “non è più CEO” e “non controlla più l’azienda” non sono affermazioni equivalenti.

Cosa fa Larry Page oggi

Dopo il passaggio della gestione operativa a Sundar Pichai, Larry Page ha mantenuto un profilo pubblico molto più basso.

Questo rende anche più difficile separare i progetti realmente documentati dalle indiscrezioni.

Le informazioni disponibili indicano comunque una continuità molto chiara in alcuni interessi: aviazione elettrica, mobilità avanzata, tecnologie sperimentali e, più recentemente, intelligenza artificiale applicata alla progettazione industriale.

Pivotal e l’aviazione elettrica

Uno dei progetti più concreti collegati a Page è Pivotal, società che sviluppa velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale.

Sul proprio sito ufficiale, Pivotal presenta Helix come un velivolo elettrico personale progettato per decollare e atterrare verticalmente senza necessità di una pista convenzionale.

L’azienda non è ferma alla fase concettuale. La propria documentazione più recente parla di una nuova generazione di Helix e di applicazioni che spaziano dalla mobilità personale alle emergenze e alla difesa.

Questo interesse non arriva dal nulla.

Page aveva già finanziato per anni esperimenti nel settore dei piccoli velivoli elettrici, mostrando una curiosità per il trasporto aereo personale che attraversa più progetti e più società.

Kittyhawk: il progetto che non ha raggiunto il mercato

La storia di Page nell’aviazione contiene anche fallimenti.

Kittyhawk, società sostenuta finanziariamente da Page e guidata da Sebastian Thrun, lavorò per anni su differenti configurazioni di velivoli elettrici.

Fra i progetti sviluppati comparvero Flyer, Heaviside e Cora.

L’obiettivo era molto ambizioso: rendere possibile una forma di trasporto aereo personale elettrico, compatto e potenzialmente autonomo.

Il progetto non raggiunse però il risultato commerciale sperato.

Nel 2022 Kittyhawk annunciò la chiusura delle proprie attività, come documentato anche dalla ricostruzione di TechCrunch.

È un dettaglio importante perché impedisce di trasformare ogni investimento di Page in una storia di successo inevitabile.

L’approccio “moonshot” aumenta il potenziale di un risultato straordinario, ma aumenta anche la probabilità di spendere anni e capitale su tecnologie che non arrivano a un mercato sostenibile.

Dynatomics e l’intelligenza artificiale applicata alla manifattura

Un’altra iniziativa attribuita a Larry Page riguarda Dynatomics.

Qui bisogna essere più prudenti perché le informazioni pubbliche sono molto più limitate rispetto a Google, Alphabet o Pivotal.

Secondo una ricostruzione di The Information, ripresa da TechCrunch, Page avrebbe creato una società focalizzata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per progettare oggetti ottimizzati e collegare maggiormente il processo di design alla produzione fisica.

Il progetto sarebbe guidato da Chris Anderson, già CTO di Kittyhawk.

La parte interessante è il collegamento tra AI e mondo fisico.

Gran parte dell’attenzione sull’intelligenza artificiale generativa riguarda testo, immagini, software e assistenti digitali. Applicarla alla progettazione industriale significa invece provare a chiudere un ciclo molto più complesso:

requisiti → progettazione → simulazione → ottimizzazione → produzione

È una direzione coerente con interessi che Page ha mostrato per anni, ma va mantenuta una distinzione importante: Dynatomics è molto meno documentata pubblicamente di Alphabet o Pivotal. Non conviene quindi attribuirle caratteristiche, prodotti o risultati che non siano stati confermati.

Quanto vale il patrimonio di Larry Page

Larry Page è una delle persone più ricche del mondo.

La parte più importante del suo patrimonio deriva dalla partecipazione in Alphabet, motivo per cui le stime possono cambiare rapidamente insieme al valore di mercato delle azioni.

Il profilo Forbes Real-Time Billionaires dedicato a Larry Page lo colloca, al momento della verifica editoriale, intorno ai 278 miliardi di dollari.

Questa cifra non deve però essere interpretata come il saldo disponibile su un conto bancario.

Da dove deriva la ricchezza di Larry Page

Una grande parte della ricchezza di Page è legata alle azioni Alphabet.

Il meccanismo è abbastanza semplice.

Se il mercato attribuisce un valore maggiore ad Alphabet, aumenta anche il valore teorico delle partecipazioni detenute dal fondatore. Se il titolo scende, lo stesso patrimonio stimato può diminuire sensibilmente senza che Page abbia necessariamente comprato o venduto qualcosa.

A questo si aggiungono altri investimenti, proprietà e partecipazioni.

Per questo le classifiche dei miliardari parlano di net worth stimato, non di liquidità.

Perché il patrimonio cambia così velocemente

Una variazione relativamente piccola nel prezzo di un’azienda che vale migliaia di miliardi può produrre movimenti enormi nella ricchezza teorica di chi possiede una quota significativa.

È particolarmente evidente nel caso dei fondatori delle grandi società tecnologiche.

Una crescita di pochi punti percentuali della capitalizzazione di Alphabet può tradursi in diversi miliardi di variazione nel patrimonio stimato di Page.

La cifra esatta pubblicata oggi può quindi essere già diversa domani.

Per una biografia è più utile capire da dove nasce la ricchezza e perché oscilla che fissarsi su una posizione precisa nella classifica mondiale.

Patrimonio economico e controllo societario non sono la stessa cosa

Nel caso di Larry Page bisogna inoltre separare due concetti.

Il primo è il valore economico delle azioni.

Il secondo è il potere di voto.

Grazie alla struttura Class B di Alphabet, Page mantiene un’influenza sulle decisioni degli azionisti superiore alla semplice percentuale di capitale economico che possiede.

È un esempio perfetto del motivo per cui chiedere “quanto possiede?” e chiedere “quanto controlla?” possono produrre risposte differenti.

Vita privata e riservatezza

Larry Page ha mantenuto nel tempo una vita pubblica decisamente meno esposta rispetto a molti altri imprenditori tecnologici di pari notorietà.

È sposato e Forbes lo indica come married nel proprio profilo, ma negli ultimi anni Page ha ridotto fortemente interviste, conferenze e apparizioni pubbliche.

Questa riservatezza è diventata ancora più evidente dopo l’uscita dai ruoli manageriali quotidiani di Alphabet.

Per una biografia professionale il punto rilevante non è riempire questo spazio con gossip o dettagli familiari scarsamente documentati.

Conta soprattutto una conseguenza: più Page si allontana dalla comunicazione pubblica, più bisogna distinguere attentamente documentazione societaria, annunci ufficiali e reporting giornalistico quando si cerca di capire a cosa stia lavorando.

È il motivo per cui il suo ruolo in Alphabet può essere verificato direttamente sui documenti della società, mentre iniziative molto più riservate come Dynatomics richiedono necessariamente maggiore cautela.

Cosa rende Larry Page diverso da molti altri imprenditori tech

La carriera di Larry Page contiene un modello abbastanza riconoscibile.

Il punto di partenza non è stato costruire un prodotto intorno a una domanda di mercato già evidente. È stato affrontare un problema tecnico difficile — ordinare meglio l’informazione del Web — e trasformare successivamente quella soluzione in un’infrastruttura utilizzabile su scala mondiale.

Lo stesso tipo di ambizione ricompare più avanti.

Alphabet prova a creare spazio organizzativo per progetti che richiedono orizzonti temporali differenti da Google. Kittyhawk e Pivotal esplorano il trasporto elettrico personale. Dynatomics, se le informazioni disponibili verranno confermate e il progetto proseguirà, porta l’intelligenza artificiale verso progettazione e produzione fisica.

Questo non significa che Page abbia sempre ragione.

Kittyhawk mostra esattamente il contrario: anche disponibilità di capitale, ottimi ingegneri e grande ambizione non eliminano vincoli tecnici, economici e regolatori.

La caratteristica più interessante è piuttosto la disponibilità a lavorare su problemi nei quali il risultato finale potrebbe richiedere molti anni o non arrivare affatto.

È una filosofia molto diversa dal costruire soltanto prodotti con ritorno economico immediato.

Conclusione

Larry Page ha contribuito a cambiare il Web prima ancora di diventare uno degli imprenditori più ricchi del mondo.

Il passaggio decisivo avviene a Stanford, quando l’analisi della struttura dei collegamenti porta al lavoro sul PageRank e a un modo differente di pensare l’ordinamento delle informazioni online.

Da quel progetto nasce Google.

Ma la sua storia non finisce con la fondazione del motore di ricerca. Page guida Google in due fasi differenti, costruisce con Sergey Brin la nuova struttura Alphabet e successivamente lascia il management quotidiano senza uscire realmente dall’azienda: resta membro del Board, Chair dell’Executive Committee e uno degli azionisti con maggiore potere di voto.

Oggi è molto meno visibile pubblicamente, ma i progetti collegati al suo capitale mostrano che il suo interesse si è spostato verso tecnologie capaci di collegare software e mondo fisico, dall’aviazione elettrica all’AI applicata alla produzione.

È probabilmente questo il modo più utile di leggere la sua carriera.

Larry Page non è soltanto l’uomo che ha cofondato Google. È uno dei protagonisti del passaggio da un Web composto da documenti difficili da ordinare a una rete di informazioni resa interrogabile su scala globale — e continua a investire come se il prossimo problema interessante dovesse essere ancora più difficile del precedente.